Minima Immoralia – La Sogas e i professionisti del volontariato

Riporto da Strill.it:

di Enzo Vitale – Il presidente della Sogas Carlo Porcino, nel valutare il PRM, servizio per il trasporto di persone con ridotta mobilità, obbligatorio e richiesto dall’ENAC, ha riscontrato una serie di irregolarità. Secondo l’AD il servizio PRM, gestito da un’associazione di volontariato dietro la corresponsione da parte della Sogas di € 60.000 annue, si sarebbe dovuto affidare a una società invece che a un’associazione. Anche perché la predetta onlus, obbligata a redigere un bilancio annuale non foss’altro perché avente rapporti con un CdA, dal 2008 avrebbe dovuto presentare un’opportuna quanto doverosa documentazione contabile, che però sarebbe stata consegnata solo nei primi giorni del dicembre 2011.

Come logica conseguenza di quanto sopra, l’AD Porcino, sulla scia di quanto effettuato dalla SACAL lametina, ha indetto un bando interno con l’obiettivo di internalizzare i servizi per gestirli e controllarli meglio. L’operazione dovrebbe portare un risparmio di circa € 30.000 ovvero del 50%.

Sorge spontanea la domanda: com’è possibile che un servizio esternalizzato sia costato più del doppio di quanto si presume possa costare se svolto con personale interno? Quesito apparentemente insolubile, ma dalla soluzione intuibile se si mettono a fuoco alcune norme fiscali e amministrative che regolamentano le attività delle associazioni non lucrative.

Le associazioni di volontariato, pur in possesso di partita IVA, possono svolgere un’attività commerciale solo se questa non è preponderante rispetto alle restanti e, comunque, dev’essere funzionale al migliore espletamento della mission statutaria. Questa attività commerciale è soggetta a tutte le norme fiscali che regolamentano la cessione di beni e servizi, né più né meno di quelle delle imprese.

Cosa diversa è se le cessioni di beni e servizi, comunque entro limiti “credibili”, vengono effettuate all’interno dell’associazione. In altri termini un associato può ricevere dall’associazione determinati servizi senza che questa sia obbligata a emette fattura o ricevuta fiscale in quanto il valore della transazione è forfettariamente compreso nelle quote associative.

Inoltre, le prestazioni di lavoro svolte da associati nei confronti dell’associazione, ovvero la fornitura dei citati servizi che vengono “girati” ad altri associati, possono anch’esse essere svolte fuori da ogni regolamentazione fiscale in quanto le relative retribuzioni si possono elargire sotto forma di “rimborso spese”.

Da quanto detto risulta evidente che le associazioni di volontariato sono come un’isola che il fisco può solo lambire. L’unica incombenza cui è tenuta l’associazione è quella dell’assicurazione obbligatoria per gli associati, per il resto basta un’agendina con due colonne per pagina, delle uscite e delle entrate: un po’ come potrebbe fare un’attenta massaia con le spese domestiche.

Ora, se tutto è legittimo per un’associazione parrocchiale che apre una P. I. per gestire il suo giornalino e poter incassare qualche soldino di pubblicità, si può ammettere che lo sia anche per grosse associazioni che movimentano anche più di centomila euro all’anno oppure addirittura che camuffano da volontariato una vera e propria attività commerciale?

Un’ultima domanda, retorica. Carlo Porcino, oltre a ricoprire la carica all’interno della Sogas, è uno stimato commercialista e, pertanto, non può non conoscere quanto viene nascosto sotto l’accogliente e non trasparente veste che ricopre le onlus: come avrebbe potuto assumersi la responsabilità di accettare che un servizio obbligatorio per l’aerostazione reggina potesse essere espletato in assenza di trasparenza fiscale?

A ognuno il suo mestiere, quindi: che le associazioni di volontariato facciano ciò per cui sono nate e mantengano le attività per le quali apprezzate e finanziate.

Fonte:

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 del 05 Marzo 2012 ore 08:40

Riportiamo la risposta di Anffas Onlus Reggio Calabria:


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3 commenti

  1. be sono della stessa idea del sig. porcino ma sarebbe stata doverosa anche una spiegazione su come hanno fatto ad assumere personale prm con una graduatoria provvisoria!!!!
    e poi guarda caso chi è stato assunto? le 2 nipoti del titolare della finta onlus ed il figlio di un dipendente sogas, forse x questo non c’è stato bisogno di rendere definitiva la graduatoria !!!!! quindi mi viene da pensare che era gia stato tutto stabilito e di conseguenza hanno solo fatto perdere tempo a tutti i partecipanti me compreso che ci ho rimesso una giornata di lavoro!!!!!

  2. Amici Anffas Onlus RC

    Caro Immorale, abbiamo una risposta anche per te. Effettivamente siamo un?Associazione di Volonatariato e, di conseguenza, anche Onlus, iscritta al Registro Provinciale al n. 137. La costruzione della graduatoria, se sei in ambiente aeroportuale, sai bene che è stata appannaggio esclusivo deri manager di Sogas senza possibilità di interferenze con possibilitàdi ricorrere. Per altri dubbi palesati e incontriamoci. Ciao

  3. Quindi cari amici di anfas ê stato tutto architettato a tavolino dal presidente della vostra onlus per far assumere le nipoti ed il figlio di un socio! Dovreste solo vergognarvi

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