Reggio Calabria tra i 26 aeroporti di interesse nazionali, Sogas soddisfatta: “il Tito Minniti è vivo”

Riporto da Strill.it:

”Per non uscir di metafora l’operazione è perfettamente riuscita ed il malato è in via di guarigione… Spiacerà evidentemente a qualcuno dover prendere atto di aver sbagliato diagnosi. Esaurite le polemiche
sterili, le piccole questioni di bottega rimangono i fatti. Magari anche i problemi. Insomma la realtà vera quella fatta di numeri e di dati oggettivi”. Così una nota diffusa dall’ufficio stampa della Sogas, che continua: ”Piaccia o non piaccia, l’Aeroporto dello Stretto è tra i 26 scali di interesse nazionale individuati dal Piano Nazionale degli Aeroporti riferito dal titolare del Ministero dei Trasporti in Consiglio Dei Ministri. Anche se, a dire il vero, per Reggio Calabria – precisa il Presidente SO.G.A.S. SpA Carlo Alberto Porcino – si tratta di una sostanziale riconferma rispetto alle previsioni già contenute dal precedente Piano del Ministro Passera. Tutti gli aeroporti presenti in ciascun bacino, spiega il Piano, che non siano altrimenti considerati Strategici o Regionali possono essere considerati di interesse nazionale, purché si realizzino due condizioni: la prima, “che l’aeroporto sia in grado di esercitare un ruolo ben definito all’interno del bacino, con una sostanziale specializzazione dello scalo”; la seconda “che l’aeroporto sia in grado di dimostrare il raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario, anche a tendere, purché in un arco temporale ragionevole”. Entrambe le condizioni andranno verificate sulla base del piano industriale (la seconda anche sulla base del Piano economico-finanziario) e la verifica periodica sarà effettuata dal Ministero in collaborazione con l’Enac. Oltre all’individuazione degli scali di interesse strategico e nazionale, il Piano prevede anche altre misure: strategie di potenziamento delle infrastrutture aeroportuali e dell’accessibilità ed intermodalità; misure di razionalizzazione dei costi dei servizi aeroportuali; indica la necessità di costituire una rete per il trasporto merci basata su asset strategici; la creazione di un nuovo assetto di aviazione generale; l’aggiornamento periodico del Piano, ogni tre anni.
L’Aeroporto dello Stretto – sottolinea Porcino – solo grazie all’intenso lavoro svolto in questo ultimo biennio dalla Sogas SpA, con importanti sacrifici da parte di tutti, oggi possiede entrambi i requisiti previsti dal Piano.
La Società di Gestione già da quasi tre anni ha presentato in Enac un preciso Piano Industriale ricomprendente anche un Piano economico – finanziario che sta seguendo alla lettera.
Sono stati internalizzati numerosi servizi prima affidati in esterno a ditte private, sono state accorpate e ridotte le aree funzionali da 4 a 2 (Progettazione e Manutenzione, Terminal e Movimento), da ben due esercizi si è centrato l’obiettivo del pareggio di bilancio segno di evidente equilibrio economico – finanziario. Questo almeno per quanto riguarda il presente dell’Aeroporto poiché ancora pesano notevolmente i forti debiti ereditati dalle passate gestioni.
A questi ultimi si aggiungono oggi le evidenti difficoltà da parte delle compagnie aeree a pagare con regolarità quanto dovuto al Gestore nonché i numerosi crediti esistenti soprattutto da parte della Regione (in attesa di convenzioni APQ per 9,5 milioni, finanziamenti da legge regionale  sul Turismo riferiti all’ultimo triennio 2009-2012 ancora non erogati, ecc..ecc..) tutti fattori che vanno determinando un deficit di liquidità di cassa colmati solo grazie al costante supporto garantito dall’Amministrazione Provinciale, su volontà del Presidente Giuseppe Raffa, in qualità di socio di maggioranza anche in via suppletiva rispetto agli altri soci.
L’Aeroporto dello Stretto, lo ricordiamo, ha per sua stessa collocazione geografica un suo naturale bacino di traffico che si riferisce a Calabria e Sicilia insieme. Una area urbana importante ed estesa che congloba Reggio Calabria e la sua provincia unitamente a Messina con il suo hinterland periferico e, soprattutto, con il mini Arcipelago delle Isole Eolie. Altresì, da oltre un decennio, il Tito Minniti si colloca all’interno del cluster degli aeroporti che totalizzano dati di traffico ricompresi tra le 500mila ed un milione di passeggeri con una sua specifica specializzazione. Un dato ormai consolidato ed acquisito nel tempo. L’utenza media dell’Aeroporto dello Stretto, infatti, è di tipo tradizionale e business, i collegamenti offerti dallo scalo Roma, Milano, Torino, Venezia, Genova sono finalizzati fondamentalmente a specializzare lo scalo sul traffico nazionale (collegamenti point to point) con qualche parentesi internazionale soprattutto legata ad esperienze di tipo charteristico.
Quello che ancora oggi chiede a gran voce l’Aeroporto dello Stretto al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti e soprattutto ad Enac – evidenzia Porcino – è di essere messi in condizione di poter competere alla pari con gli altri aeroporti di interesse nazionale, per poter stare sul mercato senza penalizzazioni oggi anacronistiche.
In primo luogo, si attendono ancora con ansia le promesse e previste modifiche da apportare all’AIP Italia (Aircraft Parking Docking Chart) che è il documento consultato da tutti i piloti e dalle compagne che descrive tutte le caratteristiche ed i limiti delle infrastrutture aeroportuali, grazie alle quali si potrà formalmente evincere l’avvenuta mitigazione delle precedenti prescrizioni in ordine alle limitazioni a terra (ground)  e in volo, soprattutto in materia di abilitazioni aeroportuali.  Per parte del Gestore tutto il possibile è stato fatto. Per aprire a nuove compagnie aeree tali modifiche sono un requisito fondamentale.
Altresì, il Gestore si riferisce ovviamente alla tanto attesa definizione dell’iter relativo al rilascio della Concessione Totale o trentennale. Un fattore che consentirebbe una ulteriore e migliore pianificazione degli investimenti, una accelerazione decisa rispetto alla prevista privatizzazione parziale dello scalo, senza trascurare le inevitabili ripercussioni positive in ordine economico e finanziario. Per questo ultimo aspetto basti ad esempio considerare che l’ammontare dei diritti per singolo passeggero oggi introitati dal Gestore si riferisce ancora a previsioni economiche risalenti al 2003 (pari al 50% di quanto dovrebbe essere) sicuramente penalizzanti rispetto a quanto accade oggi in altri aeroporti simili al Tito Minniti.
Infine, sul fonte del consolidamento e dell’ulteriore sviluppo del Network dei collegamenti domestici nazionali già attualmente presenti ed operati presso lo scalo, nonché della prospettiva legata alla apertura di nuove rotte, la Società di Gestione evidenzia come è costante l’interlocuzione attiva con diverse compagnie aeree che continuamente manifestano interesse ad operare presso lo scalo. Un qualificato supporto assicurato e fornito dagli uffici Sogas a tali compagnie che figurano essere, peraltro, proprio le stesse che hanno aderito alla ultima manifestazione di interesse promossa dal Dipartimento Turistico Regionale. In totale sono ben undici le compagnie aeree aderenti l’avviso che verranno invitate a formulare una loro offerta tecnica per le azioni di co – marketing .   Com’è quindi evidente – chiosa Porcino – i risultati prima o poi arrivano. Segno che la Sogas non ha certamente bisogno di facili Cassandre, ricette o qualunquismi di maniera, bensì di idee concrete ed attuabili in tempi brevi, qualora esistano. Idee e proposte sulle quali siamo sempre aperti, disponibili e pronti al confronto.

Fonte:


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25 commenti

  1. BRAVA SOGAS almeno questo obbiettivo è stato raggiunto!

    Adesso occorre essere coerenti con quanto dichiarato ed osservato.

    Dispiace dire che i Voli point to point attualmente sono strimizziti per non dire all’osso.

    Poco fa ho acquistato un Volo A/R Reggio Calabria/Milano Linate, Dio mio esistono solo due collegamenti e per giunta senza Sabato (ovviamento Blu Express non fa testo) certamente il prezzo è molto conveniente Prezzo € 55,07 Andata mentre Ritorno € 72,23 ma sono stato condizionato dalla fascia oraria e giorno della settimana!

    TUTTO Questo la SOGAS DEVE risolvere alla radice : le città italiane più rappresentative vanno attenzionate e non abbandonate, spero che SOGAS possa risolvere questo increscioso problema.

    Infine le infrastrutture.

    Un mio collega di Messina mi riferisce che per andare a Catania sborsa un prezzo ragionevole circa € 9,00 mentre per venire a Reggio Calabria che per lui sarebbe ideale paga di più ma con tanti trasbordi!
    SOGAS anche questo DEVE risolvere ma alla radice.

    Per Ultimo la Stazione RC Aeroporto è per niente utilizzata OCCORRE FARE FERMARE TUTTI I TRENI compresi i Metropolitani (a quando una Livrea per la MetroFerroviaria Reggina?) ed inoltre, SOGAS DEVE METTERE UN BUS ad OGNI TRENO anche pagando € 1,00 perchè come è adesso gestito il tutto sa da Paese in Via di Sviluppo e certamente come immagine di trasporto fa proprio ridere!

    Spero di essere stato chiaro e conciso ma mi rendo conto che i PROBLEMI sono molti per il “Tito Minniti”

    Un Saluto a Tutti Voi da Domenico.

  2. Vi spiego come avvengono i contatti tra la Sogas e le compagnie aeree.
    Sogas: “Salve, siete interessati a volare da Reggio Calabria?”
    Compagnia aerea: “Si, ma abbiamo stimato un riempimento degli aerei insufficiente a coprire i nostri costi. Inoltre dobbiamo abilitare i nostri piloti. Avete per caso contributi di Co-Marketing?”
    Sogas: “No, non abbiamo un Euro”
    Compagnia aerea: “Grazie, arriverderci…”

  3. Quando uscì il piano nazionale con ministro passera tutti gridarono al complotto perchè lamezia strategico e reggio nazionale. Oggi che siamo paragonati alla stregua di cuneo e con la limitazione ai voli regionali sono tutti contenti. Mah…non capisco.

  4. @pilota
    non siamo regionali ma nazionali, il che significa che attingiamo a risorse statali e non c’è alcuna limitazione ai voli regionali. E’ positivo invece che il piano si debba aggiornare ogni tre anni così, forse, alla sogas cominciano a lavorare (se ne sono capaci) perché mantenere le due condizioni per restare nell’interesse nazionale non sono semplici né scontate (c’è con noi cuneo ma anche torino bergamo e verona)
    comunque ecco i criteri:
    Undici aeroporti strategici e 26 di interesse nazionale. Il piano nazionale aeroporti targato Maurizio Lupi è approdato oggi, con l’informativa svolta dal responsabile del dicastero dei Trasporti, al Consiglio dei Ministri, confermando le indiscrezioni delle scorse settimane. Non più, o non solo, come per l’atto di indirizzo emanato da Corrado Passera al tempo del governo Monti, una semplice stretta aderenza al disegno delle reti Ten-T europee ma l’individuazione di 10 aree territoriali, da Nord a Sud, isole comprese, ognuna delle quali con un aeroporto ”strategico”. Si fa eccezione per il segmento Centro-Nord, che ne individua due, Bologna e l’integrazione Pisa/Firenze, sempre a patto che si raggiunga.

    LA NUOVA MAPPA
    Ne consegue una nuova mappa degli aeroporti italiani (che secondo il piano è ad aggiornamento triennale), così composta: Nord Ovest con Malpensa strategico, Linate, Torino, Bergamo, Genova, Brescia e Cuneo di interesse nazionale; Nord Est con Venezia e poi Verona, Treviso e Trieste; Centro Nord come detto con due scali strategici, Bologna, Pisa/Firenze, poi Rimini, Parma e Ancona. Passando al Centro Italia, Fiumicino è strategico e Ciampino, Perugia e Pescara sono di interesse nazionale. In Campania C’è Napoli Capodichino, con Salerno Pontecagnano classificato nazionale, mentre per l’area Mediterraneo/Adriatico Bari è scalo strategico, Brindisi e Taranto sono nazionali. Scendendo più a Sud, per l’area Calabria strategico è stato definito l’aeroporto di Lamezia, nazionali Reggio Calabria e Crotone; in Sicilia Orientale Catania strategico e Comiso nazionale e in Sicilia Occidentale guida Palermo con Trapani, Pantelleria e Lampedusa. Infine la Sardegna, con Cagliari aeroporto strategico più Olbia ed Alghero.

    COMPETENZE REGIONALI
    Gli altri aeroporti italiani? Come stabilisce il decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85, sono trasferiti a Regioni e Enti locali ”gli aeroporti di interesse regionale o locale appartenenti al demanio aeronautico civile statale e le relative pertinenze, diversi da quelli di interesse nazionale così come definiti dall’articolo 698 del Codice della navigazione”. Si torna insomma più alle indicazioni dello studio elaborato già da diversi anni dall’Enac che alla stretta pianificazione intermodale che vuole l’Europa, anche se il piano persegue ”l’inserimento nella programmazione e pianificazione delle istituzioni competenti, quali urgenti ed indifferibili, dei collegamenti viari e ferroviari con i tre gate intercontinentali”.

    NUOVI CRITERI
    I criteri di selezione che hanno portato ad una nuova gerarchizzazione del patrimonio aeroportuale nazionale sono quattro (gli stessi fissati dall’art. 698 del Codice della navigazione): il primo è il ruolo strategico dello scalo, seguono dimensioni e tipologia di traffico e, ultimo criterio, le previsioni dei progetti europei TEN, che articola la rete transeuropea dei trasporti in due livelli, una rete globale (”Comprehensive Network”), da realizzare entro il 2050 e una rete centrale (”Core Network”) da realizzare entro il 2030, che costituira’ la vera spina dorsale della rete transeuropea di trasporto. Obiettivo dichiarato del piano di Lupi e’ la creazione delle ”condizioni di uno sviluppo organico del settore nel quadro delineato dalla normativa nazionale ed europea di riferimento e in un’ottica di efficientamento e razionalizzazione della spesa”. Per individuare gli aeroporti strategici, sono stati individuati prima i bacini di traffico omogeneo, con distanza massima di 2 h di percorso in auto tra scalo e scalo. Divisa l’Italia in aree, sono stati presi in considerazione, innanzitutto, gli aeroporti inseriti nella core network europea, tra i quali, in primis, i gate intercontinentali (Milano Malpensa, Venezia, Roma Fiumicino). Pertanto, laddove, come nel bacino Nord-Ovest, sono risultati inseriti più aeroporti rientranti nella core network, si è individuato quale aeroporto strategico del bacino quello rivestente il ruolo di gate intercontinentale, ossia Milano Malpensa. Solo nel caso in cui – nel bacino individuato – non è risultato esserci alcun aeroporto incluso nella core network, si è individuato quale aeroporto strategico quello inserito nella comprehensive network con maggiori dati di traffico (rispettivamente Bari, per il bacino Mediterraneo-Adriatico, Lamezia per il bacino calabrese e Catania per il bacino della Sicilia orientale). Tutti gli altri aeroporti presenti all’interno di ciascun bacino sono stati considerati di interesse nazionale, purchè si realizzino due condizioni (non richieste, invece, per gli aeroporti che garantiscono la continuità territoriale), cioè che l’aeroporto sia in grado di esercitare un ruolo ben definito all’interno del bacino, con una sostanziale specializzazione dello scalo e una riconoscibile vocazione dello stesso (è il caso di Brescia e della sua vocazione cargo, ad esempio), e che l’aeroporto sia in grado di dimostrare il raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario, anche a tendere, ”purché in un arco temporale ragionevole”.
    SETTORE MERCI
    Per il settore merci, il piano ritiene ”imprescindibile per lo sviluppo del settore la costituzione di una rete basata su asset strategici, che sfruttando le specializzazioni esistenti diano risposte adeguate alle esigenze sia del trasporto cargo in stiva che a quello ”all cargo””. Mentre per l’aviazione generale (54 aeroporti non aperti al traffico commerciale, oltre 250 aviosuperfici, 460 elisuperfici e 3 idrosuperfici) si prevede maggior promozione a livello locale, l’attivazione con le Regioni di opportune iniziative per il loro eventuale trasferimento alle stesse, oltre all’individuazione di criteri e modalità per la costituzione di reti eliportuali su scala regionale e per possibili integrazioni con gli aeroporti commerciali.

  5. lamezia + strategico di LINATE e TORINO fa solo ridere….

  6. e soprattutto considerare linate alla stregua di cuneo e crotone… vabbè solite min***te all’italiana…invece di strapagare ryanair per fare collegamenti inutili da lamezia, perché la regione calabria non paga un paio di ditte per asfaltare i tratturi denominati con ottimismo ” strade provinciali” in giro per la regione, o perché non compra un paio di treni? meglio pagare irlandesi piuttosto che calabresi, vero regione calabria?

  7. @ from gebbione:
    Esatto, fa solo ridere ed io non lo tengo per niente in considerazione. Immaginate la Lombardia con solo Malpensa e senza Linate e Bergamo, su non scherziamo…
    Non cambia quasi nulla, alla fine hanno tagliato solo gli Aeroporti che non fanno 50.000 passeggeri l’anno che sono già tagliati fuori di per sè.

  8. @ mistero64:
    Regionale in aviazione significa nazionale. Secondo quei criteri reggio potrà collegare solo destinazioni italiane. Niente di nuovo. Tanto la sogas chiude prima.

  9. Sogas lamento continuo…é sempre colpa degli altri..se il nostro aeroporto é nullo..semplicemente falliti e vergognosi!manco il buon senso di chiedere scusa all’utenza per la fannulloneria, l’incapacità,e l’incopetenza che hanno!
    La Provincia farebbe bene a pagare gli stipendi arretrati al personale invece di comprare un pianoforte da 120mila euro (fonte la repubblica)per i loro piaceri….

  10. Stavo notanto che tra gli Aeroporti Strategici quello che fa meno passeggeri è quello di Lamezia. Questo per dire a che livello siamo in Calabria rispetto alle altre Regioni d’Italia.

  11. @ Roberto Sartiano:
    Ma infatti…se pensi che la mentalità tipo è quella di raffa che parla di diritto alla mobilità leso se cacciano il torino…dai è normale che ci ridono dietro!

  12. @ Pilota75:
    Dici la verità, te la sei stappata una bottiglia di spumante ora che Lamezia è diventato Strategico? Ahahah 😀

  13. @ Roberto Sartiano:
    Non dimenticare che la Calabria ha solo poco più di due milioni d’abitanti e in generale non esiste un settore industriale in grado di creare un volume consistente e regolare di business travellers sia nazionali che internazionali. L’unica è l’industria del turismo ma anche questa non è da grossi numeri se paragonata con le altre regioni che hanno gli aeroporti strategici.
    rgds

  14. @ Roberto Sartiano:
    No, dai è una notizia di due anni fa e cmq nn c’è bisogno di un decreto ciò che è sotto gli occhi di tutti.

  15. @BRAVO MISTERO64!
    Devi solo aggiungere che la musica è cambiata rispetto ai tempi passati, altrimenti adesso l’Aeroporto dello Stretto “Tito Minniti” sarebbe stato classificato COMUNALE, per la gioia dei tanti soliti stupidi che remano contro la città e il territorio reggino!

    I paletti legislativi e giuridici vanno preservati e mantenuti (vedesi il caso esemplare del recente trasferimento del Comando Militare Regionale da Reggio Calabria a Catanzaro solo perchè lì la legge riconosce il Capoluogo, VERGOGNA!)

    Per il resto è davanti agli occhi di Tutti soluzione all’Italiana !

    Comunque un plauso al simpatico @FROM GEBBIONE che rispecchia il sentire di TUTTI GLI ITALIANI (vedi la Regione Puglia su ryanair i pugliesi sono incavolati!)

    Un Saluto a Tutti Voi da Domenico.

  16. tutto avrei pensato ma che ci si potesse incavolare perché un aeroporto calabrese è stato considerato strategico questo mai

  17. @ from gebbione:
    strategico non vuole dire più importante anche perchè se così fosse considerare Reggio assieme a Linate fa ridere anc ora di più

  18. @ Roberto Sartiano:
    malpensa è strategico per il suo bacino (ripeto strategico non è importante)
    un domani se reggio dovesse inizare ad essere finalemtne e veramente l’areoporto dello Stretto anch’esso (a prescidenre dal rapporto con gli altri aeroporti) potrebbe diventare strategico

  19. @ vito migliazza:
    No l’Aeroporto dello Stretto non potrà avere questa forza, il Piano ha suddiviso l’Italia in macroaree ed ha assegnato l’etichetta di Strategico a quegli Aeroporti che per una serie di motivi (infrastrutturali, numero di passeggeri, ecc…) hanno una marcia in più rispetto a quelli definiti di interesse Nazionale. Per la Calabria è corretta l’individuazione di Lamezia come Strategico poichè in questa macroarea è l’Aeroporto più rilevante. C’è solo da dire e forse sarò ripetitivo, che rispetto alle altre Regioni d’Italia, la Calabria pur osannando le performance dello scalo lametino non è al passo delle altre, lo dicono i numeri. Rincarando la dose immaginiamo di togliere a Lamezia solo i passeggeri trasportati da Ryanair e dai voli Charter, ovvero circa un milione. A fine anno i dati di traffico saranno meno di un milione e mezzo di passeggeri.

  20. @ Roberto Sartiano:
    concordo: bisogna lavorare non in antagonismo per migliorare lamezia e reggio -secondo le reali vocazioni e possibilità- perchè crotone non ha motivo di esistere e meno che meno l’aeroporto della sibaritide

  21. vito, a me di lamezia frega assolutamente niente, per me potrebbe fare pure 10milioni di passeggeri, MA NON COI SOLDI MIEI, E DI TUTTI QUEI CALABRESI CHE A MALAPENA RIESCONO A PAGARSI UN AFFITTO! in calabria abbiamo BEN ALTRE PRIORITA’ che pagare ryanair per praticare voli assolutamente fuori luogo per una regione scassata come la nostra. non si crea turismo pagando ryanair. è il solo fumo che purtroppo in una regione morta di fame come la nostra, funziona sempre. finisse la regione calabria di pagare ryanair e vedi come lamezia torna quatta quatta ai suoi max 1 milione di passeggeri ( a essere ottimisti ). io vorrei che coi soldi regalati agli irlandesi per farci il favore di collegare lamezia a barcellona, per portare gli studenti catanzaresi mi si fanne a passista suora a rambla, si facesse regolare manutenzione delle strade schifose che abbiamo in calabria, si aggiustasse quello schifo di 106 che è una vergogna, si comprassero treni per collegare le città calabresi tra di loro, si creasse un servizio metromare reggio-messina decente, e non a prezzi di furto, si creassero depuratori per le fogne che rovinano i nostri 800 km di coste, si ripulisse dall abusivismo edilizio tutta la costa, etc etc. insomma, in calabria abbiamo bisogno delle cose fondamentali, non di un aeroporto STRATEGICO. strategico pi ccui? per il pennacchio di catanzaro forse. ma per favore, che regione schifosa. simu senza strati, senza treni, senza pullman, senza parchi, senza asili, senza lavoro e ddi quattro sordi chi avimu li dobbiamo pure regalare ai quegli squali di ryanair….ma piffauri…. a regione calabria….. chiesti simu….

  22. @ vito migliazza:
    crotone ha + diritto a essere migliorato di lamezia, perché per arrivare a crotone non c’è niente, lamezia è servita invece ben al di sopra delle reali esigenze del suo comprensorio, ha treni, che ci mettono relativamente poco per arrivare a roma, ha il ben di dio di aerei per roma, milano, bergamo, bologna, etc etc.
    quindi prima di sparare a zero sulle reali necessità di territori come il marchesato che è davvero abbandonato a se stesso, informati. che senso hanno 6 voli al giorno da lamezia a roma a 10 euro, quando a reggio nd’avimu a malapena 2 a minimo 50? ma la regione calabria aundi avi agghiri continuando su questa strada? invece di cercare di sviluppare le zone depresse, che facciamo, pavamu ancora ryanair per collegare lamezia cu new york magari? solo perché è STRATEGICO? ma ci rendiamo conto o no di come ci prendono per il culo i nostri politici con REGGIO CITTA’ METROPOLITANA, LAMEZIA AEROPORTO STRATEGICO, GIOIA TAURO PORTO D’ ECCELLENZA? quando apriremo gli occhi sarà sempre troppo tardi per questa regione di afflitti.

  23. Oggi sulla gazzetta, pag 13, il ministro lupi spiega il senso del PNA. In particolare dice che la condizione necessaria (evidentemente concordata, dico io), è che ci sia una società unica di gestione. Sogas inizia a liberare gli uffici….

  24. @ from gebbione:
    Complimenti per l’analisi…il meglio del qualunquismo..

  25. @ Pilota75:
    Condivido su un piano di gestione unica.

    @from gebbione:
    re: tuoi commenti 21 e 22, questi non fanno una grinza sull’attuale realtà calabrese in generale e di Reggio in particolare. Pregoti mandare una copia di questi tuoi commenti ai presidenti Scopelliti e Raffa.
    rgds

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