RACCOMANDAZIONI DI SICUREZZA relative al CTR di Reggio Calabria

LLZ-A Pista 33

Riporto dal sito ANSV – Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo: – http://www.ansv.it/It/Detail.asp?ID=1062

Dall’inizio del corrente anno sono pervenute all’ANSV diverse segnalazioni relative ad ingressi non autorizzati nel CTR di Reggio Calabria da parte di aeromobili impegnati in attività di elisoccorso, trasporto pubblico passeggeri e voli privati.
A seguito di dette segnalazioni, l’ANSV, nell’ambito dell’attività di studio e di indagine, ha avviato il reperimento e l’analisi dei dati relativi agli eventi in questione, al fine di individuare eventuali azioni per mitigare la problematica, che rappresenta un elemento di criticità per la sicurezza del volo. Ha quindi ritenuto opportuno, alla luce delle evidenze emerse, indirizzare all’ENAV SpA due raccomandazioni di sicurezza.

1. CTR e ATZ di Reggio Calabria.
Lo spazio aereo del CTR di Reggio Calabria è suddiviso in tre “zone” identificate con altrettanti numeri progressivi.
In particolare, la zona “1” comprende tutta l’area dello stretto di Messina, per una lunghezza di circa 35 NM, una larghezza di circa 15 NM ed uno sviluppo verticale da ground fino a 3000 piedi AMSL.
Il lato ad Est della zona “1” si estende dall’aeroporto di Reggio Calabria (LICR) verso l’entroterra calabro per un tratto di circa 5 NM, interessando rilievi montuosi alti fino a 3422 piedi. Il lato ad Ovest, invece, si estende dal citato aeroporto verso l’entroterra siciliano per un tratto di circa 10 NM, interessando tutto il tratto di mare dello stretto di Messina fino al versante occidentale della catena dei monti Peloritani, alti fino a 3686 piedi.
L’aeroporto di Reggio Calabria si trova nell’estrema punta occidentale della penisola calabra, ubicato in un bassopiano alla base delle propaggini occidentali del gruppo montuoso dell’Aspromonte, che circondano l’aeroporto per tutto il settore Est con un arco di circa 180°.
L’ATZ dell’aeroporto si sviluppa da ground a 2000 piedi AGL, con un raggio di 3 NM, interessando anche parte delle propaggini montuose ad Est e parte del tratto di mare dello stretto.
L’OM-NDB di Reggio, da cui inizia il tratto finale della procedura di atterraggio per pista 33, è situato in prossimità di Punta Pellaro, a circa 2,8 NM a Sud-Ovest dell’asse pista. Il tratto finale della procedura di atterraggio per pista 33 si sviluppa quindi dall’OM-NDB di Punta Pellaro fino alla soglia della pista 33, secondo una curva determinata dall’andamento semicircolare delle propaggini montuose attorno alla pista.

2. Analisi effettuate.
Dall’esame delle informazioni raccolte emerge un’oggettiva difficoltà, per gli aeromobili in transito a bassa quota in alcuni settori del CTR di Reggio Calabria, a stabilire un positivo contatto radio sulle frequenze del controllo di avvicinamento.
Gli aeromobili in ingresso a bassa quota nel CTR provenienti dalla costa ionica riescono, infatti, a stabilire un positivo contatto radio con l’APP soltanto in prossimità di Punta Pellaro, mentre quelli in ingresso a bassa quota provenienti dalla costa tirrenica riescono a stabilire un valido contatto radio soltanto in prossimità di Villa S. Giovanni. Per gli aeromobili provenienti dall’entroterra siciliano, il contatto radio con l’APP di Reggio avviene soltanto a quote superiori ai 4500 piedi o in prossimità della costa orientale dell’isola, dopo aver superato la catena dei monti Peloritani.
Da quanto accertato emerge che all’interno della zona “1” del CTR di Reggio Calabria – e per circa 1/3 della sua estensione – non è possibile effettuare dei sicuri collegamenti radio terra-bordo-terra sulle frequenze APP da parte di aeromobili in transito a bassa quota.
In allegato è riportata la pagina “ICAO – Visual Approach Chart” relativa all’aeroporto di Reggio Calabria pubblicata in AIP Italia AD 2 LICR 5-1, su cui, oltre ad essere evidenziati i punti di primo contatto radio per gli eventi in esame, viene anche tracciata una possibile area all’interno della quale i collegamenti radio avvengono in maniera sicura e continua, mentre al di fuori della stessa i collegamenti risulterebbero essere alquanto difficoltosi o addirittura impossibili, soprattutto alle basse quote.
Una tale irregolarità di copertura radio potrebbe essere imputabile ad una non ottimale disposizione dei ripetitori radio in funzione della particolare conformazione orografica esistente all’interno del CTR di Reggio Calabria.
Le aree a maggiore difficoltà di collegamenti risultano essere infatti quelle a ridosso dei rilievi montuosi che circondano l’aeroporto, in quanto tali rilievi costituiscono una sorta di barriera naturale che impedisce la corretta propagazione delle onde radio.

3. Conclusioni.
La difficoltà di poter stabilire un sicuro collegamento radio con l’APP di Reggio da parte di aeromobili in avvicinamento a bassa quota provenienti dalle aree sopra citate potrebbe costituire una potenziale situazione di rischio allorquando, in particolare, come già verificatosi per alcuni degli eventi segnalati, l’aeromobile, privo di collegamento radio, dovesse portarsi a ridosso del circuito di traffico o del sentiero finale di avvicinamento per la pista 33 (Punta Pellaro).

4. Raccomandazioni di sicurezza.
Sulla base di quanto accertato ed argomentato si raccomanda all’ENAV S.p.A. quanto segue.

Avviare un’attività di verifica strumentale sull’effettiva portata delle frequenze radio di avvicinamento all’interno del CTR di Reggio Calabria, al fine di un’oggettiva valutazione della reale copertura radio esistente su tutta la zona “1” del CTR stesso.
(Raccomandazione ANSV-8/SA/4/08)

Sulla base della reale copertura radio accertata, considerare la possibilità di installare ulteriori ripetitori delle frequenze di Reggio APP, atti a garantire la completa copertura della zona “1” del CTR di Reggio Calabria, anche a quote basse.
(Raccomandazione ANSV-9/SA/5/08)

File in Allegato: http://www.ansv.it/cgi-bin/ita/allegato%20A.pdf

Per maggiori informazioni visita il Forum alla pagina: http://www.aeroporticalabria.com/forum/viewtopic.php?f=18&t=51


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