Aeroporto Reggio Calabria: licenziati due dipendenti SOGAS

Riceviamo da FILT – CGIL e pubblichiamo:

LICENZIATA DALLA SOGAS UNA DIRIGENTE SINDACALE: NON CI LEVEREMO IL CAPPELLO DI FRONTE AL PADRONE!

Due lavoratori della Sogas, fra cui Sonia Falzia segretaria della Filt-CGIL territoriale e rappresentante sindacale aziendale, sono stati licenziati in tronco. Il provvedimento è un atto ritorsivo e vendicativo derivante dalla lunga e dura battaglia sindacale a difesa dei posti di lavoro e dell’aeroporto di Reggio Calabria. Sonia Falzia, infatti, è stata l’espressione più evidente e visibile del confronto duro che ha contrapposto i lavoratori e il sindacato al CDA della Sogas che ha già nei mesi passati assunto atteggiamenti mobbizzanti con il demansionamento della dirigente sindacale e nelle ultime settimane anche provvedimenti disciplinari sproporzionati ai fatti contestati. Le denunce del sindacato, ed in primo luogo della dirigente sindacale della CGIL, hanno messo in evidenza lo stato comatoso in cui versa lo scalo reggino con la costante diminuzione dei voli e con l’esternalizzazione dei servizi più remunerativi quali l’handling. Queste denunce hanno anche comportato le dimissioni dell’ex Presidente della società e di parte del consiglio di amministrazione dopo che circa 8 mila reggini hanno sottoscritto una petizione per ridare slancio e nuovo vigore all’aeroporto di Reggio. Nonostante ciò, e per senso di responsabilità, il sindacato ha anche sottoscritto, dopo una lunga trattativa, la cassa integrazione a rotazione di tutto il personale (accordo già oggi disatteso) per tentare di rispondere ai requisiti che ENAC chiedeva per mantenere in vita lo scalo e per concedere la gestione trentennale. In questi anni lo scalo reggino è stato devastato da gestioni scellerate e miopi che non sono state al servizio degli interessi generali dei cittadini e dei lavoratori. Un vero disastro che continua sotto la gestione dell’attuale management che evidenzia una assoluta continuità per incapacità e per una reale volontà di dare un futuro al “Tito Minniti”. Certamente a pagare questi disservizi sono stati i cittadini privati del diritto essenziale alla mobilità ma anche, e pesantemente, i lavoratori che anche senza stipendi per oltre cinque mesi continuativi hanno, al contrario di loro signori, garantito la funzionalità dello scalo con professionalità e dedizione. Solo i ciechi non vedono lo stato in cui si trova il Tito Minniti. Gli Enti pubblici che hanno quote importanti nella società, prima fra tutte la Provincia di Reggio Calabria che detiene il 67%, hanno colpe pesanti in questa situazione. In questi mesi abbiamo sperato che la Sogas invertisse rapidamente la rotta per dare una prospettiva allo scalo e come sindacato abbiamo dato un significativo contributo con la sottoscrizione della cassa integrazione. Ma è stata una speranza che è subito naufragata. Nessun fatto nuovo, infatti si è verificato e neanche la bozza di un necessario piano industriale ci è stato presentato. Restano, invece, aggravati tutti i problemi che abbiamo denunciato. Ed il licenziamento di Sonia Falzia rappresenta, senza alcuna ombra di dubbio, una classica ritorsione che ci porta indietro agli anni ’50 quando i sindacalisti venivano licenziati in tronco perché nuocevano agli interessi dei padroni. Ci difenderemo nel posto di lavoro e con il confronto sindacale, ci difenderemo in tribunale con la consapevolezza delle nostre ragioni. Difenderemo fino in fondo il diritto a fare sindacato senza cedimenti e senza levarci il cappello di fronte al padrone.

Nino Cortolillo Segretario Nazionale Filt-CGIL

Nino Costantino segretario Filt-CGIL Calabria

Attilio Scali Segretario Filt-CGIL Reggio Calabria

Aggiornamento - AeroportoRC.com delle ore 17:55

Riceviamo dalle RSA SOGAS e pubblichiamo:

La RSA ritengono sproporzionata e viziata l’estrema sanzione comminata ai due colleghi Sonia Falzia e Gregorio Lia, peraltro, mobbizzati da oltre un anno e mezzo perché “costretti” dalla Società a trascorrere i rispettivi orari di lavoro, senza alcun incarico ed alcuna mansione assegnata. Vergognosa situazione più volte con forza rivendicata dai rappresentanti sindacali nei vari incontri con il CDA e mai risolta, ed accompagnata, tra l’altro, da una surrettizia manovra di diniego a procedere alla riorganizzazione della forza lavoro con la composizione di una nuova pianta organica. Necessità, questa, assolutamente indispensabile per la successiva programmazione interna all’azienda, per l’incombente cassa integrazione.

Che i licenziamenti dei due colleghi esulino dal semplice piano disciplinare è sospetto diffuso. Ma, a prescindere, non si può non giudicare anche con le lenti della politica, la decisione di un’azienda che licenzia, in un anno, tre lavoratori, di cui due, dirigenti sindacali della UGL e CGIL. Pressante il pensiero di una accanita persecuzione dell’ex e dell’attuale CDA nei confronti delle RSA, colpevoli di espletare con dignità e senso di giustizia i rispettivi incarichi sindacali a difesa dei lavoratori SoGAS. È un caso che in 12 mesi vengano duramente “colpiti ed affondati” con il licenziamento due lavoratori dirigenti sindacali o è plausibile configurare premeditati pregiudizi nei confronti delle OO.SS? D’altronde, a comprova di quanto appena esposto, le RSA, non più di una settimana fà, avevano risposto ad una spropositata provocazione, a firma del Prefetto Bagnato circa la costante presenza degli stessi rappresentanti di categoria ed ancor di più delle stesse RSA, esortando il Prefetto a voler segnalare alle Organizzazioni Sindacali quali Rappresentanti Provinciali e Rappresentanti Aziendali di “COMODO” dovevano essere transumate a garanzia del CDA. Ce lo avesse segnalato in tempo, dott. Bagnato, oggi avremmo continuato a garantire il posto di lavoro ai due colleghi.

Il pentolone dei veleni interni all’azienda rischia finalmente di scoperchiarsi: non è un mistero che la collega dirigente sindacale licenziata fosse da tempo, per la Sua onesta caparbietà di difenditrice dei diritti dei colleghi lavoratori in SoGAS, dolente spina nel fianco e quindi, in aperta rottura con il precedente e l’attuale CDA.

Le RSA si chiedono se l’art. 3 della Costituzione sia valido in SoGAS o meglio se lo sia per chi amministra l’azienda. Sinceramente, più di qualche dubbio ci assilla a riguardo.

Per esempio:

  • come mai uguali intenti non si sono intrapresi nei confronti di quei dipendenti che, dopo il rientro in SoGAS dalla prima CIGS, IN ACCORDO CON IL CDA PRECEDENTE ED ATTUALE, sono a tutt’oggi, dopo 2 ANNI, rimasti comodamente a casa, ASSENTANDOSI VOLONTARIAMENTE DAL POSTO DI LAVORO, PERCEPENDO STIPENDI D’ORO. A riguardo, le RSA ricordano bene l’arrabbiatura del Pres. della Prov. Dr G. Raffa. Non ce ne vogliano i lettori, ma per il momento, solo un esempio.

In conclusione, le RSA invitano i paladini della giustizia a ripassare e rielaborare i concetti base della legalità, imparando a memoria che ..LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI…, e non per alcuni.

  Fit-CISL                        UIL Trasporti                                    UGL TA

(M. Pennino)                   (G. Cilione)                              (S. De Lorenzo)

Aggiornamento - AeroportoRC.com delle ore 20:40

Da Strill.it:

Aggiornamento - AeroportoRC.com del 09/02/2016 ore 16:05


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