Aeroporto Reggio Calabria: RSA SOGAS, la resa dei conti

Riceviamo dalle RSA SOGAS e pubblichiamo:

SOGAS: LA RESA DEI CONTI 

Senza assurgere a profetiche “Bolle di Indizione” sancite nei tempi anche a remissione dei peccati ma ripercorrendo soltanto gli ultimi anni della vituperata Società di Gestione dell’Aeroporto dello Stretto analizzandone il lavoro fin qui svolto, arriva oggi il momento in cui gli artefici e complici del disastroso sfascio societario devono pagare. Sono i lavoratori tutti, definitivamente “massacrati”, a chiederlo a gran voce.

Dopo quanto compiuto dall’ex Pres. Porcino negli ultimi quattro anni, ma soprattutto dopo le sue tardive dimissioni pervenute solo al raggiungimento della sua “magnifica” catastrofe che oggi tutti i lavoratori disperatamente vivono con le rispettive famiglie, le OO.SS, speravano fortemente in un nuova ventata propositiva di idee e progetti, derivanti da un NUOVO Consiglio di Amministrazione capace se non di rilanciare le sorti dell’azienda quantomeno di bloccare il negativo trend posto in essere dai precedenti amministratori. Non è stato così, purtroppo. E ci duole ammetterlo.

A tal proposito ricordiamo, infatti, che vi è stata la riconferma di uno dei tre Consiglieri dimissionari, e cioè l’ing. Catalfamo. Quest’ultima, fra l’altro, rieletta nel più becero ed irriguardoso disprezzo della legge morale afferente l’incompatibilità della sua carica. (il marito, l’ing. Luca Federico è un dipendente apicale in SoGAS).

Sottolineiamo “NUOVO Consiglio di Amministrazione” per significare che da quanto oggettivamente assunto, in più occasioni, durante gli incontri sindacali, le Rappresentanze dei lavoratori hanno riscontrato solo il lento ed inesorabile passare del tempo che sta conducendo la SoGAS verso il baratro della liquidazione.

E’ chiaro che aspettarsi una reale svolta, un reale cambio di rotta, tanto più ora che, come dispone L’ENAC sul proprio sito scrivendo: “istruttoria interrotta e avviato procedimento di decadenza”, è come configurare l’ipotesi miracolistica del morto che resuscita.

Rimanendo, invece, più razionali consideriamo come sia mancata, e manca tutt’oggi, una seria strategia funzionale diretta al rilancio del settore ed Il termine perentorio del 15 dicembre posto dall’ENAC, affinché SoGAS dimostri essenziali e soddisfacenti requisiti, d’altronde, più volte richiesti negli anni passati e mai prodotti, non lascia assolutamente ben sperare!

Infatti:

-la cronicizzata difficoltà della Società a garantire mensilmente il pagamento della retribuzione a causa di mancanza di liquidità;

-l’assenza di un piano di investimenti;

-i lavori dell’aerostazione non riappaltati per la mancata restituzione di 1mln e 400mila (?) euro alla Regione;

-il versamento ancora dubbio degli Enti Soci relativo alla perdita di esercizio del 2014;

-l’assenza di un progetto di ricavi attestante l’oggettiva incapacità professionale dei management che negli ultimi anni si sono avvicendati;

-la gara deserta delle tratte onerate per Pisa e Bologna che sancisce inequivocabilmente quanto disinteresse ci sia verso il nostro aeroporto da parte dei vari vettori;

-il mancato utilizzo dei fondi messi a disposizione dalla Regione Calabria di circa 5mln e 800 mila euro, per l’investimento su nuove tratte;

sono condizioni, queste, tutte poste da ENAC per evitare la revoca della concessione e mai risolte da chi ha solo sfilato sul “red carpet” della SoGAS. Conseguentemente, nella confusa difficoltà di gestire e risolvere, il CDA chiede ai lavoratori l’ennesimo sacrificio attraverso gli ammortizzatori sociali, in primis la CIGS, perché, a questo punto, è l’unica possibile dimostrazione concreta di taglio dei costi, sottacendo sui fondamentali ricavi, da portare in ENAC? Le OO.SS., come sempre responsabilmente e ciononostante, hanno risposto positivamente alla richiesta di aiuto da parte dell’azienda rappresentando però il disagio dei lavoratori e delle loro famiglie per il mancato pagamento dei 5 stipendi arretrati dei lavoratori Sogas Spa e Service che, a detta dei Consiglieri, non potrà risolversi tranne che gli Enti Soci non provvedano al versamento delle rispettive quote in tempi brevissimi. Evidenziamo, altresì, che la possibile attivazione della cassa integrazione è, per legge, conseguente alla regolarizzazione di tutto il pregresso stipendiale che l’azienda dovrà fare ai lavoratori.

Cosa c’è, quindi, da aspettarsi dopo il 15 dicembre e cioè dopo la resa dei conti?

Pertanto, ognuno renda conto del proprio operato e l’Amministrazione Provinciale insieme agli altri Enti Soci si assuma la pesantissima responsabilità di una situazione, presuntuosamente, governata male e precipitata drasticamente nel peggiore dei modi.

Filt-CGIL                Fit-CISL                       UGL TA     

                                         (S. Falzia)            (M. Pennino)           (S. De Lorenzo)


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