Aeroporto Reggio Calabria: Sicurcenter replica a Porcino

Riporto da IlDispaccio.it:

“Con riferimento alle gravi affermazioni rilasciate dal Dott. Porcino ai media , la Sicurcenter intende seccamente replicare e precisare quanto segue.
La Sicurcenter è risultata aggiudicataria, nel 2000, del servizio di controllo passeggeri in transito e bagagli da stiva presso l’Aeroporto Tito Minniti, all’esito di gara d’appalto”. E’ quanto si legge in una nota della società.

“La SOGAS, nonostante l’adozione del provvedimento di aggiudicazione, ha impedito alla Sicurcenter di avviare il servizio fino alla data del 18 novembre 2002.
Finalmente immessa in servizio, la Sicurcenter ha più volte richiesto la stipula del contratto, mai consentita dai numerosi amministratori di SOGAS succedutisi nel tempo.
Per ottenere il pagamento delle spettanze maturate per il lavoro regolarmente prestato la Sicurcenter ha, nel tempo, dovuto proporre molteplici decreti ingiuntivi, taluni divenuti irrevocabili per mancanza di opposizione, altri opposti..
Tra quelli per cui vi è stata opposizione v’è stato quello cui si riferisce il Dott. Porcino, per somme relative ad anni precedenti alla gestione del medesimo. Altre azioni sono però state promosse, come sarà chiarito infra, per riscuotere in via giudiziaria anche somme maturate durante la gestione Porcino
Tale decreto è stato effettivamente rigettato, ma la Sicurcenter, che non è stata pagata per l’attività regolarmente svolta a garanzia della continuità delle operazioni aeroportuali, ha quindi avviato una nuova azione giudiziaria, tutt’ora pendente e di cui molto si è scritto (anche con notevoli fughe in avanti e plurime inesattezze), per ottenere, facendo ricorso a precise disposizioni di legge, di essere indennizzata del denaro speso a favore della SOGAS per l’esecuzione dell’attività di vigilanza.
Volendo chiarire deve precisarsi che il nostro ordinamento non permette che alcun valore sia spostato da un soggetto ad un altro senza ragione. O si è di fronte ad un regalo o ciò che è di un soggetto non può transitare ad un altro senza che questi paghi un prezzo o indennizzi il cedente (in questo caso Sicurcenter) del valore trasferito, di cui lo stesso cedente sarebbe altrimenti espropriato senza ragione.
Tecnicamente si parla di azione per arricchimento senza causa, disciplinata dall’art. 2041 del codice civile.
Ciò che è opportuno chiarire per far comprendere come, dal lato del debito, e dunque delle somme tutt’ora dovute dalla SOGAS il precedente rigetto del decreto ingiuntivo non abbia affatto generato conseguenze definitive, come si vorrebbe far credere rappresentando falsamente come esaurite le possibilità di recupero del credito vantato dalla Sicurcenter.
Questo procedimento è attualmente pendente, ed al suo interno è stata avanzata istanza di sequestro nel timore, sempre più manifesto, che la SOGAS possa disperdere definitivamente il suo residuo patrimonio e così bruciare i crediti della società di vigilanza.
Crediti che complessivamente ammontano ad € 5.615.891,41, (ad agosto 2015) dei quali €. 3.636.595,03 riconducibili a quanto dovuto per arricchimento senza causa, (cioè dall’essersi appropriata la SOGAS delle prestazioni di Sicurcenter senza pagarle) ed €. 1.979.296,38, dovuti in forza del nuovo contratto, maturati successivamente all’insediamento del Dott. Porcino alla presidenza SOGAS. Con il che deve ritenersi del tutto smentita la ricostruzione, sul punto del rapporto con la Sicurcenter, offerta dal Dott. Porcino.
Occorre poi precisare che è la Sicurcenter ad essere stata reiteratamante invitata a transigere le cause pendenti anche, comprovabilmente, durante la presidenza Porcino ed in molteplici occasioni. Transazione che avrebbe comportato per la Sicurcenter ingentissimi – ed indecenti – sacrifici patrimoniali, a fronte del pesantissimo esborso dalla stessa sostenuto nel tempo destinato pressocchè interamente
– al pagamanto degli stipendi delle g.p.g. addette al servizio;
– all’approntamento di costosi materiali necessari ad allineare lo scalo agli standard nazionali ( esemplificativamente e non esaustivamente, le costose e delicate apparecchiature radiogene Gilardoni);
– a garantire, in 13 anni di attività, l’operatività dello scalo.
In buona sostanza, mentre la SOGAS continuava a perdere denari pubblici, cioè, soldi della collettività, la Sicurcenter si è trasformata in una sua finanziatrice.
Il tutto mentre la Sicurcenter veniva anche diffidata dal sospendere l’attività di vigilanza per non integrare il reato di interruzione di pubblico servizio, essendo così costretta ad eseguire gratuitamente verso una società inadempimente e afflitta da mali cronici, tutti evincibili da una approfondita lettura dei bilanci depositati dal 2011 ad oggi (come è stato puntualmente ricostruito da una perizia giurata) che avrebbero dovuto accendere, presso tutti i soci della SOGAS, e non solo, gravissimi segnali di allarme”.

Fonte: http://ildispaccio.it/reggio-calabria/87668-aeroporto-dello-stretto-sicurcenter-replica-a-porcino


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5 commenti

  1. Quindi fatemi capire: Chizzoniti aveva ragione quando esaminando i bilanci dichiarava che la somma di 3 milioni di euro calcolati nel bilancio riferiti a Sicurcenter non andavano inseriti? O ricordo male?
    Ragazzi non se ne esce più! Ogni giorno spuntano fatti nuovi!

  2. @ Francesco:
    A me preoccupa di più che porcino dichiara che, secondo lui, l’enac non potrebbe fare i controlli al riadiogeno senza la sogas e invece, oggi scopriamo che le attrezzature sono di sicurcenter….ahahah

  3. @ Pilota75:
    In quale occasione ha detto questo! Mi è sfuggito

  4. Infatti l’altro fatto preoccupante riguarda Crotone che per via del fallimento della Società l’ENAC è costretta a portare le valige a mano perche non può usare il nastro trasportatore che è un bene della Società.
    Ovviamente anche a Rimini e Forlì sono state portate a mano dai poveri braccianti di ENAC.

  5. @ Francesco:
    intervista a radio febea

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