Aeroporto Reggio Calabria: Chizzoniti, “dalla SOGAS nessuno scappa! Anzi, arrivano new entry”

Riceviamo dall’Avv. A. Chizzoniti e pubblichiamo:

Correva l’anno 2015, mese di maggio, quando il Presidente dell’Amministrazione Provinciale Giuseppe Raffa team leader di una pattuglia apostolica volava in Irlanda riferendo al rientro “urbi et orbi” dell’incontro missionario con Mr. Colin Casey responsabile dello sviluppo della compagnia aerea Ryanair, il cui “approccio operativo”, secondo il Raffa pensiero, “testimonia il grande interesse della compagnia irlandese per il nostro territorio”. Corre l’anno 2016 e le conquiste pastorali degli evangelizzatori aeroportuali vengono clamorosamente smentite dalla stessa Ryanair che, pur annunciando un investimento in Italia di ben un miliardo di euro utilizzando dieci nuovi aeromobili e 44 nuove rotte estese anche alla Calabria, esclude (manco a dirlo) l’aeroporto di Reggio. Questa è l’ultima (?) perla dell’infinita telenovela aeroportuale che ha fin qui mandato in scena commedianti, comparse e figuranti che, a vario titolo, ricorrendo al sistematico, perfido terrorismo psicologico attraverso il subdolo, sbadigliante anatema secondo cui “se fallisce la Sogas, l’aeroporto chiude”, si sono prodotti in ripetute quanto periodiche e dissennate ricapitalizzazioni a favore della stessa ormai da anni tecnicamente fallita. La riprova la si evince dal provvedimento assunto dall’ENAC che, anticipando le ormai tardive conclusioni della pigra attività investigativa (per usare un benevolo eufemismo), ha revocato la concessione della gestione dei servizi aeroportuali governati dalla Sogas, pubblicando ex post il bando di gara per la gestione degli aeroporti di Reggio e Crotone. Al quale, nonostante i divieti codicistici, l’ormai ex società di gestione, con contaminante, entusiastico spirito olimpico intenderebbe comunque partecipare, ancorché destinataria di una istanza di fallimento formalizzata dalla Procura purtroppo soltanto dopo l’avvento del Procuratore Aggiunto Dott. Gerardo Dominijanni. In questa cornice sguazza e galleggia senza conseguenze chi, anziché staccare responsabilmente la spina, per anni si è testardamente accanito finanziariamente a favore della Sogas che ha “spacciato” nell’anno 2013 un utile di oltre centomila euro, inesorabilmente divenuto dopo appena tre esercizi commerciali una perdita di ben nove milioni di euro. Detto dato contabile depone o per la fin qui impunita quanto verosimile falsità del bilancio di cui all’ostentato onirico utile dell’anno 2013, oppure accredita l’inimitabile capacità degli amministratori di produrre in appena tre anni ben nove milioni di debiti! Va dato atto quindi al CDA in carica di aver fedelmente quantificato l’imponente debito preesistente ed allo stesso pervenuto sotto forma di hereditas damnosa, anche se non risulterebbe ancora depositato il relativo bilancio presso la Camera di Commercio, comunque acquisito da parte della Procura della Repubblica attraverso la Polizia Giudiziaria delegata. In questo contesto mal si comprende la ragione per la quale continua con intangibile tenacia la sfrontata questua finanziaria per salvare la Sogas laddove invece – repetita iuvant – sarebbe ancora oggi opportuno, corretto e doveroso portare i libri contabili in Tribunale agevolando l’iter istruttorio fallimentare sia pure tardivamente avviato. Si nutre anche per questo versante la difficile lettura dell’ordine del giorno predisposto in vista dell’assemblea dei soci al cui punto 5 torreggia tenebrosamente la “nomina di un componente del CDA” in sostituzione di quello dimissionario. Adempimento già deliberato nella riunione assembleare del 13/09/2016 (con la prudente astensione del Comune di Reggio, nella precaria assenza della Regione Calabria) dalla sola Provincia il cui Presidente, ormai semiclandestino a bordo ed in proprogatio, riservando la trasmissione del relativo decreto la cui emissione eccede comunque l’ordinaria amministrazione, ha formalizzato la solitaria “vocatio” del neo consigliere arruolato – pleni iuris – nella decotta Sogas. La stessa che con gelida reticenza canonizza l’occultamento debitorio e santifica i millantati crediti richiamando spericolati esempi di mala gestio della res publica sanzionabili quanto meno ex art. 323 c.p. (abuso d’ufficio). Ma, contrariamente a quanto verificatosi a bordo della Concordia, all’insegna di una impareggiabile sacralità del dovere, qui nessuno scappa! Anzi, arrivano new entry, nominati “sine titulo” mentre l’orchestrina, quasi fosse sul Titanic, continua a suonare. Perché, si sa, da queste parti, il fascino capriccioso del “cumandari” è migliore dei più intensi sollazzi della vita!!

Contattati telefonicamente l’Avv. aggiunge che in queste ore la Provincia pare sia disposta (con la netta opposizione dell’Assessore al Bilancio Giovanni Verduci, sostenuto anche da altri assessori), con procedure poco chiare, a riversare nuovamente denaro pubblico (circa 1 milione di Euro) per tentare di salvare una Società già decotta.


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9 commenti

  1. No basta…vi prego..facciamo una denuncia in procura se davvero butta 1 mkn di euro dei nostri soldi! Li donasse al comune per asfaltare le buche…

  2. Ciao
    Da Lamezia arrivano progetti nuove rotte e buone tariffe …ma se tutti sti soldi che buttano a Reggio li investono ancora su Lamezia sarebbe ottimo…!

  3. Bisogna riorganizzare tutto il sistema aeroportuale reggino con una società che valorizzi e faccia crescere davvero il Tito Minniniti, le potenzialità del nostro aeroporto possono essere enormi se gestiti adeguatamente.. altro che Crotone e Lamezia… iniziamo ad aiutare la nostra splendida città invece di mortificarla continuamente di questo passo facendoci sempre affossare finiremo come ai moti del 70

  4. @ Gianluca:Pilota75
    E pensare che questo sito era nato con il solo scopo di contribuire al rilancio del “Tito Minniti” e noi reggini ci dobbiamo “sciroppare” commenti di questo tipo.

  5. @ fr:
    il mondo cambia, ormai per reggio non c’è futuro e il fatto che ancora si butti 1 mln (perchè si tratta di buttarlo visto che le perdite sono 9 e cmq fallirà) dimostra che non c’è la volontà di cambiare.

  6. Se volare da Reggio Calabria significa continuare a mantenere le poltrone ai politici ed agli amici dei politici, meglio allora volare da altri Aeroporti.

  7. @ Roberto Sartiano (Fondatore di AeroportoRC.com):
    Completamente d’accordo

  8. @ fr:
    Se abitassi a Bianco e 7/8 volte l’anno viaggi a Milano e da Reggio devo cambiare due treni e pago 200€. Mentre da lamezia arrivo con pullman diretto e pago 75€…ho risposto alla tua domanda? E poi Reggio sarebbe ottimo per la locride ma la realtà attuale è questa.
    Ciao

  9. @ Gianluca:
    esatto…secondo il dio di fr e qualche altro tu devi pagare più del doppio solo per compiacerli…mah!

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