Aeroporti Calabria: UGL TA, “come mai nel bando ENAC non vi è nulla a garanzia dei lavoratori dei due aeroporti?”

Riceviamo da UGL TA e pubblichiamo:

Al. Dr. De Felice

SACAL SpA

Aeroporto di Lamezia Terme

………………………………….

Egr. Presidente

Noi dell’UGL Trasporto Aereo, rappresentiamo un settore in cui abbiamo vissuto e viviamo  attivamente che conosciamo perfettamente con competenza, al contrario di altri, abbiamo il vizio e  l’abitudine di parlare chiaro attenendoci alla realtà, riportando il nostro pensiero e relativi  commenti, sia critici che elogiativi, ma mal digeriti dai vertici, in materia di settore aereo, voli, collegamenti, aeroporti e personale la cui capacità e professionalità  consente la funzionalità della società. Non facciamo chiacchere inutili o illazioni di corridoio, non ci nascondiamo dietro  ombre  fuori regola ma preferiamo, come abbiamo sempre fatto, andare diritti alla base  delle questioni, anche attraverso severe  prese di posizioni, ma correttamente inerenti alla verità; una verità che, in molti casi, ci ha portato ad essere denunziati e invisi, il nostro impegno,egregio De Felice,  metteva a nudo quello che oggi è alla luce del sole, ovvero conduzioni fuori dalle regole con la creazione di “un paese del “ben godi” per pochi personaggi e per i soliti porta borse, un circo della peggior specie che ha portato alla rovina le strutture del settore con gli strascichi e le storie legali che tutti conosciamo e che avevamo abbondantemente previsto. Per continuare ad essere coerenti e  corretti con noi stessi e con gli associati, abbiamo più volte pagato la scelta di non accettare scambi vari  e compromessi, ma che altri invece hanno corposamente attinto a piene mani. Presidente a questo punto non se l’abbia a male se la bistrattiamo, lo facciamo perché ci dispiace vederla immerso in un pentolone di cannibali sociali. Lei è un magistrato ma, ce lo lasci dire,è abituato a trattare con codici e articoli, nel settore del trasporto aereo, pur troppo, è una mosca bianca come tanti altri presidenti che si sono succeduti in epoche e momenti diversi. Non è una illazione di critica ma una realtà più che tangibile visto quanto sta succedendo. Non ci stancheremo di dire che per togliere le cosiddette “castagne dal fuoco” per traghettare il Lamezia Terme e l’intero triangolo aeroportuale fuori dalle nebbie del fallimento evitando le sabbie mobili di pericolose cadute, ci sarebbe voluto, oggi, alla presidenza e con pieni poteri, un tecnico del settore con la conoscenza dell’intero scibile volativo e dei suo costanti sviluppi, economici e sociali. Senza offesa, ci lasci dialogare su altre osservazioni che hanno acceso i dubbi, come mai nel bando ENAC per i “lotti Aeroportuali” c’è di tutto e di più, ma nulla a garanzia, anche parziale, dei lavoratori dei due aeroporti? Evidentemente l’ENAC li ha considerati solo semplici numeri che si possono  eliminare allegramente, del resto, il “nomber one” dell’aviazione civile, non ha caso, ha definito Reggio e Crotone aeroporti inutili e da chiudere,  per queste illazioni gratuite non abbiamo avuto il piacere di leggere risposte verso questo signore, fatto salvo un nostro comunicato in cui si faceva presente che i tre aeroporti occupano tre zone diverse della geografia utenza equidistanti tra loro, ma con la necessità di collegamenti aerei altrimenti tagliate fuori dal contesto  sociale e civile. Ricordiamo,a proposito, una norma che riportiamo di seguito che riguarda, in qualche modo, la pseudo società unica “Il pericolo di caduta occupazionale viene estrapolato attraverso l’articolo uno – capoverso A del decreto 351, allo stesso modo con cui si indica la completa applicazione del CCNL del Trasporto Aereo, capoverso B, materia sancita dal comma 12, articolo 10 della legge del 24 Dicembre 1993, n° 537.“ Del resto, se la nostra memoria non ci tradisce, consideriamo il travaso  regionale come una continuità senza interruzione e senza alcun cambio d’indirizzo ma un rientro diretto ed immediato a proseguire la gestione aeroportuale e non quella di una industria farmaceutica o società di pulizie. Le scelte fatte, 29 persone su circa 104 dell’ex-SOGAS  per gestire il Tito Minniti (pochine non le sembra?) nessuna per il Sant’Anna in cui si muovono ancora 27 figure in attesa di sistemazione. Inoltre, ci spieghi il metodo con cui sono state fatte le scelte a Reggio Calabria.

Chi ha suggerito i nomi?

Chi ha controllato lo stato di servizio e i profili professionali?

Chi ha visionato il passato e i carichi dei prescelti?

Ci permetta l’ardire ma in quell’elenco manca qualche cosa per cui una attenta verifica direbbe apertamente che ci sono stati alcuni plateali errori nell’inserimento dei personaggi.

Come intende procedere con nomi e decisioni e numeri su Crotone?

Finiamola con il portare aventi la cosiddetta SACAL due, è un altro dannoso intento che si ritorcerebbe,inesorabilmente, al mittente.

Le chiediamo,a conclusione,come organismo sindacale, la creazione di un tavolo di lavoro  per definire completamente la continuità funzionale degli aeroporti calabri di cui la SACAL è oggi il gestore unico.

Fermo restando, egregio presidente, che un proverbio di casa nostra dice “non si fanno le nozze con i fichi secchi” e qui, ci pare, che non ci sono neppure i fichi secchi.

Con Osservanza

Gianfranco Turino

Presidente Centro Studi

Giuseppe DiCello

Segretario Provinciale UGL TA Lamezia

Lamezia 31 luglio 2017


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3 commenti

  1. Solita lettera ridicola, come gli autori.
    Italiano zero.
    Inglese zero.
    De Felice non è un magistrato.
    Bengodi si scrive tutto attaccato.
    Che colpa ha la sacal se Enac non ha previsto la clausola sociale?

  2. Fantastico ragazzi…. era da tanto che non avevo il piacere di leggerli.

    Non so voi, ma a mio parere questi alti rappresentanti dei lavoratori questa volta hanno nettamente sbagliato interlocutore.
    Capire cosa c’azzecca il soggetto Istituzionale, a cui si rivolgono, con le questioni sollevate almeno per me rappresenta un’impresa titanica.
    Se dovessi sintetizzare il tutto con una metafora direi che quanto sopra è paragonabile a quella del lupo che ulula alla luna pur sapendo (gli altri ovviamente) che la stessa non può sentire ne essere intimidita.
    Voi come la vedete?

    Probabilmente cadrò in errore, ma ho un vago sentore che qualcuno dei loro non sia stato assunto e provano a far “rumore” sperando che qualche luna ascolti.

    PS – Non so se ci avete fatto caso, ma quel passaggio dove si dilettano a scrivere pur troppo – e non purtroppo come la nostra lingua esige – è veramente godurioso.
    Ora, “ricu ieu”, perché, come già accaduto, non continuare a farsi scrivere questi comunicati da qualcuno che la penna la sa usare?

  3. Come dice cettolaqualunque chi du chug….na va!!!!!

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