Aeroporto Reggio Calabria: FILT-CGIL, “SOGAS chiude subito?”

Riceviamo da FILT-CGIL e pubblichiamo:

Sogas chiude subito?

Una notizia bomba: pare che già domani la società di gestione dello scalo aeroportuale reggino dichiarerà chiuse le attività per non aggravare ulteriormente il passivo e mettersi anche al riparo da eventuali azioni di creditori perché, a fronte di debiti e dell’impossibilità di qualunque risanamento per Sogas, la società continua a buttare 10.000 euro al giorno in un pozzo nero.

Ma come? Non eravamo ad un passo dal risanamento e dalla concessione trentennale? Non c’era un piano di rilancio dell’aeroporto? L’ineffabile presidente Raffa non lo aveva dichiarato il 15 febbraio scorso? Che cosa è successo dal 15 scorso? Come mai ieri pomeriggio il presidente del Consiglio d’amministrazione Bagnato ha affermato, davanti ai lavoratori riuniti per il “discorso di commiato”, che la revoca della concessione era prevista e prevedibile? Come mai oggi viene fuori che è meglio chiudere in anticipo e rifiutare anche l’incarico della gestione provvisoria dell’aeroporto da parte della Sogas in attesa di un nuovo bando di gara predisposto da Enac?

L’unica cosa che possiamo dire, rimasti come siamo senza parole dall’incalzare degli eventi, è che è venuto meno il minimo della serietà necessaria, che ormai non c’è più vergogna!

Che importa agli amministratori della Sogas del destino dei lavoratori, che importa dei collegamenti tra Reggio ed il resto del Paese? Basta che sia salvaguardata la loro personale incolumità, basta che nessuno possa chieder loro conto del dissesto che hanno contribuito a provocare, dopo i danni della gestione Porcino e Calarco. Ah già, Calarco, quello che l’altro ieri pontificava sui giornali spiegando che la colpa del dissesto era della CGIL!

Attilio Scali FILT CGIL

Aggiornamento - AeroportoRC.com del 02/03/2016 ore 17:35

Riceviamo da FILT-CGIL e pubblichiamo:

Il Presidente Raffa ha sulle sue spalle la responsabilità della revoca decisa dall’ENAC della concessione alla SOGAS e ce l’ha perché ha lasciato ad amministrare la SOGAS per troppo tempo, e nonostante fosse ben consapevole dei danni che stavano provocando, delle persone che hanno dimostrato di non essere capaci di gestire un bel nulla, amministratori che hanno utilizzato la Società per curare i propri affarucci, assumendo personale che lavorava nei propri studi professionali, facendo clientele, assumendo quadri ai massimi livelli durante la cassa integrazione.

Ora quelle responsabilità in capo al presidente della Provincia sono aggravate dal fatto che consente a quelle stesse persone di pontificare e di far subire ai reggini lezioni di “buona amministrazione” ed accuse risibili contro un’organizzazione sindacale.

È stata la stessa ENAC a chiarire che non si fidava più di chi l’aveva presa in giro per anni, promettendo piani industriali mai realizzati e risparmi mai conseguiti.

La favoletta della CGIL che tiene in ostaggio la SOGAS l’abbiamo già sentita e non ha convinto nessuno, ma oggi viene riproposta negli stessi termini, con l’aggiunta dell’accusa di aver «scaricato le pedine mandate in prima linea». Se il riferimento è alla dirigente della CGIL Falzia, nei confronti della quale per anni è stata portata avanti una campagna di persecuzione e che oggi un consiglio d’amministrazione «nuovo» (ma in perfetta sintonia con il vecchio!) ha licenziato per completare l’opera iniziata da Porcino, siamo davvero alla frutta.

Siamo costretti a rammentare a chi finge di averlo dimenticato che l’internalizzazione del servizio di sicurezza è stata bloccata dal voto contrario di membri del Consiglio d’amministrazione, prima e dopo il cambio di gestione, e non dall’ostilità del sindacato che si è sempre dichiarato favorevole a qualsiasi internalizzazione, ben consapevole che svolgere all’interno un servizio è sempre molto più conveniente che affidarlo a ditte esterne.

Quanto alla campagna contro il malaffare e la ‘ndrangheta fatta dalla CGIL parlano le posizioni pubbliche che il sindacato ha sempre avuto e certo non accettiamo lezioni da chi non può vantare un analogo curriculum.

Infine tutti sanno benissimo che chi ha consegnato Reggio e «l’intera provincia reggina nelle mani delle mafie e della ‘ndrangheta» non sono state di certo le forze democratiche e tanto meno il sindacato, ma semmai forze oscure e poco democratiche.

Segr. Gen. Filt-CGIL Reggio Calabria

Attilio Scali


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6 commenti

  1. Tanto l’azione di responsabilità è fattibile lo stesso…mi auguro che la procura faccia il cxxo al CDA

  2. @ Pilota75:

    non succederà mai. Siamo in Italia.

  3. @ Tariffando:
    tu dici? a rimini e forlì (entrambi con concessione revocata) gli amministratori sono stati indagati con sequestro dei beni, idem per ancona mi sembra

  4. @ Pilota75:
    u porcu avi tri pila…

  5. mi scusi e non si offenda signor scali……….

    io continuo a chiedermi per quale ragione voi sindacalisti non avete firmato la cassa integrazione , continuo a chiedermi avete fatto il possibile per salvaguardare i posti di lavoro?

    signor scali ma non è che sacal adesso si prende in gestione il minniti?

    signor scali non le sorge il dubbio che se rimarranno 50 dipendenti all’aeroporto saranno pure troppi?

    signor scali spero che lei abbia agito per l’interesse dei lavoratori e della collettività , vorrei tanto sbagliarmi pensando che che sacal riduca il minniti ad una stazione degli autobus , le auguro che la nuova gestione del minniti assorba tutti i dipendenti o la grande parte di essi , se così non fosso dovrà fare i conti con la sua coscienza , la sua incompetenza e il suo eccesso di protagonismo .

    chiedendole scusa per averla disturbata da comune cittadino che utilizza l’aeroporto di reggio le auguro buon lavoro.

  6. @ diavolo:
    speriamo che sacal si prenda la gestione.
    Il numero giusto di dipendenti per il traffico generato, non svolgendo più operazioni di handling, è di circa 28/30 persone.
    Tutto il resto è clientelismo puro.

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