Chizzoniti dice no alla riduzione della Torre di Controllo

Riporto da CorrieredellaCalabria.it:

L’allarme del consigliere regionale Aurelio Chizzoniti: «Non c’è pace per l’aeroporto dello Stretto»

REGGIO CALABRIA Con riferimento alle vicende che riguardano la realtà dell’aeroporto dello Stretto, il presidente della commissione di Vigilanza e Controllo del Consiglio regionale, Aurelio Chizzoniti, interviene denunciando «il preannunciato ridimensionamento della torre di controllo». «Non c’è pace – aggiunge – per l’aeroporto dello Stretto, la cui operatività transita da un problema all’altro e nel cui contesto si bussa ancora a denari per salvare il Tito Minniti che non corre rischi di chiusura indipendentemente dalle involuzioni finanziarie della Sogas, il cui salvataggio è cosa diversa rispetto alla struttura aeroportuale gestita in primis dall’Enac, come tutti gli aeroporti nazionali che non sono di proprietà delle società che li gestiscono. Ma questa volta la Sogas non c’entra, poiché irrompe nel proscenio aeroportuale nazionale un piano di ristrutturazione dei centri periferici di assistenza al volo nella cui ottica il personale di alto spessore professionale operante presso diversi aeroporti di non primaria importanza, e fra questi anche quello di Reggio, sarà trasferito ad altri centri di assistenza al volo e sostituito da giovanissimi già in ambientamento la cui inesperienza incide fortissimamente sui livelli minimali di sicurezza i cui parametri non dovrebbero prevedere sconti o svendite popolari».

«Personalmente ritengo fortemente irresponsabile – prosegue Chizzoniti – lo smantellamento della torre di controllo i cui operatori governano con grande perizia l’avvicinamento all’aeroporto mentre chi li dovrebbe sostituire è allenato a controllare il movimento ground ovvero degli aeromobili una volta atterrati. È logico e intuitivo pensare che neanche a livello nazionale si nutra grande fiducia in ordine al potenziale sviluppo dell’aeroporto calabro-siculo, visto che se ne programma il depotenziamento addirittura del controllo dello spazio aereo di pertinenza. Tutto ciò dovrebbe far riflettere chi pensa di risolvere i problemi rifinanziando per l’ennesima volta la Sogas indipendentemente dalla mai pianificata ristrutturazione e rilancio attraverso un piano industriale autenticamente tale. Quindi ulteriori nubi all’orizzonte che non sembra interessino granché i soci Sogas che insistono su un management che fin qui ha dimostrato, come quelli precedenti, di attentare anche alla continuità occupazionale determinando la corale reazione delle forze sindacali».

Fonte: http://www.corrieredellacalabria.it/index.php/economia/item/26422-%C2%ABno-alla-riduzione-della-torre-di-controllo%C2%BB


aereopiccolo AeroportoRC.com Nota di AeroportoRC.com:

Intendiamo fare delle considerazioni su questa vicenda. Dalle informazioni in nostro possesso, esiste un processo di riorganizzazione delle Torri di Controllo gestiste da ENAV che mira al contenimento dei costi (del personale in particolare). L’idea sarebbe quella di chiudere o ridimensionare su scala Nazionale le Torri di Controllo presenti in quegli Aeroporti con scarso numero di movimenti aerei. L’Aeroporto di Reggio Calabria nel 2006 ha registrato 11.414 movimenti e da allora in poi si è andati sempre a diminuire fino ad arrivare a chiudere il 2013 con 7.637 movimenti, ed il 2014 vedrà un ulteriore calo.

Ci sarebbe da chiedersi cosa abbia fatto la Sogas per arginare questa perdita, quali iniziative abbia promosso per intercettare compagnie aeree e passeggeri.

E’ chiaro che se un Aeroporto non funziona, a pagarne le conseguenze non sono solo i lavoratori di tutto l’indotto, ma l’intero territorio. E questa è una responsabilità non da poco…

Lo Staff di AeroportoRC.com


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3 commenti

  1. antonio raffaele

    Non credo sia stato fatto nulla per scongiurare questo nuovo colpo. Intanto a Lamezia ed a Crotone Ryanair annuncia nuovi collegamenti. Reggio sta a guardare e ignora tutto. Vivono beati nel loro criminale nullismo i nostri rappresentanti politici.
    Nessuno dei quali ha in mente una strategia per lo sviluppo del trasporto aereo. Il bello è che continuano a chiedere voti e, nei loro dibattiti, i vari candidati a sindaco non hanno nemmeno sfiorato il problema, gravissimo, dell’aeroporto dello stretto. Bisognerebbe che qualcuno spiegasse loro la centralità della questione in vista della costituzione della città metropolitana (avverrà mai?). Nessun tipo di sviluppo economico può prescindere dalla mobilità. Questi signori pensano invece a raccattare voti promettendo clientele, riempendo le liste di gente improvvisata che non ha una visione d’assieme delle priorità della città. In una Reggio già maltrattata dall’Anas e dalle ferrovie se chiude l’aeroporto è la fine. Ma pare che la questione non interessi nessuno. Dovremmo svegliarci e farci sentire.

  2. giuseppe scalise

    Non voglio essere ripetitivo , questo bel Paese , Gestito da altre 60anni da Impostori ,Disfattisti , Ladri di Primo Ordine .. All’Estero sarebbe Impossibile trovarne tali . C’erto una soluzione va trovata , non bisogna comunque nascondersi dietro i Vetri !!!!!! questi che si voglia o no sono il vero Cancro della nostra Nazione , Io mi auguro che il Signore Dio nostro faccia pulizia prima possibile !!!!!!!

  3. Mah…io attenderei un commento da Gabriele_Twr…qui mi sa tanto di qualche “anziano” che non vuole il trasferimento e la sta buttando in caciara, come “l’eroe” De Falco…

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