Aeroporto dello Stretto, “così non possiamo andare avanti”: dati incoraggianti ma prospettive di sviluppo soffocate da mille cavilli

Riporto da StrettoWeb.com:

I dati sono incoraggianti: nel 2013 l’aeroporto dello Stretto ha ospitato 562.747 passeggeri, in calo dell’1,56% rispetto al 2012, uno scarto negativo appena accennato rispetto al tracollo dell’intero settore su scala nazionale a causa della crisi. Ma le problematiche del “Tito Minniti” sono molto più vaste, e di fatto emerge un quadro difficile e problematico. Oggi pomeriggio la SoGAS ha tenuto una conferenza stampa per illustrare lo “stato dell’arte” e fare il punto della situazione diffondendo i dati sul 2013.
Ad illustrare tutti i dettagli è stato il Presidente Carlo Alberto Porcino, coadiuvato dai tecnici e dall’addetto stampa Vincenzo Minniti. “Dobbiamo andare oltre il numero dei passeggeri, che comunque conferma le potenzialità del nostro scalo – ha esordito Porcino – perchè in due anni, dal 2011 al 2013, abbiamo abbassato i nostri costi da 9 a 4,7 milioni di euro (costi complessivi), in base a una razionalizzazione dell’utilizzo del personale che abbiamo potuto fare al meglio riorganizzando i servizi. L’Aeroporto ha continuato a funzionare, forse perché prima questi stessi servizi venivano gonfiati nei costi. Abbiamo ridotto tutte le consulenze esterne, già da agosto 2011 appena siamo arrivati. Abbiamo avuto alcune difficoltà prima di Natale perché un’azione da parte di un nostro ex consulente ha vanificato il finanziamento ad hoc avuto dalla Provincia, il nostro socio di maggioranza, per pagare gli stipendi dei dipendenti. Quell’azione improvvida venuta fuori durante le festività natalizie ci ha creato problemi, ma noi rispetto al passato non abbiamo cambiato tanto per cambiare. Abbiamo fatto dei cambiamenti perché riteniamo sia fondamentale la legalità. Prima non venivano fatte manifestazioni d’interesse, non venivano fatti bandi, invece noi abbiamo dovuto razionalizzare tutto all’insegna della legalità. Ad ottobre 2011 abbiamo spiegato che tutti gli incarichi li facciamo attraverso l’ufficio legale dell’Amministrazione Provinciale di Reggio Calabria, che ci ha consentito di risparmiare. Anche sul settore degli appalti abbiamo tagliato gran parte del 50% dei costi in meno. Il servizio di manutenzione fino al 31 dicembre 2012 l’abbiamo espletato con una ditta esterna, invece dal 2013 abbiamo internalizzato il servizio con notevoli risparmi nonostante ad agosto 2012 avessimo i nastri trasportatori dei bagagli siano rimasti bloccati per venti giorni, mentre nel 2013 i nastri non si sono fermati una sola giornata, con una manutenzione regolare. Solo sulla manutenzione abbiamo avuto un 72% di risparmi rispetto a prima: ci rendiamo conto che abbiamo toccato interessi e cose che non dovevamo toccare, ma chiunque sia che se ne faccia una ragione, l’aeroporto è della città, non dei singoli. Può anche darsi che noi abbiamo sbagliato, nessuno dice che siamo infallibili, se abbiamo commesso errori siamo pronti ad ammetterlo, ma il nostro obiettivo è restituire l’aeroporto alla città. Qui ogni giorno ognuno tira fuori una soluzione per rilanciare l’aeroporto, come per la Reggina, ognuno è allenatore per la Reggina, ma chi è che mette i soldi per comprare i giocatori? Qui è la stessa cosa, noi abbiamo illustrato a novembre 2011 all’ENAC il nostro piano, e abbiamo fatto tutto quello che abbiamo detto e che l’ENAC ci ha chiesto. Poi abbiamo presentato il piano sulle limitazioni, concordando quello che si può rivedere senza inventarci mai nulla, nonostante ad oggi il documento per le compagnie aeree non sia stato modificato, e ancora oggi le compagnie chiedono abilitazioni particolari nonostante avessimo concordato con ENAC la risoluzione di alcune limitazioni. Questa è la base per il lancio dell’aeroporto, ma senza l’autorizzazione dell’ENAC non possiamo autorizzarlo. Il 16 ottobre abbiamo chiesto la famosa concessione totale al Presidente dell’ENAC che ci ha assicurato si trattasse di una formalità, ma ancora oggi questa partita non è stata chiusa. Il perché l’abbiamo capito a fine anno, quando l’ENAC ci ha chiesto conto sul piano industriale presentato nel 2012 su cui siamo fermi per le convenzioni non firmate dalla Regione, dove ci sono 9 milioni e mezzo di fondi che potrebbero lanciare l’aeroporto ma che non possono partire perché non arrivano”.

“Non abbiamo nulla contro Alitalia – continua Porcino – ma abbiamo la necessità di diversificare, perché non possiamo dipendere troppo da una sola compagnia. Se non possono scendere altre compagnie e non siamo nelle condizioni di portare altre compagnie a causa di vincoli e vincoletti vari, siamo destinati a morire”.
“Per quanto riguarda i costi del personale, siamo scesi da 3 milioni e 300 mila euro a due milioni di euro annui dal 2011 al 2013, senza mettere le mani nelle tasche delle persone, ma solo applicando il contratto di lavoro, eliminando gli sprechi precedenti. Non potevamo più permetterci 12.000 ore di straordinari annui, o altre situazioni molto particolari. Ci confrontiamo sempre con le organizzazioni sindacali, ma con enormi sacrifici e con grande responsabità abbiamo pagato la mensilità poco prima di Natale, il problema è che la situazione creditoria non ci consente di andare avanti in modo sereno”.
“Nessuno ci ha versato le somme dovute, nel 2011 abbiamo ereditato 8 milioni di euro di debito e li stiamo gestendo con grandi difficoltà. I vari enti che, però, ci avevano garantito le somme per ripianare il debito precedente, non ci hanno mai versato un euro. Dopo la crisi di Alitalia le nostre difficoltà sono aumentate in modo esponenziale. Da Alitalia abbiamo circa 800 mila euro di crediti, sono una cifra enorme. Abbiamo ereditato un contratto triennale con Blu Panorama che è parecchio oneroso. Blu Panorama a ottobre 2012 ci ha lasciato un buco di 550 mila euro, e non sappiamo ancora adesso se e quando e quanto prenderemo. Da ottobre 2012, inoltre, ogni mese avrebbe dovuto versare ma non ha mai pagato. In alcun modo non posso attuare azioni esecutive in base alle norme vigenti. Poi c’è la Regione Calabria, nei confronti di cui vantiamo molti crediti da vecchia data, dal 2009, con quasi un milione e mezzo di euro. Ci confrontiamo continuamente con l’assessore ai trasporti e il presidente Scopelliti, ma ci dicono che c’è il problema degli aiuti di Stato. Sull’Aeroporto di Reggio la gestione Loiero in illo tempore scrisse alla Comunità Europea ponendo il problema degli aiuti di Stato, e la comunità europea bloccò tutto paralizzando il sistema mentre su tutti gli altri aeroporti d’Italia e d’Europa queste situazioni si fanno e a Reggio no. Conosco bene l’aeroporto di Salerno, che funziona pochissimo e solo d’estate, ma ha perdite continuamente ripianate, così come in molti altri posti. Invece noi così accreditiamo varie somme ma non le abbiamo mai e non le possiamo utilizzare. Il sistema è tutto drogato, guardate i dati di Trapani con Ryanair, sono stati spesi 30 milioni di euro di soldi dei contribuenti e non mi pare giusto. Nel nostro caso Volotea è stata incentivata per la tratta di Genova, ma è andata benissimo e la rifarà dai primi di marzo. Siamo dell’idea che non si possa andare avanti con gli incentivi, tutto dovrebbe basarsi sul mercato, ma dovrebbe essere uguale per tutti. Noi dobbiamo sapere se dobbiamo morire o se dobbiamo vivere, e come possiamo farlo”.
“Infine c’è la Provincia di Messina che ci deve dare dei soldi, noi li invitiamo sempre ma nelle ultime due assemblee è stata assente. Per noi è un socio, giuridicamente è socio, non abbiamo mai discusso la sua quota. Abbiamo chiesto al TAR di nominare un commissario perché le somme garantite dal presidente della Provincia di Messina non erano state inserite in bilancio. Sono 400 mila euro che non riusciamo a ottenere. Adesso la Provincia è commissariata e ci chiede un milione di euro, nonostante nel 2010 la provincia fosse rappresentata da un grande professionista, un docente di politica economica dell’Università di Messina. Se la Provincia aveva un rappresentante nel consiglio di amministrazione della SOGAS, nessuno può dire che ci fossero state irregolarità. Tutte le delibere sono state approvate da loro, non hanno mai fatto obiezioni ai bilanci, i loro rappresentanti hanno approvato tutto. Non c’è mai stata alcuna contestazione, mi pare una cosa ridicola, guarderemo le carte e gli risponderemo“.

Il documento con le slide diffuse dalla SOGAS: tutti i DATI: http://www.strettoweb.com/wp-content/uploads/2014/01/Microsoft-PowerPoint-sogas_report2013_def.pdf

Fonte: http://www.strettoweb.com/2014/01/aeroporto-dello-stretto-cosi-possiamo-andare-avanti-dati-incoraggianti-prospettive-sviluppo-soffocate-mille-cavilli/111334/

Riporto da IlDispaccio.it:

Sogas e l’operazione verità: 2013 nero per il Tito Minniti

di Benedetta Malara – L’operazione verità della Sogas di questo pomeriggio, probabilmente, si sarebbe potuta chiamare “operazione giustificazione”. Davanti ad un aeroporto che va male, per traffico passeggeri, cancellazione di voli e mancanza di sviluppo, arriva il tempo di trovare un capro espiatorio. Oggi, la Sogas si è stretta attorno a un tavolo per esporre, punto per punto, la propria discolpa.

Tanta, forse troppa carne al fuoco, che comunque non serve a migliorare la situazione attuale. Nel 2013, rispetto al 2012, il Tito Minniti chiude con -1,56% di passeggeri (da 571.694 a 562.747), -7,24% di movimenti (da 8.223 a 7.637) e con 252 voli cancellati rispetto ai 132 del 2012, con un aumento del 90,9%.

Sicuramente, la crisi di Alitalia – che al Tito Minniti opera quasi esclusivamente – ha contribuito alla diminuzione del traffico aeroportuale, ma per tanti aspetti oggi le cose non vanno bene. Tuttavia, almeno da parte della Sogas, gli sforzi sembrano essere stati tanti.

“Negli anni passati abbiamo sempre illustrato quali erano le situazioni complessive – ha detto il presidente Sogas Carlo Alberto Porcino – negli anni passati venivano sostenute spese alte. Rispetto al 2011 in due anni abbiamo abbassato del 50% i costi complessivi di gestione”.

Dagli oltre 9 milioni, oggi si è arrivati a poco più di 4, per l’avvenuta razionalizzazione della gestione del personale: significa accesso alla cassa integrazione per un massimo di 15 dipendenti, e riorganizzazione dei servizi: pulizia, manutenzione, handling, che prima erano affidati a ditte private, sono stati affidati alla gestione diretta della società. “Abbiamo riorganizzato i servizi e l’aeroporto ha continuato a funzionare – ha detto Porcino – questo mi fa pensare che nel passato si gonfiavano i servizi”.

Anche alle consulenze esterne è stato dato un taglio netto: solo per le consulenze legali, ogni anno venivano spesi oltre 250mila euro. “Dovevamo razionalizzare – ha rimarcato Porcino – non potevamo lasciare questo tipo di spese. Nonostante questo, non abbiamo revocato gli incarichi già in corso, ma non ne abbiamo affidati di nuovi perché le consulenze legali ce le offre il socio di maggioranza. Ci rendiamo conto che andando a fare questa razionalizzazione abbiamo toccato degli interessi ma chiunque sia che sen e faccia una ragione, l’aeroporto è della città, non dei singoli”.

Ancora, Porcino si è detto pronto ad ammettere colpe della società, laddove ce ne fossero, ma di non essere disposto ad ascoltare le dichiarazioni di chi è convinto di “avere una soluzione per l’aeroporto dall’alto delle sue qualifiche. Come se fosse un allenatore della Reggina, ognuno ha una soluzione ma ognuno ha la propria squadra”.

“Il nostro piano per l’aeroporto – ha spiegato – è stato presentato a febbraio 2012, quando abbiamo detto a Enac che avremmo fatto determinate cose, e le abbiamo fatte. Tra queste, era presente il piano per le limitazioni – quello che se accordato avrebbe permesso l’ingresso delle compagnie low cost in aeroporto (nda) – che ha avuto esito positivo ma allo stato attuale è fermo”. Fermo per un problema burocratico, per documenti non ancora modificati, ma che di fatto bloccano la cosiddetta “manna dal cielo” che il Tito Minniti aspetta da anni.

“Non possiamo avere un aeroporto 95% Alitalia – ha detto Porcino – perché se dobbiamo restare così questo aeroporto è destinato a morire”.

L’Enac aveva anche sbloccato 9 milioni di euro per alcuni lavori che interessavano l’area aeroportuale, lavori che non sono mai partiti “perché prima di partire andava sottoscritta una convenzione con la Regione Calabria per avviare i bandi”. Ancora problemi burocratici, ancora problemi con altri organi, con le istituzioni, spesso pronte a prendere i meriti e quasi mai ad attivarsi concretamente.

La Sogas ha inoltre già programmato una serie di investimenti, già realizzati per la cifra di 200mila euro, tra cui l’apertura di un punto di ristoro ai gates di imbarco, nuovi portali per i controlli di sicurezza e la riqualificazione dell’aerea ritiro bagagli agli arrivi.

Ma arriva anche il momento di dare i numeri, con la situazione di crediti e debiti: Porcino afferma di aver ereditato dalle precedenti amministrazioni circa 8 milioni di euro di debiti, ma di aver chiuso il bilancio degli ultimi due anni con un sostanziale pareggio. Inoltre, la società vanterebbe crediti per cifre esorbitanti con una serie di enti, tra cui la Regione Calabria (1.093.000 euro) Alitalia (733mila euro) Blu Panorama (691mila euro) e Provincia di Messina (389mila euro).

Anche la tentata privatizzazione dell’Aeroporto dello Stretto è ferma. “Dal 2006 – ha spiegato Porcino – ci sono stati due bandi andati male. La nostra idea è che vada privatizzata la quota di maggioranza. Non può essere privatizzata una quota di minoranza, perchè l’imprenditore esterno che arriva ha diritto a gestire secondo le sue idee. Le caratteristiche sociali, come la tutela occupazionale, possono essere comunque salvaguardate. Attualmente possono essere salvaguardate, come la tutela occupazionale. Attualmente – ha annunciato – c’è un bando per acquisire il 40% della società, con una clausola che assicura, allo stesso prezzo, un’altra quota per diventare socio di maggioranza”.

L’aerostazione, del resto, non è destinataria di un presente più felice: lavori completamente fermi da quando alla ditta Mucciola è stata notificata una interdittiva antimafia, e con un finanziamento di 10 milioni di euro congelato, ancora una volta si attende un responso burocratico, questa volta del Tar.

C’è una situazione di stasi sul Tito Minniti. Fermo, bloccato, che non riesce a crescere. “Solo con Alitalia l’aeroporto è destinato a morire” ha detto il presidente Porcino, ma se la situazione non dovesse sbloccarsi, il futuro dell’aeroporto sembra quanto mai incerto.

Fonte: http://www.ildispaccio.it/primo-piano/35735-sogas-e-l-operazione-verita-2013-nero-per-il-tito-minniti


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19 commenti

  1. Bello questo testo comico, perchè è un monologo dello zelig, vero?

  2. Ci sono tutte le condizioni per un fallimento della Sogas, gestione che passa temporaneamente ad ENAC (l’Aeroporto continua a funzionare essendoci Alitalia in autoproduzione) in attesa che venga fatto un nuovo Bando per affidare l’Aeroporto ad un altra Società di Gestione che abbia almeno il 51 % composto da privati.
    Voi cosa ne pensate?

  3. @ Roberto Sartiano:
    Io lo auspico da anni….speriamo il 2014 sia quello giusto. Nel primo trimestre ci sarà un grosso calo di pax (anche se per porcino i pax non contano….), ergo difficilmente si supereranno i 500.000 pax e quindi da qui a tre mesi la sogas chiuderà….

  4. @ Roberto Sartiano:

    Con i bandi di gara purtroppo sappiamo poi come va a finire..tutto bloccato per anni, vedi aerostazione e nuove rotte

  5. Comunque abbiamo fatto gli stessi passeggeri del 2012 (mancano i 9000 messinesi dovuti alla chiusura di Catania nel 2012) con meno movimenti…i dati non sono negativi

  6. @ Unico:
    Ma guarda che il Bando lo farà ENAC Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, non pinco pallino!

  7. @ Roberto Sartiano:

    Si ma ti ricordo che siamo in Italia, il che significa tempi biblici..il rischio c’è purtroppo

  8. @ Unico:
    E allora scrivi qual’è la tua soluzione.

    Ricordo ancora le parole dell’allora Presidente Sogas Bova che disse di aver ridotto i costi del 50 %. Oggi il Presidente Porcino ribadisce di averli ridotti di un altro 50 %, ma com’è che i debiti ci sono sempre ed aumentano?

  9. @ Roberto Sartiano:

    La soluzione è che la politica inizi a mantenere le promesse fatte e inizi a pagare le proprie quote…possiamo mettere chiunque al posto di Porcino o della Sogas, ma senza soldi non si canta messa

  10. @ Unico:
    E tu credi ancora alle promesse dei Politici?
    Dai su guardati intorno e vedi come è messa male sia la Città che l’intera Calabria.

    I soldi quando ci sono stati si spendevano male, chi rifarebbe lo stesso errore due volte?
    Anche se ci fossero i soldi la Sogas ha debiti e costi strutturali che non le consentono comunque di risollevarsi.

  11. Ma infatti non ci crede nessuno ovvio, però se mi chiedi una soluzione bisognava partire da la, poi sulla Sogas o c’è o non c’è non è che cambi molto..però vorrei ribadire il concetto che è la politica che deve elargire i soldi, magari dandoli direttamente alla compagnia senza passare da Sogas, ma se non si vuole investire come si è fatto in altre realtà che conosciamo bene, possiamo metterci pure un top manager a livello mondiale ma non cambierà mai nulla

  12. @ Unico:
    Si ma una Società che “tira a campare”, che non è in grado di poter fare un Piano Industriale pluriennale è palesemente fuori mercato. Oggi non è più sostenibile una situazione del genere. Elargendo soldi non fai altro che tamponare la situazione per qualche mese e poi ritorni punto e a capo.

  13. @ Roberto Sartiano:

    Forse mi sono espresso male io, non intendevo dire di elargire soldi alla Sogas, ma di spenderli direttamente con compagnie aeree serie verso destinazioni certe ma con durata sul lungo termine..non come nel 2012 che il Pisa e il Bologna erano state finanziate dalla regione per 3 mesi o giù di li, perché i passeggeri li attiri anche con la stabilità non con il “oggi c’è e domani no”. Tranne che per Roma e Milano, le altre rotte vanno e vengono…questo mese si quel mese no, l altro mese forse non si capisce mai nulla

  14. @ Unico:
    Ma tu ragioni molto egoisticamente come fanno in molti, cioè guardi solo l’aspetto dei voli e che devono costare poco. Per carità dal punto di vista del passeggero non fa una piega il tuo ragionamento, ma noi stavamo parlando di aspetti legati alla Gestione dello scalo.

  15. @ Unico:
    E perchè si devono usare i miei soldi per andare gratis a bologna? Preferisco che li usino per la diga del menta.
    La sogas va chiusa, punto.

  16. La sogas non finisce di stupirmi…..mettono a credito delle somme che la provincia ha anticipato. La sogas non deve avere nulla, è la provincia che deve incassarle. Alla fine dimostrano di non essere in grado di gestire neanche un negozio di bottoni….

  17. @ Pilota75:
    Dai che lo porto io il tuo curriculum (?) per la nuova società di gestione. Così insegni a tutti come si gestiscono i negozi.

  18. @ Pino:
    ?

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