Aeroporto Reggio Calabria: SOGAS appesa a un filo

Riporto da IlDispaccio.it:

di Anna Zaffino – Il problema è ed è sempre stato la Regione Calabria. Lo dicono a chiare lettere i vertici della Sogas, la società che gestisce l’aeroporto dello Stretto “Tito Minniti”. Il presidente Carlo Alberto Porcino e il dirigente Vincenzo Calarco, intervistati dal Dispaccio, fanno un quadro di quelle che rappresentano le questioni più critiche dello scalo reggino. Questioni da risolvere immediatamente per scongiurare l’ipotesi che la società possa chiudere i battenti. In primis, la copertura delle perdite da parte dei soci inadempienti (Regione Calabria, Provincia Regionale di Messina, Comune di Reggio e Camera di Commercio di Reggio). “Se i soci non versano non abbiamo dove andare” ha evidenziato Porcino. “Come fa a decollare la società con il peso dei debiti che ha?”. Da parte dell’Enac (Ente nazionale aviazione civile) ancora non è arrivata alcuna garanzia sulla concessione dello scalo. Il problema è, appunto, la mancata ricapitalizzazione delle quote da parte dei soci. Il prossimo Cda dell’Enac è convocato per il 28 febbraio, ma ancora non è dato sapere se in quella data verrà affrontata la questione “Tito Minniti”. Ad oggi i vertici Sogas non sono stati convocati, ma ancora tutto può succedere.

La situazione però è molto complicata. Da un lato c’è la Provincia di Reggio che ha ripianato quanto dovuto, dall’altro ci sono gli altri enti che ad oggi sono inadempienti. E gli stessi decreti ingiuntivi attivati da Sogas nei confronti dei soci non equivalgono al ripianamento delle perdite di bilancio. In sintesi, per Enac non rappresentano una garanzia. Ma sono tante altre le questioni aperte, oltre la situazione debitoria dei soci. Un calo dei passeggeri circa l’8% rispetto ai numeri dello scorso anno, controversie insanabili con i rappresentanti sindacali, cinque mesi di stipendi arretrati dei dipendenti, le limitazioni che non consentono la completa agibilità dello scalo, l’esternalizzazione dei servizi, l’handling, il costo del personale ed altri argomenti direttamente collegati al rilancio dell’aeroporto.

E’ proprio di domenica scorsa l’annuncio del Presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio: “Sosterremo l’aeroporto dello Stretto, e intendiamo assicurare le necessarie risorse finanziarie per la ricapitalizzazione della società di gestione”. Porcino e Calarco sono fiduciosi. “Siamo soddisfatti di quanto detto da Oliverio – ha sottolineato il presidente della Sogas – spero di incontrarlo presto per affrontare realmente i problemi dello scalo. Dal tunnel in cui ci siamo cacciati possiamo tranquillamente uscirne se rimaniamo tutti uniti e se non continuiamo a coltivare interessi di piccola portata che non hanno ragione di esistere”.

Dure le critiche dei vertici Sogas, invece, nei confronti di una Regione Calabria che durante le gestioni Loiero, ma anche Scopelliti, avrebbe fatto sempre e solo gli interessi dell’aeroporto di Lamezia Terme.

Ad oggi, il destino della Sogas e di conseguenza anche dell’aeroporto dello Stretto è appeso a un filo. Non è detto che se la società di gestione fallisse, chiuderebbe anche l’aeroporto, ma per Porcino che ciò possa accadere è un’ipotesi molto probabile. L’Enac vuole fatti concreti. E se non sarà così, arriveranno i guai. La Sogas chiuderebbe i battenti. Successivamente, l’Enac potrebbe indire un nuovo bando, come è successo per Rimini, ma a quel punto si dovrebbe attendere, e sperare, che qualcuno sia disposto a farsi carico di una società che a quanto è emerso ha una perdita strutturale di circa 150 mila euro al mese.

Cominciamo dai dati. A quanto ammontano debiti e crediti della Sogas?

P. Il debito della società ammonta a 8 milioni di euro, i crediti a 11 milioni e mezzo di euro.

Il grido d’allarme lanciato qualche tempo fa era una provocazione o è davvero reale la chiusura dell’aeroporto?

P. No, non era una provocazione, voleva essere solo una rappresentazione della realtà. Non è possibile che i soci, a parte la Provincia, continuano a rimandarci.

Parliamo del ruolo che hanno avuto e che hanno gli enti soci. Partiamo dalla Regione Calabria. Quanto vi deve e perché non ha pagato?

P. La Regione le quote non le ha mai pagate.

Perché?

P. Nel luglio 2012, la motivazione era stata:’Non abbiamo ancora il capitolo di bilancio, dobbiamo fare la variazione di bilancio entro il 31 dicembre’. E’ stata quindi l’amministrazione Provinciale di Reggio ad anticipare i soldi per la Regione, circa 400 mila euro. La Provincia è arrivata finanche ad emettere decreto ingiuntivo. Successivamente, la Regione è venuta fuori con un’altra storiella: ‘Non possiamo pagarvi perché sono aiuti di stato’. Fatto smentito nel luglio del 2014 dalla Commissione Europea che disse che non si trattava di aiuti di Stato. La storia degli aiuti di stato è solo un alibi (per non pagare, ndr).

C. L’aeroporto di Reggio è un caso internazionale. E’ stata la cavia di un processo giuridico normativo in merito agli aiuti di Stato. L’Unione Europea ha discusso sull’aeroporto di Reggio, in quanto il carissimo governatore Loiero (Governatore della Calabria dal 2005 al 2010, ndr) aveva chiesto l’intervento della Commissione Europea dicendo: ‘La Sogas mi ha richiesto il pagamento delle perdite ma non dobbiamo niente a nessuno perché sono aiuti di Stato, non possiamo farlo’. Contemporaneamente, però, lo aveva fatto per Crotone e per Lamezia. L’assessore dei Trasporti a quel tempo era Naccari. La richiesta di intervento della Commissione Europea per l’aeroporto di Reggio è stata l’unica fatta in Europa. Dopo è intervenuta una richiesta per Alghero, per altro però. L’obbligo del socio di ripianare le perdite, è un obbligo che gli proviene dalla legge, non può assolutamente esimersi dal farlo. La storia degli aiuti di stato è stata sempre un alibi.

In tutto, quindi, quanto vi deve la Regione?

P. Abbiamo un credito di 374 mila euro, come quota di capitale della perdita 2013. Ma ci sono ulteriori crediti che vantiamo nei confronti Regione non in quanto socio, ma in quanto istituzione. Per esempio, ci derivano dall’applicazione della Legge 35 del settore turistico, che prevede degli aiuti per tutti e tre gli aeroporti per sponsorizzazione e altro, circa 340 mila euro. Noi non li abbiamo mai presi, mentre gli altri aeroporti sì. Vantiamo anche promessa di un Sieg di circa 500 mila euro, che però a quanto ci risulta ad oggi, non è mai andato avanti.

C. E, viceversa, il Sieg è andato avanti per Crotone.

Perché?

P. Sempre per la storia che sono aiuti di Stato…

Adesso c’è il nuovo Governo regionale. Proprio domenica scorsa Oliverio ha detto che sosterrà l’aeroporto. Come commentate?

P. Siamo soddisfatti di essere entrati del Piano degli aeroporti nazionali, è una grandissima conquista per la quale abbiamo lavorato tanto. E siamo soddisfatti delle dichiarazioni che ha fatto Oliverio perché ci ricordiamo di dichiarazioni totalmente diverse nel dicembre 2011, quando si diceva di mandare via il management. Questo management a qualcosa è servito. Ha tirato fuori dal pantano in cui si era andata a cacciare la società di gestione. Ancora c’è tanto da fare, questo non è un punto di arrivo ma è un punto di partenza. Non dobbiamo piangerci addosso, ma rimboccarci le maniche. Dal tunnel in cui ci siamo cacciati possiamo tranquillamente uscirne se rimaniamo tutti uniti e se non continuiamo a coltivare interessi di piccola portata che non hanno ragione di esistere. Ringrazio Oliverio e spero di incontrarlo presto per affrontare realmente i problemi dello scalo e venirne fuori in qualche misura. Con la precedente Giunta (Scopelliti, ndr) non siamo riusciti a cavare un ragno dal buco, anzi tutt’altro.

C. Oliverio ha dichiarato di appoggiare l’aeroporto di Reggio, cosa che per 4 anni non è stata fatta.

Ci sono gli altri soci: Provincia Regionale di Messina, Comune di Reggio e Camera di Commercio. Come siete messi?

P. Per ciò che riguarda la Provincia Regionale di Messina abbiamo un decreto ingiuntivo esecutivo, una sentenza del Tar, ma è da agosto 2011 che non riusciamo a prendere ancora i soldi. Vantiamo circa 400 mila euro a parte l’ultimo decreto ingiuntivo che abbiamo fatto. E’ aberrante. Per quanto riguarda il Comune di Reggio, fino a quando c’era Demi Arena, pur nelle difficoltà, ha pagato regolarmente fino al luglio 2012. Poi i commissari (la Triade commissariale che ha amministrato Reggio dopo lo scioglimento del Comune avvenuto nell’ottobre 2012 ad opera del Governo Monti, ndr), hanno sempre rappresentato difficoltà non dando mai una mano di aiuto concreta. L’importo è 133 mila euro, una quota molto bassa.

Vi siete già incontrati con Falcomatà?

P. Ancora non abbiamo avuto modo di parlare. Non c’è stata occasione forse perché è preso da molte cose. Forse lo incontreremo il 30 gennaio.

E la Camera di Commercio?

P. Ci deve 177 euro, sembra strano ma è così.

C: Dattola (presidente della Camera di Commerico, ndr) ci ha detto che la Camera di Commercio non può pagare, senza darci nessuna motivazione. E pensare che è un’istituzione che rappresenta gli imprenditori, cioè colori i quali rappresentano la maggiore utenza dell’aeroporto.

Se la Sogas dovesse fallire, che fine farebbe l’aeroporto?

P. L’aeroporto potrebbe anche non chiudere, l’Enac però lo rimetterebbe a bando. Ma il problema è proprio metterlo a bando. Le uniche due esperienze in Italia sono Rimini e Forlì. A Rimini la società di gestione è fallita, eppure nonostante l’Enac abbia fatto il bando ancora non sono riusciti ad assegnarlo, e stiamo parlando di Rimini. Se una società come la nostra va a fallire, con l’attuale perdita strutturale di due milioni l’anno, non so quale imprenditore sarebbe disposto ad intervenire per andare a perdere ogni mese 150 mila euro.

C. Pensi che per Rimini è passato già più di un anno.

Come si può salvare la Sogas, ammesso che i soci paghino le loro quote?

P. La Sogas ha necessità di fare una bella cura dimagrante. Una cura abbastanza consistente l’ha già fatta per quanto riguarda tutti i servizi che erano esternalizzati. Abbiamo risparmiato qualcosa come 2 milioni e mezzo l’anno. Negli anni passati si avevano perdite tra i 4 ai 5 milioni di euro l’anno.

Confindustria parla di disegno strategico contro l’aeroporto dello Stretto, siete d’accordo?

P e C: Dai segnali che ci arrivano sì, siamo d’accordo con Confindustria.

E chi vuole la chiusura dell’aeroporto?

P. Chi vuole che ci sia un solo aeroporto, chi finanzia un solo aeroporto.

C. E’ la politica, è un discorso di natura politica.

E secondo voi perché vogliono investire su Lamezia e non su Reggio?

C. Mi spiega perché vogliono togliere il Conservatorio, la dogana, la stazione sperimentale. Perché ci sono le navette da Palmi, da Gioia Tauro, da Siderno, da Locri, per Lamezia e addirittura pure per Crotone e per Reggio no?

P. Ma sehanno messo una corriera, pagata dalla Regione, che da Locri porta a Lamezia e non a Reggio…

Ma perché si è arrivati a questa situazione? Le colpe di aver frenato lo sviluppo dell’aeroporto sono solo della Regione e dell’Enac?

P. e C. Assolutamente sì, dei soci inadempienti e dell”Enac per le limitazioni.

P. E’ stato un trust a favore dell’Alitalia.

E voi? Pensate di aver amministrato bene?

P. Assolutamente sì, avremo forse fatto degli errori, ma noi abbiamo fatto il possibile.

C. Se abbiamo fatto qualche errore lo abbiamo fatto non in malafede, abbiamo amministrato con vera dignità e nel rispetto assoluto della legalità.

Parliamo della Fly Niki per esempio. Era stata annunciata in pompa magna, avrebbe dovuto garantire i voli per Vienna ma si è rivelata essere una presa in giro per i reggini…

P. Il tour operator ci aveva detto che dopo i primi voli ci avrebbe fatto sapere le disponibilità su Vienna. Ce li fece sapere, ma le condizioni erano talmente capestre che non le abbiamo neanche annunciate.

Io parlo anche di altro, sul vostro sito internet tra le destinazioni c’era anche Vienna. In realtà, però, i reggini non ne potevano usufruire…

P. Ha ragione…

Perché le compagnie low cost non arrivano a Reggio? Colpa solo delle limitazioni Enac?

C. Non volano qui perché qualcuno li deve pagare: le compagnie low cost vengono se qualcuno gli dà i soldi. Devono essere incentivate dall’ente pubblico.

P. Ryanair, per esempio, per andare a Crotone, prende 1 milione 702 in 6 mesi. Per Ryanair, invece, il problema è l’addestramento dei piloti. Hanno detto che le caratteristiche tecniche dell’aeroporto vanno bene, non è una questione di pista.

Altro sulla Regione?

C. Le racconto una cosa. Ad aprile 2013 arriva a Reggio Volotea e ha successo. A giugno Alitalia per fare concorrenza a Volotea mette un altro volo per Venezia, un volo diretto. Volotea si innamora di Reggio per il movimento che le crea. Tra fine settembre e ottobre 2012 sarebbe dovuto partire anche un volo per Genova. A metà settembre la Regione contatta Volotea tramite noi che le abbiamo dato il contatto. Dopo una settimana il volo per Genova da Reggio non è partito, mentre è partito quello da Lamezia. Loro (la politica, ndr) devono gonfiare Lamezia.

P. Perchè il catanzarese non deve venire a Reggio a prendere un volo? Per Volotea, per esempio, si sono comportati così perché bisognava creare problemi all’aeroporto di Reggio Calabria.

Ma non potevate parlare a chiare lettere con la Regione?

P. E quante volte abbiamo parlato, quante volte…

Altre questioni: limitazioni Enac e concessione trentennale. A che punto siamo? A dicembre c’è stato il Cda di Enac, ma in merito non si sono espressi…

P. Sulle limitazioni avevamo accelerato. La Commissione dell’Enac a fine anno ha reputato opportuno acquisire dei dati meteorologici più stringenti e ci ha consigliato di acquisirli dall’aeronautica militare, cosa che abbiamo fatto. La notizia che le fornisco è che questi dati, che riguardano la problematica venti, sono pervenuti il 21 gennaio e li abbiamo già trasmessi ad Enac. La percentuale di questo tipo di venti è dello 0,01 % sullo Stretto, cioè inesistente. Adesso deciderà Enac, siamo in attesa. Le limitazioni di terra le hanno tolte ad ottobre del 2013, sono già state concordate.

E sulla concessione?

P. L’Enac il 14 gennaio, su mia sollecitazione, ha scritto che le problematiche sono tre: mancata copertura delle perdite precedenti al 2013, mancato ripianamento delle perdite del 2013 e la terza questione è che non sono ripartiti i lavori per l’aerostazione. Per il primo punto, ci sarà stato un disguido con qualche tecnico perché in realtà tutto è stato coperto regolarmente, e quindi è stato risolto, grazie anche all’aiuto della Provincia di Reggio che pagò al posto della Provincia di Messina e della Regione Calabria. Per il secondo punto ci contestano il fatto di non aver ripianato le perdite del 2013, tranne che per la parte della Provincia. E i decreti ingiuntivi che abbiamo fatto non bastano. Il terzo è che non sono ripartiti i lavori per l’aerostazione, ma a breve potranno ripartire.

C. Occorre ripianare le perdite, cosa che ci consentirebbe anche di risolvere la questione aerostazione.

Con la concessione trentennale si aprirà ai privati?

P. e C. Si deve aprire ai privati.

Quali gli altri problemi da affrontare per la società?

P. Un’altra problematica che ci venne rappresentata dall’Enac a settembre, è quella delle perdita strutturale. L’Enac dice:’Io ti do una concessione totale, se però tu perdi ogni anno due milioni, come vai a coprirla? Avendo la concessione totale se i tuoi soci non coprono tu fallisci’. Dal 2003 al 2013 la società è sempre in perdita. Noi la perdita strutturale l’abbiamo individuata e prospettata ai soci già dal maggio 2013: la perdita è rappresentata dal costo del personale che è anomalo e anche dalla circostanza che il personale è in esubero, per un servizio che potrebbe fare un solo operatore ne utilizziamo tre. Dissi ai soci che le strade erano due: o andare a incidere sulla riorganizzazione e sulla ristrutturazione del personale, cosa che abbiamo iniziato e in parte abbiamo fatto, o coprire le perdite con due milioni l’anno messi a disposizione dai soci. L’altro settore che ci porta perdite è l’handling, perché c’è l’anomalia handling Alitalia e handling Sogas. Purtroppo, il servizio Alitalia è intoccabile. Adesso abbiamo fatto per il settore dell’handling una manifestazione di interesse per esternalizzarlo e intendiamo arrivare al bando. Le organizzazioni sindacali non credevano al progetto. A fine mese si chiude e ne vedremo delle belle, perché hanno partecipato società di carattere internazionale. Chiariamo, il personale deve essere Sogas.

Quali società hanno partecipato?

P. Non so se glielo posso dire, siamo in fase di gara, ma sono società di carattere internazionale.

Alcuni giorni fa i sindacati hanno prospettato l’ipotesi di creare un Consorzio tra i tre scali calabresi…

P. C’è già il Consorzio, l’abbiamo creato due anni fa, ma ci siamo sono noi e Crotone, Lamezia non ha inteso partecipare perché reputa di essere superiore rispetto agli altri

C’è poi la questione del personale. Si parlava di unità in esubero…

P. L’esubero lo assorbiamo, non ho mai parlato di licenziamenti. Ho sempre detto ai sindacati che questa parola non intendo pronunciarla perché sono più padre di famiglia di loro, perché sono più anziano. Ho parlato di esuberi, è vero, lo confermo ma ho parlato di esuberi che possono essere in parte assorbiti e per chi non ce la fa, perché è invalido o per altre motivazioni, occorre trovare un ammortizzatore sociale. Avevamo previsto anche un corso di riqualificazione perché è arrivata alcuni giorni fa una nota dell’Enac: nell’ambito della Spending review le società di gestione non possono più fruire il varco carraio e il varco passeggeri delle forze delle polizia e della Guardia di Finanza. Da adesso sono le società di gestione a farsene carico. Noi lo vogliamo fare, ma abbiamo grandi problemi con i sindacati, non riusciamo a dialogare.

C’è poi il caso di del dipendente Angelo di Bua, dice di avere delle intercettazioni inquietanti…

P. Di Bua è un caso a se stante. Glielo spiego. E’ rientrato dalla cassa integrazione e ha chiesto di rientrare in servizio. Abbiamo organizzato un corso di aggiornamento ma lui non ha inteso partecipare. Abbiamo previsto un periodo di affiancamento con gli altri suoi colleghi, ma non lo ha mai fatto. Lui è un responsabile in turno, mansione per cui sono previsti i turni. E lui non intende fare i turni, motivando la circostanza col fatto che viene da Capo d’Orlando. Noi l’abbiamo messo in turno e non ha mai fatto un turno. Dopo tre contestazioni che gli abbiamo fatto, alle quale lui ha risposto con lettere di minacce abbiamo dovuto procedere al licenziamento. Se lui reputa che il licenziamento non sia corretto si può rivolgere al giudice del lavoro, dov’è il problema? Ci confronteremo…

I sindacati hanno detto che non avete un piano industriale serio che possa incrementare le compagnie aeree, e quindi i passeggeri.

C. Sì, e come mai l’Enac ci ha preso in considerazione la trentennale? La trentennale la possono prendere in considerazione solo sulla scorta di un piano industriale serio. Dopo il nostro arrivo è stato possibile portare due bilanci non in perdita perché abbiamo recuperato porcherie, abbiamo recuperato ricavi, non fatturavano.

P. I sindacati dicono che siamo in perdita strutturale perché abbiamo pochi passeggeri per coprire due milioni di perdite. Noi, se avessimo avuto 100 mila passeggeri in più quest’anno, avremmo ricavato in più 1 milione 575 mila euro. Di questi ci sarebbero rimasti 600 mila euro. Quindi avremmo ottenuto 600 mila euro per ogni 100 mila passeggeri. Per coprire la perdita strutturale di 2 milioni avremmo avuto bisogno di 300 mila passeggeri, e stiamo dicendo senza ulteriori costi, cosa impossibile. In questo modo saremmo arrivati a 850 mila passeggeri. Ma noi non potremmo arrivarci perché l’aerostazione non potrebbe supportarli. E’ un cane che si morde la cosa. Inoltre, perché all’aeroporto ci devono essere tre responsabili in turno per le tre aree dell’aeroporto? Dovrebbe essercene uno. Quando avevamo nove persone in cassa integrazione, l”aeroporto ha funzionato regolarmente, anzi le dico di più. In quel periodo avevamo più voli rispetto al passato. Nel 2013 c’erano in più i voli per Torino in più, Venezia e Genova e Pisa e Bologna. Quindi con un maggior numero di compagnie, nonostante avessimo nove operatori in meno abbiamo retto tranquillamente.

Aurelio Chizzoniti ha parlato di molte ombre sulla gestione Sogas, per esempio il bilancio del 2012…

P. Non possiamo approfondire perché c’è un’inchiesta della magistratura aperta e aspettiamo gli esiti.

Chizzoniti ha anche parlato di assunzioni, mentre piangete miseria…

P. Abbiamo semplicemente stabilizzato del personale che è da oltre 15 anni era sballottato tra una società e l’altra.

In conclusione, cosa vi augurate?

C. Innanzitutto la copertura delle perdite da parte dei soci. La società in questi tre anni non ha avuto un euro. Gli ultimi i soldi che abbiamo avuto sono stato quelli che la Provincia ha erogato per coprire le perdite del 2010, in questi tre anni siamo andati avanti senza un euro.

P. Se non versano i soci non abbiamo dove andare. Le altre cose vengono di conseguenza. Come fa a decollare la società con il peso di debiti che ha? Anzi che l’abbiamo tenuta in piedi per tre anni, ma oggi tutti i nodi sono arrivati.

Se tutto andrà bene, quali saranno le prospettive future?

P. Se tutto andrà bene, e se riusciremo a portare avanti tutto quello che abbiamo messo in atto, da qui ad aprile, quando partiranno le due tratte di Pisa e Bologna, avremo una società totalmente nuova, rinnovata snella ed efficiente.

Fonte: http://w.ildispaccio.com/primo-piano/65467-sogas-appesa-a-un-filo-politica-voleva-chiusura-senza-soldi-fine-sara-realta


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16 commenti

  1. E chi vuole la chiusura dell’aeroporto?

    P. Chi vuole che ci sia un solo aeroporto, chi finanzia un solo aeroporto.

    C. E’ la politica, è un discorso di natura politica.

    E secondo voi perché vogliono investire su Lamezia e non su Reggio?

    C. Mi spiega perché vogliono togliere il Conservatorio, la dogana, la stazione sperimentale. Perché ci sono le navette da Palmi, da Gioia Tauro, da Siderno, da Locri, per Lamezia e addirittura pure per Crotone e per Reggio no?

    P. Ma sehanno messo una corriera, pagata dalla Regione, che da Locri porta a Lamezia e non a Reggio…

    E’ COLPA DI CATANZARO CAPOLUOGO DI REGIONE ecco la verità. (se queste sono le premesse per ilrilancio di RC aeroporto, credio che entro l’anno chiudera Sogas e lo steso aeroporto)

  2. Ma questa cos’è un’ autodenuncia??? Vi ricordo che questi soggetti sono ancora a piede libero…

  3. La magistratura si svegli! Che acceleri l’indagine perché questi sono soldi nostri e nelle mani di questi individui fanno una brutta fine, anzi l’hanno già fatta, peccato!
    Adesso la colpa è di Catanzaro, solo colpevoli, solo complotti, Porcino giustifica così la sua incapacità.
    Dimettetevi sarebbe la cosa migliore…….

    E voi? Pensate di aver amministrato bene?
    P. Assolutamente sì, avremo forse fatto degli errori, ma noi abbiamo fatto il possibile.
    C. Se abbiamo fatto qualche errore lo abbiamo fatto non in malafede, abbiamo amministrato con vera dignità e nel rispetto assoluto della legalità.

    Si sente il rumore delle unghie sullo specchio……….

  4. Chiedo a qualcuno di aiutarmi perchè sono molto confuso.
    spero non sia un’intervista reale ma un qualcosa scritto a tavolino altrimenti mi chiedo come alla presunta giornalista non siano venute in mente certe domande e non si isa accorta di bugie macroscopiche.

    1) All’inizio sembra sia tutto colpa della Regione, andiamo a leggere cosa dichiarano i nostri eroi…
    Cominciamo dai dati. A quanto ammontano debiti e crediti della Sogas?
    P. Il debito della società ammonta a 8 milioni di euro, i crediti a 11 milioni e mezzo di euro.

    In tutto, quindi, quanto vi deve la Regione?
    P. Abbiamo un credito di 374 mila euro, come quota di capitale della perdita 2013 (…) applicazione della Legge 35 del settore turistico, che prevede degli aiuti per tutti e tre gli aeroporti per sponsorizzazione e altro, circa 340 mila euro.

    Per un totale di 714.000 euro…su 11 MILIONI di euro…manco il 10%…ed è tutta colpa della Regione.

    poi viene il bello: Vantiamo anche promessa di un Sieg di circa 500 mila euro…
    cioè questi in un bilancio certificato, previsto dal codciv ci mettono le promesse! E sono tecnici ed esperti…ahahahha

    Già qui la giornalista doveva alzarsi ed andarsene e dire: signori andate a prendere per il culo qualcun altro…ma gli 8 MILIONI di debiti, ce lo vogliono dire come li hanno contratti?

    alla fine si scopre che gli enti soci che dovrebbero salvare la sogas devono in tutto 1.247.177 euro-
    Quindi se li togliamo agli 8 milioni ci restano quasi 7 milioni di debito…ce lo dicono come li hanno fatti?
    E’ normale accettare una frase di queste: Se una società come la nostra va a fallire, con l’attuale perdita strutturale di due milioni l’anno, non so quale imprenditore sarebbe disposto ad intervenire per andare a perdere ogni mese 150 mila euro.

    ma davvero credono che noi, cretini, continueremo a pagare ogni mese 150mila euro per camparli?
    CHIUDETELA SUBITO! chiamate la magistratura che li commissari! sono impazziti.

  5. @ Migliazza

    non vi fate abbindolare dalla propaganda “Moti del 70” di questi ciarlatani. Il Minniti ha avuto collegamenti bus con Messina, Rc Porto e Locride(fino a Caulonia) per anni senza che Sogas abbia mai veramente pubblicizzato tali servizi. I nuovi collegamenti Locri-Lamezia non hanno nemmeno un anno di vita e meno male che ci sono, visto che lA gente deve comunque spostarsi e da Rc e’ diventato impossibile per la cattiva gestione Sogas. Cortesemente, finiamola di fare sterili dichiarazioni stile moti del 70 Che sono inutili guerre tra poveri. Anche per questo motivo la Calabria non e’ mai cresciuta.

  6. @ Pilota75:
    Tu vuoi sapere come hanno fatto i debiti, io invece vorrei sapere quali sarebbero questi 11 milioni di crediti. Vuoi vedere che questi 11 milioni di crediti sono tutti soldi che le compagnie ormai fallite come MyAir, Alpi Eagles, Club Air, Italì, ecc… dovevano alla SOGAS e che non vedranno mai?

    Poi se si fa il bando per la nuova Società, quest’ultima non si accollerebbe i debiti SOGAS, ma ripartirebbe da zero e con almeno il 51 % privato.

    @ michele:
    Si va bene, allora come non citare l’occasione avuta con il Pontile dove scendevano in media 5 passeggeri dall’Aliscafo e come non citare la deserta Stazione Ferroviaria.

  7. @ Roberto Sartiano (Fondatore):
    Veramente la mia domanda era un’altra.
    Quasi ogni giorno la SOGAS ci bombarda con allarmi dicendo, correggetemi se sbaglio, che la causa di tutto è la mancata ricapitalizzazione da parte della Regione.

    Dicono di avere 8 mln di debiti, cioè soldi che loro devono ai fornitori, tasse, dipendenti…ok?
    Dicono anche di avere 11 milioni di crediti, cioè soldi che devono incassare. ok?

    Oggi scopriamo che i soldi da cui dipende la vita di 95 dipendenti, di un aeroporto e di una città (a dire loro) sono scarsi 1 milione…quindi con questo milione abbattiamo 8? Ma pensano davvero che siamo cretini?

  8. @ Roberto Sartiano (Fondatore):
    Pienamente concorde con te sul bluff dei debiti…se sogas fallisce chi arriva mica si assume 93 persone…con 50 haivoglia a fare le due cose che fanno!

  9. @ Roberto Sartiano (Fondatore):
    Vi ricordo che nel periodo in cui fu attivato il pontile con collegamenti diretti via aliscafo con Messina, su Reggio vi erano pur sempre quattro o cinque voli giornalieri non proprio economici, pertanto non essendoci offerta non vi era utenza messinese.Son sempre più sicuro nel dire che se ci fosse un’offerta adeguata alle esigenze dei passeggeri, noi messinesi saremmo i primi a riempire il Vs. scalo…

  10. @ giuseppe:
    Nessuno ce l’ha con i messinesi.
    Critichiamo le risposte ridicole di porcino & calarco secondo cui la colpa è della politica regionale che non attiva collegamenti di superficie tra reggio e il mondo intero….dimenticando che lamezia è in mezzo al nulla, reggio è nel centro cittadino e si potrebbe anche andare in autobus…ma loro sono bravissimi e quindi non hanno colpe!

  11. Assurdo! Al limite del ridicolo! Ho sempre avuto grandissimi dubbi sulle capacità (inesistenti) di questa società, partendo dalle dichiarazioni dell'”aereo grosso”, termine non propriamente aeronautico per un B757, alle continue critiche con la Regione; ma questa intervista è ridicola… possibile che non si rendeno conto delle cose che dicono? Come si fa a mettere gente così incapace alla gestione di uno scalo?! senza parole…

  12. @ Roberto

    Hai fatto bene a menzionare i vecchi collegamenti marittimi e ferroviari, io mi ero infatti soffermato solo su quelli su gomma visto che nell’intervista erano stati messi in evidenza. In effetti di occasioni mancate e’ lunga la lista per il Minniti. I cittadini calabresi hanno sufficiente onesta’ intellettuale per distinguere le chiacchiere demagogiche dalla realtà’ quotidiana. Dovrebbero farsi un’esame di coscienza e smetterla di fare a scaricabarile…….non siamo più’ nel Luglio del 1970 per fortuna.

  13. @ MIchele:
    Ne ha perse a iosa di occasioni l’Aeroporto dello Stretto. Ed un’altra occasione che quasi sicuramente perderà sarà quella che pubblicherò in un articolo domani. Vi tengo sulle spine…

  14. @Michele sono totalmente d’accordo con te.

  15. Io ultimamente sto usando Lamezia e non Reggio e di collegamenti di linea via terra con la locride non ci sono (sono durati pochissimo). Infatti sono costretto ad affittare l’auto. Invece dovrebbe esserci il bus di Federico (pessimo servizio) che collega l’aeroporto di Reggio con la locride.

  16. Leggo oggi sulla Gazzetta che per il Bilancio 2014 la perdita si aggira intorno ai 2 milioni di Euro.

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