Aeroporto dello Stretto, alcuni disservizi dell’accoglienza reggina

Riporto dai nostri amici di LiberaReggio.org:

“La nostra meta non è mai un luogo, ma piuttosto un nuovo modo di vedere le cose”
Henry Miller, Big Sur e le arance di Hyeronymus Bosch, 1957

Sono le 22 all’Aeroporto dello Stretto  T. Minniti di Reggio Calabria. Il parcheggio è stracolmo di auto, davanti le porte degli arrivi e delle partenze la gente attende piuttosto numerosa. L’aeroporto appare ancora più piccolo di quanto sia in realtà, affollato per com’è. Ancora due voli e la pista resterà immobile fino al mattino. Ancora due voli. Per ingannare l’attesa, visto che i posti a sedere nella sala arrivi ha solo sei posti a sedere, SEI, e ribadisco SEI, decido di fare un giro. Sorvolando sull’ecomostro in sala d’attesa, rappresentato da una serie di porte chiuse e sormontate da una struttura che avrebbe voluto accogliere dei cartelloni pubblicitari, mi avvio verso il bar, sorpassando il Punto Informazioni Turistiche rigorosamente chiuso. Esattamente di fronte avvisto l’Edicola/Tabacchi che, nonostante dovrebbe esser accessibile al pubblico dalle 5.30 a mezzanotte, come segnalato sul sito dell’Aeroporto, ha la saracinesca abbassata già da circa mezz’ora… proseguo e lo stesso scenario appare passando davanti al negozio di prodotti tipici (orario di apertura 8.00 – 20.00), davanti la Profumeria (orario di apertura 8.00 – 20.30) e la Libreria (orario di apertura 8.30 – 23.30). Le uniche attività aperte sono dunque il bar e la rosticceria; quest’ultima chiuderà alle 23. Nota: l’ultimo volo della giornata è quello delle 23.05 proveniente da Milano.

Torno agli Arrivi e vengo avvicinata da una signora anziana che mi chiede gentilmente di leggerle sul display se il volo da Roma è in orario o arriverà in ritardo. Alzo gli occhi e mi rendo conto che non è solo la signora ad avere difficoltà a leggere le informazioni: nessuno pretende uno schermo cinematografico in un aeroporto, ma uno schermo leggibile sì, non una figurina luminosa di 40 cm x 70cm!!!

Il volo da Roma è atterrato, ma dei passeggeri, anche dopo mezz’ora neanche l’ombra. Atterra anche il volo da Milano. Dalle facce intorno mi rendo conto che i tempi dilatati sono una prassi. Decido di andare a sbirciare nelle toilettes dopo aver notato che l’ambiente non è propriamente pulito. Nel corridoio che porta ai bagni, in bellavista scope e mazze da lavare e un distributore di preservativi…(notando la mia perplessità davanti al distributore qualcuno mi ha detto:”Signorina, c’è sempre da aspettare tanto, sedie non ce ne sono e il tempo deve passare… la interpreti così”) tralasciando le condizioni igieniche, la cosa che mi colpisce di più nell’aprire le porte dei bagni è la quantità di carta igienica srotolata e disseminata praticamente ovunque, ovviamente tranne dove dovrebbe stare e potrebbe essere utile…!

Torno in sala d’attesa, sono ormai le 23.30, siamo più di un centinaio ad aspettare, aggrappati alle pareti come gechi o seduti per terra. Fuori qualcuno inizia a spazientirsi. Sgomitando un po’ esco anch’io e noto che la scritta sulla parete fra le porte “Aeroporto dello Stretto Tito Minniti” è ormai un ricordo anche per sé stessa. Usurata. Stanca. Logora.

Qualche aeroporto in Italia e all’estero ho avuto il piacere di vederlo, qualcuno anche più piccolo del Minniti, ma tristi come questo mai. Mi metto nei panni di quel turista che bramiamo tanto, che finalmente si decide di venire a vedere la nostra Città, il baricentro del Mediterraneo. Cosa trova? Qual è il nostro biglietto da visita dopo che ha speso una rata di mutuo per arrivare fin qui? Saracinesche chiuse, uno sportello informativo serrato, toilettes nelle stesse condizioni di quelle degli autogrill più sperduti.

Nessuno pretende che si stenda un tappeto rosso all’arrivo dei passeggeri o un comitato di benvenuto con le trombette e i festoni, ma un minimo di servizi sì. Perché le attività commerciali all’interno non rispettano gli orari di apertura/ chiusura o li adattano almeno agli orari di maggior flusso di passeggeri? Perché per avere un’informazione bisogna avere la fortuna di trovare qualcuno disponibile a dartela, magari fra gli altri in attesa e non fra il personale ‘qualificato’? Non è fantascienza pensare che molti all’arrivo vorrebbero poter comprare un pacchetto di sigarette o nell’attesa un giornale per ingannare il tempo. O semplicemente un panino all’arrivo con l’ultimo volo. Basterebbe davvero poco perché la situazione migliorasse, per dimostrare che siamo una Città accogliente anche nelle strutture. Lo Stretto non potrà mai espandersi finché continuerà a chiudersi su sé stesso anche nell’indispensabile. Basterebbe un pizzico di buona volontà in più o provarci almeno a guardare ogni tanto a noi stessi, mettendoci nei panni dell’Altro, di chi parte e arriva.

Basterebbe davvero poco per rendere giustizia a quello che dovrebbe essere uno dei perni della crescita economica della città.

Letizia Cuzzola

Fonte:


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9 commenti

  1. Reggio Terzo Mondo

    hai detto bene: dovrebbe essere uno dei perni della crescita economica della città…

  2. Io non darei tutto questo risalto ad una persona che in vita sua, secondo me, non ha mai visto un aeroporto!

    Non si capisce quale sia questa famosa sala arrivi, visto che (come dice il nome stesso) è per chi arriva (quindi in area sterila) e non accessibile ad altre persone.
    Le foto poi che ha messo fanno vedere molto di più di queste 6 sedie.

    Il display dei voli: ma è mai andata, non dico a fiumicino, ma a catania, lamezia ed altri aeroporti?
    Forse è abituata a prendere il treno dove esiste il tt grande.

    Riguardo i servizi commerciali; anche qui denota scarsa conoscenza del mondo aereo.
    E’ normale che quasi tutte le attività chiudano prima di mezzanotte visto che non ci osno voli in partenza la sera.
    E’ noto infatti che chi arriva in un posto sta andando a cas o in albergo pertanto non ritengo che il primo pensiero di chi arriva alle 23.05 sia di comprarsi il giornale o un souvenir…..

    Sui bagni: a milano e fiumicino ho visto di peggio e non la sera ma in piena mattinata.
    P.S.
    La carta srotolata è colpa dell’utenza incivile, non di chi fa le pulizie!

  3. Sono l’autrice dell’articolo e sottoscrivo quanto già pubblicato: non m’interessa cosa succeda negli altri aeroporti (per la cronaca viaggio per professione), per l’aeroporto della mia città vogio il meglio e mi aspetto il meglio. La nostra situazione economico-sociale non ci permette defaillances, è solo puntando in alto che potremo vedere risultati. La foto della sala d’attesa è quella degli arrivi, il soggetto della foto è la saracinesca abbassata, non la sala… Per quanto riguarda gli arrivi, non mi aspetto certo che chi arriva si vada a sedere, piuttosto pensavo a chi attende. Nell’articolo è ben chiaro che parlando dei tabacchi non mi riferivo soltanto, anche questa volta, a chi arriva o parte ma a chi aspetta.

    Distinti saluti
    Letizia Cuzzola

  4. hey Pilota75, stavolta l’hai scacciata…

  5. @ Letizia

    Quella che hai fotografato non è la sala arrivi, che si trova dalla parte opposta e non è accessibile dal’esterno.
    Quella è la sala partenze prima di accedere ai gates.
    Mi dici a FCO, ad esempio (visto che viaggi per professione) dove sarebbero le sedie agli arrivi?

    Ma secondo te i servizi di un aeroporto devono essere fruibili a chi aspetta o (come è giusto) a chi viaggia?

  6. @Marcolino
    mi dimostro come e perchè l’ho scacciata?

  7. vero ha ragione pilota , se andiamo a bergamo i bagni fnno pietà , se la gente e sporca non è colpa ne di reggio e nemmeno di sogas , e anche vero sedie per parenti agli arrivi ce ne sono pochine a reggio come in tutti gli aeroporti, ma è anche vero che se vuoi crescere devi dare un servio serio e cordiale, reggio sotto sto punto divista pecca.
    fiumicino, linate e bergamo sono grandi aeroporti con grandi masse di persone ,reggio ha un piccolo aeroporto potrebbe fare meglio.
    pio secondo mè reggio è una città fantastica ,i reggini la vedono come il centro del mediterraneo, si sbagliano di grosso , perchè reggio e solamente il cento della loro città ,punto e basta. ma resta sempre fantastica per posizione geografica e clima .

  8. scusate, ma anch’io faccio qualche viagetto ogni tanto (ad esempio tra Tunisi e Amsterdam, di aereoporto qualcuno ne ho visto!) e vorrei solo aggiungere un piccolo particolare a supporto di Letizia, a prescindere dal fatto che ci possono essere scali migliori o peggio del Tito Minniti, ma per quello che pago per andare a Roma o a Milano pretendo ostriche e champagne 24 ore su 24!!!!!!!!!!!!!1

  9. se se pino, una volta alitalia ti dava pure le caramelle.

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