Aeroporto Reggio Calabria: la Città Metropolitana non entrerà in SACAL

Riportiamo da CorrieredellaCalabria.it:

REGGIO CALABRIA – I piani di De Felice per il rilancio della Sacal si complicano e non poco. La Città metropolitana di Reggio non parteciperà al bando per l’acquisto delle quote finalizzato all’aumento del capitale della società che gestisce i tre aeroporti calabresi. Per il presidente di Sacal è una brutta notizia, mitigata solo in parte dalla decisione del cda di Sagas di ritirare il ricorso contro il bando Enac per la gestione degli scali regionali che, il prossimo 5 dicembre, sarà sottoposto al giudizio del Consiglio di Stato. L’avviso emanato dall’Ente nazionale di aviazione civile per la gestione degli aeroporti di Reggio Calabria e Crotone, dopo l’impugnativa di Sagas, era stato bocciato dal Tar (il 19 gennaio) perché in contrasto con il «principio di concorrenzialità». Il Consiglio di Stato aveva poi accolto la sospensiva e affidato alla stessa Sacal la gestione degli scali fino alla pronuncia di merito. Adesso, con il ritiro del ricorso (sarà deliberato lunedì) da parte della società crotonese, aumentano le possibilità di vittoria di quella di Lamezia Terme che, in caso di sentenza positiva del tribunale amministrativo, guiderebbe i tre aeroporti calabresi per i prossimi trent’anni.

PROBLEMI Risolto un problema, però, se ne affaccia subito un altro. Perché, non è un mistero, De Felice contava molto sull’adesione della Metrocity alla ricapitalizzazione di Sacal. I revisori dei conti dell’ente, però, hanno dato parere negativo. E il sindaco Falcomatà avrebbe perciò già comunicato allo stesso De Felice e al governatore Oliverio il ritiro ufficiale dalla trattativa. La Città metropolitana, dunque, non tirerà fuori gli 1,9 milioni di euro previsti per l’acquisizione di circa il 10% delle quote Sacal.
Il parere negativo dei tecnici di Palazzo Alvaro poggerebbe sulle prescrizioni del Testo unico degli enti locali, secondo cui un ente pubblico – quale la Metrocity – non può acquistare “azioni” di un’altra società che abbia chiuso in passivo gli ultimi bilanci. È il caso di Sacal, i cui ultimi esercizi – con l’eccezione di quello 2016, in sostanziale pareggio – si sono chiusi in perdita. Sul giudizio dei revisori avrebbe inoltre avuto un peso non indifferente il ricorso pendente al Consiglio di Stato che, in caso di esito sfavorevole a Sacal, avrebbe visto la Metrocity entrare nell’azionariato di una società alla guida di un solo scalo (Lamezia Terme) anziché di tre (con Reggio e Crotone).
All’amministrazione Falcomatà tanto è bastato per tirarsi fuori dalla partita, malgrado la buona volontà iniziale.

LA MOZIONE L’11 ottobre il consiglio metropolitano aveva approvato a maggioranza (9 voti favorevoli, 4 contrari) una mozione che impegnava il sindaco e i settori competenti (tra cui i revisori) «a valutare la concreta possibilità di partecipare al bando di offerta pubblica di acquisto con sottoscrizione di aumento di capitale sociale della società Sacal». La ricognizione ha dato infine esito negativo, ma quello stesso atto approvato in Consiglio ha comunque scatenato una polemica politica con possibili appendici giudiziarie.

L’ESPOSTO Il consigliere d’opposizione ed ex assessore della Provincia di Reggio Eduardo Lamberti Castronuovo ha infatti presentato un esposto alla Corte dei conti nel quale chiede ai giudici di valutare possibili responsabilità erariali in capo ai consiglieri che hanno sottoscritto la mozione.
Una sortita inutile, dal momento che la Metrocity non tirerà fuori un centesimo, ma che ha provocato l’indignazione dei consiglieri di maggioranza, convinti che l’iniziativa di Lamberti – oltre a sovvertire il senso stesso della mozione – potrebbe costituire una ingerenza inopportuna dal momento che quello di Sacal è un bando pubblico e che De Felice è ancora in trattativa con altri enti interessati alla sottoscrizione, non solo pubblici. Il numero uno della società aeroportuale potrebbe infatti avere altri assi nella manica, visto che diversi soggetti privati avrebbero già manifestato la volontà di entrare nell’azionariato.

«PROPRIO LUI» «Lamberti ci accusa, ma solo tre giorni fa la Città metropolitana ha ricevuto un decreto ingiuntivo di un milione di euro per via del licenziamento senza preavviso di 100 dipendenti di Sogas, la società ormai fallita che gestiva lo scalo reggino e che era amministrata da quella stessa Provincia in cui Lamberti faceva l’assessore», sottolinea uno dei consiglieri delegati di maggioranza.
Al netto delle polemiche reggine –e delle solite contraddizioni di una classe politica che pretende i servizi (in questo caso quelli del “Minniti”) in assenza di un preciso impegno economico –, la priorità dei vertici Sacal è ora l’aumento del capitale, necessario per il rilancio dei tre aeroporti. De Felice ha tempo fino al 31 ottobre.

Pietro Bellantoni

Fonte: http://www.corrieredellacalabria.it/politics/item/62981-sacal,-aumento-di-capitale-a-rischio-la-metrocity-si-tira-fuori


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18 commenti

  1. figghioliiii abbiamo degli amministratori…delel volpi!
    Se lo chiedevano qui, glielo dicevamo subito che non è possibile acquisire quote societarie di enti che hanno chiuso in perdita per tre anni. La sogas è fallita principalmente per lo stesso motivo…

  2. A me sinceramente non dispiace. Catanzaro (leggasi la Regione), complice la miopia e l’incapacita’ della classe reggina, ha fatto di tutto per “distruggere” l’aeroporto di Reggio in nome di una unica societa’ di gestione aeroportuale

    Hanno voluto questa patata (bollente)… che se la gestiscano pure

    Tanto oggi come oggi l’aeroporto non serve quasi a nulla visto il numero e soprattutto gli orari dei pochi voli.

    Ne’ credo sia nei programmi della SACAL di cambiare lo status quo (inserendo un mattutino per Milano ad es.) in quanto darebbe fastidio al monopolio lametino…

    Per cui non vedo perche’ il Comune di Reggio, ammettendo fosse stato in grado di onorare la quota finanziariamente, avrebbe dovuto farlo…

    Fino al momento non mi sembra che la SACAL abbia presentato un programma concreto di rilancio e sviluppo dell’aeroporto…

    Buona fortuna a Reggio , ma anche alla SACAL….

  3. @ Francesco:
    Non è il comune che voleva entrare ma la città metropolitana.
    Non credo dispiacerà a qualcuno, solo al sindaco che non potrà piazzare qualche amico a cui aveva già promesso una poltrona.

  4. Addio sogni di gloria. Come al solito i peggiori nemici di Reggio sono gli stessi reggini…..o riggitani?
    Ho giá detto e ribadisco che gli assenti hanno sempre torto.Non sottoscrivendo le quote in sacal la cittá metropolitana ha definitivamente condannato l’aeroporto alla morte. Spero che chi deve decidere si rinsavisca e non insegua gli eredi di chi ha macellato l’aeroporto dello stretto. Come al solito cosentini pensanti,catanzaresi operanti e reggini(riggitani) parlanti…sic

  5. Non so quale sono le intenzioni della odiata Catanzaro verso la “odiatissima? Reggio (ed i suoi “temutissimi” voli) ma, da quello che leggo, per Crotone ci sono ottime prospettivi (compreso un diretto con Londra). Ma si sa, a Catanzaro non fa paura il vicino apt di Crotone bensì quello di Reggio (ops, dello Stretto).

  6. @ Angelo:
    Puoi motivare questa tua idea?
    Reggio acquista il 10% scarso di sacal..poi? Non entra in cda e praticamente non conta nulla.
    cosa sarebbe cambiato?

  7. Qualcuno mi può spiegare perchè il volo Amburgo – Catania, un normale a 319 con arrivo alle 8,45 è stato dirottato a Lamezia, ma il nostro aeroporto a cosa serve?

  8. Nei cda si entra per contare con idee e progetti da sviluppare promuovendo alleanze.Ovvio che in cda debbano sedere persone di alto profilo,capacitá e conoscenza della materia aeroportuale.Nessuno detiene al momento la maggioranza assoluta,ma la parte pubblica(Regione in primis) può fare la sua parte dando ai tre aeroporti missions adeguate alle esigenze dei territori di riferimento.Non contrapposizione ma collaborazione finalizzata a rendere economicamente sostenibili i tre aeroporti calabresi. Non essere in cda Sacal vuol dire delegare ad altri i nostri interessi, cosa che molto difficilmente dará risultati.
    Ove non fossimo presenti in SACAL per avanzare progetti di sviluppo il cda attuale ,pur mantenendo in vita l’aeroporto unicamente per vincoli politici, potrebbe puntare alla mera economicitá nella gestione dell’aeroporto dello stretto limitando i voli,mantenendo solo quelli che producono utile,e contraendo ancora di più i costi,in primis quelli relativi al personale.
    Le lamentele che ne deriverebbero sarebbero le solite recriminazioni e richieste di intervento del potente di turno. Il destino cinico e baro non esiste. Siamo solo noi padroni del nostro destino.

  9. @ Angelo:
    condivido in pieno.

  10. @ fr:
    reggio non è l’alternato di se stesso, figurati di catania…

  11. @ Angelo:
    il 10% di quote non prevede l’ingresso in cda.
    quindi tutto il tuo progetto non esiste.
    Definito ciò, che senso avrebbe acquistare il 10% di sacal?

  12. Nulla è scontato nella vita,figuriamoci,e nessuno regala niente.Io ho parlato di idee,progetti ed accordi. Nelle societá di capitale le nomine nel cda si fanno individuando le persone capaci di portare avanti i progetti per raggiungere gli obiettivi aziendali. Ripeto ancora che Reggio Calabria deve farsi portatrice di un progetto di sviluppo sostenibile dei tre aeroporti, individuando anche la persona giusta a rappresentarlo. Con le alleanze giuste(leggi Regione Calabria) ci si può assicurare un posto in cda. Poi dipende tutto da noi………ognuno è padrone del proprio destino.

  13. @ vito:
    Salve, mi può fornire la fonte della notizia?

  14. @ Tamoil:
    Corriere della Calabria ed altri riviste regionali

  15. @ Angelo:
    E’ evidente che tu non abbia letto lo statuto sacal.
    I posti sono già previsti, la città metropolitana, in caso di modifica statutaria, avrebbe un posto ogni 15 anni circa…

  16. Continuiamo ad arrampicarci sugli specchi del sospetto che tutto e tutti vogliono la nostra fine…….abbiamo visto quali grandi risultati abbiamo ottenuto facendo da soli: sogas,airmalta,volotea,airsud ecc.ecc.. Il politico di turno ha sperperato denaro pubblico,per non dire altro, senza risolvere nulla. Gli imprenditori locali ,che oggi rivendicano di volere avere voce in capitolo,non hanno mai messo un centesimo in qualcosa che fosse di pubblica utilità,comprese le compagini sportive,caricate sulle spalle di pochi “EROI”, tra l’altro tenuti sempre sotto osservazione per il gusto della critica fine a se stessa…….del resto questa é la cittá dello ”scindi e fallu tu”. Se c’è ancora chi pensa che dopo il 5 dicembre,data in cui la SACAL quasi certamente verrá confermata nella gestione trentennale del nostro aeroporto,potremo rientrare in campo con qualche furbizia sta facendo male i suoi calcoli…..spero di sbagliarmi per il bene della nostra cittá e del nostro aeroporto. E con questo chiudo qui visto che tanti ne sanno più di me e che mi auguro contribuiscano con idee e progetti a risolvere tutto…..buona fortuna!

  17. @ Angelo:
    Mi trovo a condividere ancora in pieno le tue valutazioni- Pur di non andare “sotto” Lamezia (o, peggio, Catanzaro)si è pronti a sfasciare tutto. Ma non sarebbe meglio far crescere il sistema aeroportuale (ormai UNICO, si voglia o non si voglia) in sinergia con collaborazione e forse unitarie?

  18. Grazie Vito. Noto con piacere che persone come te hanno capito che bisogna armarsi di buona volontá e proporsi agli altri in positivo con spirito collaborativo.Isolarsi non serve a nulla,soprattutto quando le forze in campo sono impari.

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