Aeroporto Reggio Calabria: lettera di un dipendente Alitalia (16/03/2017)

Riceviamo e pubblichiamo:

Gentile Direttore,

sono un dipendente Alitalia dello scalo di Reggio Calabria, da oltre vent’anni in servizio presso il Tito Minniti.

In tutto questo lungo periodo ho dovuto ascoltare e leggere bugie e imprecisioni sull’azienda per cui, ancora per poco forse, mi pregio di lavorare. Negli anni, tonnellate di fango ci sono arrivate addosso. Nonostante ciò io, come i miei colleghi, abbiamo continuato a lavorare, in silenzio, con abnegazione e professionalità, senza mai rispondere anche quando, a ragione, avremmo dovuto farlo.

Accuse che, spesso, sono servite a nascondere le malefatte di una classe politica che ha utilizzato lo scalo di Reggio Calabria per fare i suoi sporchi giochi, spostando l’attenzione dell’opinione pubblica dai veri problemi che lo hanno affossato, fino ad arrivare a questa situazione di profonda crisi.

Con la pioggia ed il vento, a Natale come a Pasqua, sotto il sole cocente di Agosto, ci siamo sempre stati e siamo stati felici di aver consentito, nel nostro piccolo, ai cittadini reggini di abbracciare i loro cari e respirare aria di casa. Anche oggi, giorni in cui avremmo mille ragioni per rispondere a certi insulti e insinuazioni, continuiamo a fare il nostro lavoro con la stessa passione di sempre.

Alcuni cittadini forse non si rendono conto di cosa va a perdere la città con l’addio di Alitalia. Ne elenco soltanto alcuni: trasporto passeggeri con necessità di assistenze speciali che per poter usufruire di ciò avranno bisogno di noleggiare un’ambulanza e recarsi a Lamezia o Catania (ricorderete la lettera dei fratelli Chiovaro a cui mando un grande abbraccio), voli in connessione per tutto il mondo con possibilità di invio del bagaglio da stiva a destinazione, coincidenze e riprotezioni garantite, trasporto degli animali in stiva oltre a tutti gli altri servizi ancillari che Alitalia ed i suoi partner offrono. Sembrano tutte cose scontate, ma vi assicuro che non è così.

Non nascondo che l’azienda in questi anni ha commesso degli errori, sarei un ipocrita a non ammetterlo. I macroproblemi che insistono su Alitalia, a mio parere, incidono relativamente sulle logiche che stanno portando all’abbandono di Reggio da parte dell’ex compagnia di bandiera. Fa male leggere certe affermazioni che attribuiscono ad Alitalia assunzioni gonfiate. Ma dove? Ma quando? L’ultima assunzione a tempo indeterminato risale al 2006! Siamo circa quaranta dipendenti assunti a tempo indeterminato tra operai, impiegati e capiscalo a dover assicurare l’operatività di 56 voli settimanali, distribuiti su tre turni da otto ore, sette giorni su sette, tutti i giorni dell’anno. Gli ultimi piani di ristrutturazione hanno portato solo alla fuoriuscita di personale causando grandi difficoltà soprattutto nel periodo estivo, per via della presenza di voli supplementari, calmierate in parte dalla presenza di una decina di dipendenti stagionali.

Nonostante il silenzio, non possiamo negare che la rabbia sta montando forte. Ci fosse un solo politico, uno, che si stia preoccupando di trovare soluzioni per i dipendenti Alitalia e SOGAS. Siamo stanchi degli “Stiamo lavorando” e dei “Non sapevo”. Centocinquanta famiglie rischiano di rimanere sulla strada nella totale indifferenza. Questo non è ammissibile in una terra che piange lavoro e vede ogni giorno tanti suoi figli abbandonarla per cercare un posto migliore per costruirsi un futuro. Chiediamo e pretendiamo certezze, siamo stufi di questi giochini sulla nostra pelle.

Scusandomi per essermi dilungato, auspico possa dare il giusto risalto a questa lettera,

Cordialmente
Un dipendente AZ


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12 commenti

  1. caro dipendete Alitalia tutta la mia solidarità per la Vs posizione. E quando si perdono posti di lavoro è sempre un tramma perche si toglie il pane a una famiglia. Ciò non toglie che 100 dipendeti Sogas ( tutti amministrativi o quasi ) per 4 voli di media al giorno li sento un pò tanti. Cmq spero e mi auguro che anche voi facciate sentire la vs Voce per risolvere questo annoso problema dove ci perderemmo tutti in tutti i sensi. quindi cercate di lottare fino alla fine e nn mollare mai come già state facendo.

  2. Tutta la mia solidarietà verso i singoli che si sono trovati in questa situazione. Nessuna intenzione di dare addosso alle persone, e alle famiglie, che sono andate di mezzo e pagheranno quasi incolpevolmente la situazione.

    Prima di tutto una precisazione: dal punto di vista “utente” l’esubero di personale è dovuto alla sovrapposizione di ruoli tra dipendenti Alitalia e dipendenti SOGAS, oltre che all’imbarazzante numero di dipendenti di quest’ultima. In altri termini, ci fossero stati solo i dipendenti Alitalia e pochi SOGAS, OK; ci fossero stati solo – diciamo – 60-70 dipendenti SOGAS e nessuno Alitalia, OK. 150 persone che lavorano ad uno scalo che non fa nemmeno 10 voli al giorno sono troppi!
    Poi qualcuno mi spiegherà anche perché Alitalia ha dipendenti di terra a Roma, a Milano e a Rrrreggio Calabria caput mundi!
    Ripeto, voi avete avuto il posto a Reggio, e avete fatto bene ad accettare. E’ Alitalia che è storta, come storti sono quelli che hanno accettato questo.

    Commentando la lettera, non nascondo che mi sono indignato un pochino quando ho letto “Nonostante ciò io, come i miei colleghi, abbiamo continuato a lavorare, in silenzio, con abnegazione e professionalità, senza mai rispondere anche quando, a ragione, avremmo DOVUTO farlo.”
    Appunto! anche voi avreste potuto e DOVUTO denunciare le storture di una situazione evidentemente insostenibile, e invece siete rimasti (per sua stessa ammissione), IN SILENZIO.

  3. Uno che si firma così, senza mettere il nome, non merita risposta.
    Magari è uno che non ha molto da fare ed ha scritto questa lettera.
    Alla fine non si capisce cosa voglia.
    La sua azienda è in crisi, amen che dobbiamo fare noi?
    Perchè non la scirve al suo AD, firmandosi con nome e cognome?

  4. @ Pilota75:
    Perché i dipendenti Alitalia non andranno mai contro la propria azienda. Formamentis inculcata da Alitalia stessa.
    Loro non hanno il coraggio di firmarsi perché hanno paura di ricevere ritorsioni. Sono dei soldatini che rispondono al comando.

  5. Pensate quanto personale di terra deve mantenere AZ su ogni scalo, le altre compagnie si affidano a handlers locali e controllano i servizi con un team che gira per gli aeroporti. A livelli di competizione economica non c’è scampo, poi su RC 50 persone x 4 voli giornalieri come spalmano queste spese?

  6. @ carlo:
    CARLO l’Alitalia come tutte le altre compagnie ormai ha suoi dipendenti solo sulla base che per AZ é Fiumicino , negli altri scali fa tutto l’handling , in alcuni aeroporti sono rimasti i Caposcalo ma non d’apertutto , però questo non vuol dire sempre risparmiare , infatti
    a Londra dove Alitalia aveva un grosso team , vendeva servizi alle altre compagnie e guadagnava molti soldi , forse troppi , infatti ha chiuso .

  7. @ Pilota75:
    (lascio stare i congiuntivi per non sminuire il senso della frase)
    Ma tu, se ti davano un posto a tempo indeterminato all’aeroporto di Reggio, che facevi? ti inc…vi con chi te l’ha dato perché il posto era “di troppo”?

    @ Enrico:
    Starai scherzando? Mica Londra è importante quanto Reggio Calabria?
    E poi è chiaro sia stata una chiusura strategica, tanto con la Brexit li avrebbero fatti fuori lo stesso, meglio andarsene prima di propria sponte
    😀 😀 😀

  8. @ Demetrio:
    Ma di chi stai parlando?
    quando un’azienda come alitalia ti assume lo fa nella sede legale e poi ti impiega a Reggio, catania, Roma, dove vogliono loro.
    Si parla di più di 2000 esuberi aziendali, Reggio non c’entra nulla.

  9. @ Pilota75:
    scusa se mi sono spiegato male, ma mi riferivo al dipendente che ha scritto la lettera e su cui ci sei andato un po’ pesante (pure io a dire il vero).
    volevo dire che chi riesce a farsi assumere da Alitalia per farsi mandare poi a Reggio sa bene dove sta andando e perché, e non ci pensa minimamente a criticare Alitalia. Dovrebbe avere un senso civico così smisurato da essere fuori dal comune… oggi come oggi un fesso, insomma!
    vabbé, ma io sono un romantico…

  10. @ Pilota75:
    Ma secondo la vs scienza, quanti dipendenti deve avere un aeroporto? 1? 10? 100? Mi fate ridere. Con lo stesso rispetto che avete dimostrato a chi ha scritto la lettera, auguro a voi di trovarvi nella sua medesima situazione.
    Almeno, forse, capirete e smetterete di dire stupidaggini qualunquiste.
    Mi fate pena

  11. @ Diego:
    grazie per il voi…
    un aeroporto deve avere dipendenti parametrati al proprio traffico, lo dicono le norme, non tu o io.
    Reggio ce la fa con 35-40 persone (vedrai che sacal ne assumerà tante).

  12. @ Diego:
    Dimostrato il massimo rispetto per la persona. E l’ho detto in più di un caso. Io non credo mi troverò mai nella sua situazione, me ne sono andato armi e bagagli a lavorare a Milano, proprio per evitare di trovarmici…e se avessimo dovuto fare una classifica di quelli che dovevano partire per primi, io avrei dovuto essere tra gli ultimi.
    Ciononostante, lo ripeto ancora, non ho alcun astio verso chi si trova in questa situazione in questo momento. Ho semplicemente una forte critica verso le categorie di soggetti che negli anni avrebbero potuto fare qualcosa per l’aeroporto e non l’hanno fatto. Nel caso specifico, chiunque in Alitalia sapeva che il presidio a Reggio non aveva senso di esistere, e adesso è diventato il pretesto per togliere tutti i voli. O forse vorrete dirmi che l’Alitalia non c’avrebbe guadagnato a diminuire un pochino la frequenza dei voli e a togliere le persone da Reggio? Basta vedere a quanto li vende i biglietti Blu-express adesso…

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