Aeroporto Lamezia: UGL TA “un caso particolare che non dovrebbe accadere”

Riceviamo da UGL TA e pubblichiamo:

Quello che scriviamo, di seguito, è un qualcosa che potrebbe sembrare una fantasia antica rimasuglio di un lontano passato dimenticato nelle trame del tempo, invece è una cruda realtà del momento. Infatti sono figure umane che recitano la trama di se stessi sul palcoscenico della vita, in un monologo che, nella maggior parte dei casi, è un dramma  dove le lacrime sono il motivo conduttore. La farsa dello spazio porta a scoprire la mancanza d’ogni consenso  alla parola data e degli impegni presi, il tutto sacrificato per un interesse che va oltre il senso dell’attimo, travolgendo ogni minuta speranza di un giorno diverso. Non è la lirica di un racconto è la realtà dei fatti. Parliamo non di astruse chimere ma di fame di lavoro, di necessità di dare dignità alla propria famiglia, di creare una continuità venuta a mancare per la scomparsa di chi manteneva i propri cari. Parliamo di un uomo comune, un operaio della SACAL perfettamente inserito nel settore aereo, per anni è stato uno dei cardini della società sul sedime aeroportuale, in quella rampa che sul grigio delle piste ha realizzato la sua capacità professionale, divenendo un esempio per tutti, poi, improvviso il male, il nemico del destino, la riga in rosso dell’esistenza e, per continuare a dare dignità a se stesso e ai familiari, si è trasformato in un guardasala,un addetto al controllo interno e a quelle operazioni che completano la conduzione a terra  del trasporto aereo,anche qui ha proseguito ad essere uno di quelli che hanno fatto grande la società Handling di Lamezia Terme, in un impegno totale senza pensare al male e alla sua salute. Ha accettato la sorte, in una sfida al domani, con la nostalgia intima di quello che era stato, ma sempre presente, sempre pronto a dare agli altri l’incoraggiamento, un sorriso, una parola d’incitamento; poi, la morte, arrivata prima che potesse creare una possibile economia per coloro che restavano, per loro dalla sicurezza del giorno prima all’incertezza del giorno dopo. Lui, l’uomo, l’operaio, non meritava e non merita che i suoi cari finissero a fare la fame, non è umano ne giusto. Lui, l’operaio del settore è sempre stato un iscritto al nostro sindacato, per la morale della sua figura e della sua innata onesta, era necessario da parte nostra, il massimo impegno per garantire una continuità con l’ingesso nella società di un congiunto, la figlia. Abbiamo messo “in campo” tutta la forza sociale e tutta la diplomazia possibile, si tenga presente, per la cronaca spicciola, che non abbiamo mai fatto raccomandazioni, rispettavamo e rispettiamo  le graduatorie di chi sente vicina la possibilità di un posto di lavoro e non può essere scavalcato dal solito nepotismo dei tempi andati, ma in questo caso era ed è  un atto morale, un intervento  che nessuno avrebbe criticato o censurato. Sono state fatte promesse su promesse, mentre altri venivano chiamati al lavoro, pur non essendo inseriti in nessuna graduatoria, legati a qualcuno che abbandonava  rinunciando a qualche cosa di proprio per sistemare il familiare. Possiamo, umanamente, capire l’ansia di un padre,ma le regole del lavoro e le diverse graduatorie vanno rispettate. Per la figlia dell’operaio deceduto, il tempo  volava sempre più lontano da quella certezza che noi, dell’UGL tentavamo e tentiamo ancora di garantire e di assicurarle. Una promessa, una mezza voce, una affermazione, settore pulizie con obiettivo lavoro per l’inizio della stagione estiva e per le necessità di un organico aeroportuale più numeroso, successivamente, attraverso il venticello di corridoio la nota di speranza, sarebbe stata chiamata direttamente come società, nel contempo, proseguiva la consumazione di quel nepotismo contro cui, da sempre, ci battiamo con tutte le forze. Per la figlia dell’operaio niente, nulla, nessun spiraglio, solo parole, altri sussurri che riportavano una affermazione,ovvero che lei, l’orfana non sarebbe mai stata assunta, dimenticando anche il rispetto alla memoria del padre e alla figura di un lavoratore la cui semplicità e attaccamento ai colori sociali ha fatto storia. E’  dequalificante capire, alla fine di una storia, che non esiste il rispetto dell’essere comune, che la riconoscenza e solo una parola priva di seguito, che la gratitudine è un peso per la società tanto da nasconderla  per non dover guardare e sentirsi in colpa. Non siamo disposti ad accettare il crollo delle illusioni e delle conferme, intendiamo contrastare questo strano sistema,lo facciamo  per amore di verità e di moralità, la morte livella l’esistenza riportando tutti sullo stesso piano. Ricordatevelo voi della dirigenza SACAL e al collettivo  umano il giudizio sul vostro modo d’agire.

UGL Federazione nazionale del trasporto Aereo
Segreteria Provinciale –Lamezia Terme

Lamezia 19-5-2015


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3 commenti

  1. È una giusta battaglia che vi fa onore.

  2. Vergognatevi vuol dire che non era raccomandata da qualcuno che contava perché alla Sacal ci entrano solo questi…tanto si accede cosi chi c è dentro lo sa….

  3. @ Maria luisa:

    Mi piacerebbe capire chi, eventualmente, si debba vergognare e perché.
    Se ti va di precisarlo e magari argomentarlo, ascolterò/remo con la dovuta attenzione.
    Grazie

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