Area Metropolitana dello Stretto? Forse… solo a parole. Porcino: “Vogliono farci fallire”

“Non si tratta, inoltre, di società che persegue fini essenziali per la Provincia di Messina, tanto più che svolge la propria attività al di fuori del territorio di quest’ultima”. Una frase che non si riferisce all’ennesima società di servizi partecipata bensì addirittura alla Società di Gestione dell’Aeroporto dello Stretto. Un aeroporto che, al contrario di quanto affermato, per sua stessa collocazione geografica inevitabilmente invece è di enorme interesse per tutti quanti a vario titolo operano, lavorano e vivono nell’area che va da Reggio C. a Messina, istituzioni ed enti territoriali compresi. Quanto sopra riportato in virgolettato non consiste in una semplice dichiarazione di intenti di carattere politico o di stampo elettoralistico, bensì coincide con quanto contenuto in premessa di un atto di citazione notificato alla Società di Gestione dell’Aeroporto dello Stretto da parte dei legali incaricati dal Commissario della Ex Provincia Regionale di Messina.
Quasi come se il tanto invocato diritto alla continuità territoriale, quale presupposto per la città metropolitana dello Stretto,  ad ottenere adeguati servizi aeroportuali non valesse più nulla, non interessasse più a nessuno, non riguardasse appunto, anche e soprattutto, i cittadini residenti a Messina e Provincia, Isole Eolie comprese. Con buona pace di tutte le svariate tavole rotonde, convegni ed eventi promossi, a vario titolo e su entrambe le sponde, sulla futura creazione di un’unica grande Area Metropolitana dello Stretto. Un’idea, evidentemente, purtroppo destinata a rimanere solo tale. Una idea di facciata, dunque, valida …solo a parole.
A che cosa è servita la recente riunione in Commissione Trasporti – si domanda Porcino –  svoltasi alla presenza del Sindaco Accorinti e dell’Assessore Cacciola per il Comune di Messina, del Presidente Raffa per la Provincia di Reggio Calabria e, addirittura, anche dello stesso Commissario Romano per la Provincia Regionale di Messina, per parlare di Metromare, Ferrovie, Aeroporto, Porti di Tremestieri e di Giammoro e di diritti per migliorare la mobilità nell’area dello Stretto? Ma di quale Aeroporto hanno parlato i presenti?  Naturalmente – prosegue Porcino –  non intendiamo entrare nel merito della querelle giuridica poiché a farlo saranno i nostri legali incaricati presso le competenti sedi dove sarà valutata la fondatezza delle ragioni reciproche tra le parti.
Dal nostro punto di vista, piuttosto, ci sono fondati motivi per ritenere assolutamente pretestuosa una simile iniziativa. È l’ennesimo tassello che si aggiunge ad un mosaico che ormai si va delineando di giorno in giorno. Mi domando infatti – chiosa Porcino –  se per caso dietro tutti questi tentativi di danneggiare la Società di Gestione dell’Aeroporto dello Stretto non vi sia l’interesse a farci fallire a tutti i costi… Forse sullo sfondo ci sono gli interessi legati alla realizzazione di una società unica aeroportuale? Oppure, ancora, gli interessi legati al sogno dell’aviosuperficie da realizzarsi in quel di San Filippo sul Mela? Un opera pubblica, lo ricordiamo, per il cui studio di fattibilità, lo stesso Commissario Romano, ha già appunto previsto nella sua programmazione di spendere circa trecentomila euro di soldi pubblici, anziché pagare i debiti che l’ente da lui rappresentato ha nei nostri confronti. Un disegno – Conclude Porcino – che se dovesse realizzarsi, con la complicità di tutti gli attori in campo, finirebbe inevitabilmente per penalizzare fortemente non solo quanti, come noi, hanno davvero a cuore le sorti dell’Aeroporto dello Stretto, ma anche per pregiudicare inevitabilmente il destino occupazionale di tutti i nostri lavoratori. Con buona pace di quanti non avranno altra alternativa se non quella per volare di recarsi obbligatoriamente ed unicamente a Catania o Lamezia Terme. Se cosi non fosse, (ce lo auguriamo!) allora ci saremo sbagliati. Anche se, come ricorda un antico adagio, però sempre attualissimo, a pensare male si fa peccato però spesso…
Intanto per capire il futuro si attende la prossima Assemblea dei Soci Sogas SpA che si terrà il prossimo 15 aprile.

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6 commenti

  1. Non è che “vogliono farci fallire”, è che come da qualche mese spieghiamo sul Sito, non ci sono più le condizioni per salvare la Sogas.
    Di certo la Sogas non fallisce per quei soli 400 mila Euro che deve versare la Provincia di Messina.
    Poi non c’è bisogno di recarsi a Messina per fare dei sondaggi, ma basta comodamente da casa consultare alcuni siti dove sono gli stessi messinesi ad affermare che per volare usano l’Aeroporto di Catania il 90 % delle volte. Di fronte a questo dato di fatto nessun Ente logicamente ha intenzione di acquisire quote della Sogas.

  2. vorrà dire che faremo la fine di forlì .

    aeroporto chiuso e tutti a lamezia .

  3. mi sembra la storia del marito cornuto che è l’ultimo a capire le cose….

  4. Visito spesso questo sito davvero molto interessante ma non capisco il piagnucolare del dott. Porcino .
    Da un lato si lamenta dello strabismo della politica regionale a favore di Lamezia dall’altro però vuole obbligare Messina ed il suo vasto hinterland a venire a Reggio . Mi sembra quanto meno puerile .
    Cosa ha fatto in questi decenni la Sogas per attirare gli utenti della parte nord-orientale della Sicilia ?
    Bisognerebbe capire che se l’offerta di Reggio non è diversificata rispetto a Catania, i messinesi non verranno mai a Reggio. Preferiscono andare a Catania, o in caso di migliore o diversificata offerta vanno a Palermo o addirittura a Trapani .
    Lo Stretto di mare che ci divide esiste e non possiamo fare finta di nulla . A parte che viaggiare per mare in condizioni meteomarine non favorevoli non è gradevole e talvolta impossibile, non si può costringere gli utenti a levatacce notturne solo per fare piacere alla sogas. Si pensi a parti invertite se ad un reggino, inteso come soprattutto come provincia, venisse proposto di andare all’aeroporto di San Filippo del Mela e questo non gli offrisse dei vantaggi tali da superare il fastidio del viaggio .
    Non penso proprio che accetterebbe, non bisogna cadere nel campanilismo.
    Come si può chiedere all’utenza siciliana di utilizzare Reggio se molti reggini preferiscono andare a Lamezia o addirittura Catania ? Mi sembra un ragionamento del tutto utopico . Si pensi quindi a recuperare in primis la nostra utenza .
    Quanto poi alla regione dello stretto è come non conoscere la realtà delle cose . Ho vissuto a Messina nel periodo universitario ed ho potuto capire che Messina città é più legata al suo retroterra che a Reggio . Buona parte dei politici messinesi sono originari della provincia per cui non sentono affatto questo afflato verso la sponda calabra. In generale poi la popolazione della provincia reclama più attenzione da parte del capoluogo figuriamoci cosa accadrebbe se questo distacco venisse accentuato .

  5. MA perchè si piange??? Che trovi soluzioni!

  6. Sarebbe bene ricordargli che esistono le dimissioni.

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