Aeroporto Reggio Calabria: UGL TA, “si naviga a vista”

Riceviamo da UGL TA e pubblichiamo:

Una vetusta aeronave naviga nel buio pesto per una rotta incerta, racconta di uno storico passato che rifulge a prescindere, ornato da splendide rimembranze le cui ingiallite diapositive sono ancora impresse fra i detentori di chiome dal tempo argentate ma lasciata, tuttavia, all’incuria e al decadimento più becero. Le odierne  fallimentari conseguenze, a conferma di seriali eterodossie, attecchiscono, sparse ovunque alla mercé di tutti, ridondanti analisi, spesso populiste, ad opera di avventisti commentatori post moderni i quali pare abbiano d’improvviso scoperto la scrittura soltanto a tumulazione avvenuta.

Oggi la consolle di comando è amministrata da un trio saggio e super partes, autorevole timoniere, forte e saldo nello spirito, vessillo di legalità, rispettato ed ascoltato da quasi tutta la ciurma sfiancata, smarrita e confusa, il cui sguardo si dilata su un futuro difficile da immaginare.

Dalla cabina di comando della obsoleta “sgangherata” alata rimbombano, ciononostante, urla, schiamazzi e strepitii dell’equipaggio che lottando, caparbiamente e a rigor di legge, scosta atteggiamenti improbi tra i più. Tutto ciò mentre massicci cumulonembi troneggiano all’orizzonte e la tempesta, minacciosa sullo sfondo, non promette nulla di buono.

Sebbene brumosa, diversa è l’atmosfera sottocoperta, nella pancia della sconquassata aeronave, infatti, uomini, donne, giovani e anziani, tutti insieme, proseguono il viaggio oramai in silenzio, confusi, sballottati da una parte all’altra. S’interrogano sul proprio destino, con rabbia e determinazione alcuni, con rassegnazione altri; tra taluni, invece, il disfattismo ed il qualunquismo la fanno da padroni. “Lontani” i tempi in cui l’unione avrebbe creato l’unica forza possibile per contrastare l’amarezza dilagante e l’ansia di chi, per primo, solcherà il piano patibolare a remissione del proprio scalpo. Occasione democraticamente persa? Si dispensa dai pentitismi.

Stati d’animo contrastanti, dunque, tenuti soffocati per una sorta di tacito quieto vivere e proprio per questo, pronti ad esplodere da un momento all’altro? No, assolutamente no; micce annacquate, come accennato.  Risultato? Una comunità in ebollizione i cui segnali d’insofferenza, inviati a coloro i quali devono decidere rotta e destinazione dell’aeronave, sono semplici teorie da Bignami in disuso.

Si naviga, quindi, a vista, miglio dopo miglio, onda dopo onda, l’aeronave arranca, beccheggia verso lo stallo, devia in continuazione a sinistra e destra e se non fosse per quel trio, saggio timoniere, che riesce in qualche modo a governarla, a tener fede alla dignità e al prestigio del “glorioso” tempo andato, probabilmente sarebbe già disastrosamente precipitata lasciando gongolare, oltremodo, gli incontrastati colpevoli della cabina di comando, rei dell’apocalisse fallimentare e indiscutibilmente all’origine del male.

Reggio Calabria 30/01/2017

(RSA UGL TA Salvatore De Lorenzo)


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7 commenti

  1. Altra nota – chissà quale penna si è cimentata stavolta – di questa sigla sindacale che nulla toglie o aggiunge alle problematiche in cui versa lo scalo.
    Più che altro sembra un messaggio in codice diretto a qualcuno/qualcosa di non ben definito in cui si usa un linguaggio tutto da criptare che nulla ha a che fare con problematiche di tipo Sindacale (maiuscolo) e che non fa certo onore, anzi lo discredita, al mondo al quale appartengono o dovrebbero appartenere. Quello del lavoro.
    Mondo in cui il mandato che viene conferito loro dai lavoratori è chiaro e ben definito. allo stesso modo dev’essere comprensibile a tutti quello che si intende dichiarare non prescindendo dai destinatari delle missive e delle loro eventuali lamentele.
    Altrimenti, a mio avviso, si sconfina in ambiti non consoni alla missione e, nel qual caso “rutta pi rutta rumpimula tutta”, sarebbe pure opportuno modificare lo statuto dell’associazione.

    Fatta la breve premessa frutto di personalissime considerazioni, mi risultano poco comprensibili i motivi per cui questo spazio si presta (volentieri?) a fare da cassa di risonanza ad argomenti che, come prima accennavo, nulla aggiungono, nulla comunicano, nulla chiariscono, nulla rivendicano oltre a non essere ingrediente di discussione.

    Saluti

  2. @ Emigrato:
    “Questo spazio”, come lo chiami tu, ciò che riceve per email lo ha sempre pubblicato senza mai applicare alcuna censura.
    Cosa deve rimproverarsi “questo spazio”?
    Credo nulla, la nostra coscienza è a posto così.

  3. @ Emigrato:
    Più che Emigrato, Emi..ingrato.

    Saluti

  4. @ Roberto Sartiano (Fondatore di AeroportiCalabria.com):

    Non contesto la linea Roberto (e ci mancherebbe) ma credo che quanto voi decidete di pubblicare deve almeno avere un minimo di attinenza alla preziosa funzione che svolgete (informazioni sugli aeroporti calabresi) e al tema principe intorno al quale è nato e vive questo spazio web che non è una mia estemporanea definizione.
    Un filtro credo sia necessario, altrimenti correte il rischio di essere visti come coloro che si prestano a diffondere segnali ambigui, oscuri i cui contorni sono indefiniti per definizione.
    Quello, non ci piove, non è un comunicato Sindacale che troverebbe giustificazione. E’ un qualcosa che esula dalle tematiche qui pubblicate come stimolo ad una chiara e franca discussione.
    Come definirlo con esattezza non ne ho idea (oscuro?) ma mi piacerebbe conoscere la tua definizione, cosa ci hai capito e gli elementi che potrebbero essere meritevoli di stimolo ad una sana riflessione e /o discussione, lo ripeto ancora, chiara e limpida.
    Lo chiedo cortesemente poichè ritengo che se, per esempio, sul tavolo ti dovesse arrivare un comunicato pieno di sterco rovesciato addosso a non si sa chi e per cosa, lo stesso difficilmente verrebbe pubblicato.
    Ergo la censura centra poco.

    Cordiali Saluti

  5. Ma che razza di “comunicato” è? Come definirlo?

  6. @ Roberto Sartiano (Fondatore di AeroportiCalabria.com):
    ma no la nostra coscienza è a posto non è una bella affermazione ,

    non credo che basti avere la vostra mail per pubblicare tutto e di più , in queste settimane si decide il futuro degli aeroporti di reggio e crotone , leggendo in internet a crotone si stanno dannando l’anima per riaprire l’aeroporto , ma qui non viene data nessuna notizia , la cosa che mi stupisce è che qui non viene data nessuna notizia, dopotutto reggio e crotone cercano di uscire da questa situazione di incertezza , che le vede legate alla stessa vicenda del dando enac .
    peccato , mi sa che il sindaco di crotone e vari protagonisti sono sprovvisti del vostro indirizzo mail…..o semplicemente tutti nelle parole vogliono stare uniti e nei fatti ognuno sì zappulia la propria rrua portando avanti i propri interessi ( vedi vicenda sagas ) e ( comunicati titanico criptati del De Lorenzo) .

  7. Non c’è accordo sulla linea comune da intraprendere per riaprire l’aeroporto di

    Crotone entro l’estate. Questa l’estrema sintesi emersa dalla riunione del cda di Sagas, la società creata dopo il fallimento della Sant’Anna Spa, che si è consumata questa sera nella sala consiliare del Comune di Crotone. Alla riunione hanno preso parte il presidente della giunta regionale Mario Oliverio, assieme al sindaco di Crotone Ugo Pugliese, il presidente del cda Matteo Ambrosio e al vicesindaco di Isola Capo Rizzuto Carmela Maiolo. Il presidente del cda avrebbe riferito in riunione che non è possibile ritirare il ricorso presentato da Sagas avverso al bando Enac per la gestione trentennale degli scali di Crotone e Reggio Calabria, in quanto, nel frattempo, è intervenuta la sentenza della seconda sezione del Tar di Catanzaro. Sentenza che l’Enac ha già annunciato di voler impugnare davanti al Consiglio di Stato. Ecco perché si è scelto di temporeggiare in attesa che l’Ente nazionale per l’aviazione civile compia la sua mossa. Dopo si deciderà il da farsi. Avrebbe cambiato la sua posizione il sindaco Ugo Pugliese anche rispetto alla riunione avuta dai vertici di Sagas presso la Regione Calabria nella scorsa settimana, cui è poi seguito un confronto a Crotone con sindacati e Confindustria. L’idea di Pugliese sarebbe quella di mettere da parte l’idea di Sacal come società unica per gestire i tre scali e dare invece vita a un Ati che garantirebbe maggiori equilibri tra le compagini gestionali. Proposta, questa, che non piacerebbe al presidente Oliverio, ma su cui c’è da compiere tutta una serie di valutazioni tecniche e che inoltre richiederebbe un nuovo bando.

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