Aeroporto Reggio Calabria: voli Alitalia tolti dalle vendite. Scalo prossimo alla chiusura?

Icona AeroportiCalabria.com Nota di AeroportiCalabria.com

Vediamo di fare il punto della situazione cercando di delineare i possibili sviluppi futuri.

Alitalia ha tolto dalle vendite tutti i voli a partire dal 27 Marzo 2017. I passeggeri in possesso di prenotazione stanno ricevendo le email da parte della compagnia e possono scegliere la riprotezione su Lamezia o Catania, oppure il rimborso del biglietto.

Il 15 Marzo scadrà l’esercizio provvisorio della SOGAS e non essendoci ne soldi, ne la volontà per continuare per altri mesi, è molto probabile che si faccia solo uno sforzo per tenere aperto l’Aeroporto dello Stretto fino al 27 Marzo 2017.

Blu Express pare non abbia intenzione di proseguire i voli oltre metà Giugno 2017, ma in caso di chiusura del Tito Minniti terminerebbe le operazioni anticipatamente.

Il nuovo gestore degli Aeroporti calabresi, ovvero SACAL, dovrà certificarsi prima di poter gestire gli scali di Reggio Calabria e Crotone. I tempi tecnici dovrebbero aggirarsi sui 3 o 4 mesi, ma per la programmazione dei voli estivi si è in fortissimo ritardo. Se tutto va bene Reggio Calabria e Crotone potrebbero vedere i primi voli a partire da fine Ottobre 2017.

Lo Staff di AeroportiCalabria.com


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30 commenti

  1. Analisi perfetta e condivisibile.
    Non è che possiamo mantenere lo spasso al nulla.

  2. Deduco che per quest’anno non se ne parla di volare a Reggio C. in estate…

  3. Ma perchè non si sostituisce Alitalia con un’altro vettore aereo basta con questo tira e molla che vadano pure ce ne sono a bizzeffe di vettori, che la regione li finanzi e arriveranno pure domani

  4. Jon con che vettore? Non esiste un altro global carrier operante in Italia e capace ti farti arrivare a Reggio con un unico biglietto, check in, assicurazione e garanzia di riprotezione partendo da Tokio, Pechino, Santiago del Cile, Chicago, Toronto, Abu Dabi etc…

    queste sono politiche da feeding degli hub, non sono sostituibili da un vettore low-cost point2point a meno che questi non abbia un accordo con un global carrier per cui possa operare il volo per quella tratta.

    Si puo’ certamente creare un polo del low cost e viaggi stagionali a reggio ma onestamente non lo considero uno scalo prioritario per questo. E’ decentrato… i principale traffico low cost deriva da pendolarismo su Roma e Milano.

  5. Si ma se le tratte restano libere e sono prioritarie dato che Alitalia ha il monopolio assoluto su Reggio da sempre, si può fare in modo di occuparle se esiste ovviamente la volontà, volere e potere con dei lauti contributi tutto è possibile

  6. @ Salvatore:
    Evidentemente Alitalia non si riconosce come tale visto che si paragona alle low cost e chiede di essere trattata come tale.
    Purtroppo abbiamo becccato la peggior alitalia in termini di capacità manageriale, incapacità manifesta.

  7. Salve a tutti, vorrei richiamare l’attenzione principalmente su un punto, l’Alitalia ha su Reggio oltre 50 dipendenti, che sono ovviamente un costo elevato per la compagnia. Forse sarebbe stato più conveniente affidare i servizi di handling, check-in e altro alla sola società di gestione. Adesso vuole aiuti pubblici, per fare cosa? Il gestore fallito ha sicuramente risentito della mancanza di introito economico relativo ai servizi fatti in autoproduzione dall’Alitalia. Sicuramente le nuove compagnie non faranno l’errore di riempire l’aeroporto con proprio personale doppione di quello della nuova società di gestione. Io personalmente ho sempre considerato che l’Alitalia è stata un tappo allo sviluppo dell’aeroporto, perchè il regime di monopolio non è mai servito a nessuno.

  8. @ AIR:
    vero, sono un costo elevato per la compagnia, però non si capisce come mai questo personale verrà trasferito e non licenziato; se davvero è in perdita su Reggio.

  9. Per le certificazioni se vuole enac li fa in una settimana, su Crotone verifiche e idoneità già fatte nei giorni scorsi…ora si è in attesa delle carte. Per fine mese di Marzo 2017 lo scalo sarà operativo e idoneo ai voli.

  10. @ marco:
    A Crotone attualmente mancano i controllori del traffico aereo…e per quelli ci vuole almeno un mese a dir poco

  11. @ marco:
    ahahh ma sei serio?

  12. @ marco:
    Vero. A Crotone leggevo che hanno già fatto tutto. Qui sentivo dire sul forum che invece l’aeroporto verrà chiuso perché i tempi per la certificazione sono più lunghi. Come mai? E fino a quando? Qualche tecnico può rispondere?

  13. Leggo oggi sui giornali le critiche di tutti i politici calabresi e rappresentanti sindacali su cosa si fa chi lo fa come si fa ecc…
    Ripeto leggo solo critiche ma non ho ancora letto (da mesi) una proposta semi seria.
    E’ facile fare polemiche è difficile ricostruire, perchè non adottano tre mesi di silenzio e fanno lavorare in pace chi dovrà portare avanti un progetto sicuramente più serio dei precedenti?
    Lo ripeto per ricordarvi che adesso partirà la gara ad incontrare il Presidente SACAL, non per farsi spiegare il piano industriale, ma per far partire il piano raccomandazioni!!!! ( politici e sindacati in testa).

  14. @ Ash:
    dove avresti letto queste affermazioni?
    cosa è che avrebbero fatto?
    il 139 in due giorni? ahahah

  15. @ Carlo:
    Bravo…ricordiamo anche che i politici sono gli stessi che hanno portato al fallimento due società di gestione…e parlano ancora!

  16. @ Carlo:
    E’ vero probabilmente sarà una società un tantino più seria delle nostre pseudosocietà clientelari ma solo un tantino però…. lasciamoli lavorare in pace le critiche partono da chi ha paura dei cambiamenti e purtroppo la nostra splendida città è sempre vittima il problema di Reggio sono e saranno sempre i reggini.

  17. @ marco:
    @ Ash:
    Attualmente il Notam riporta che l’Aeroporto di Crotone resterà chiuso fino al 20 Maggio.

  18. Ripeto come confermato da addetti ai lavori che l aeroporto di Crotone sarà idoneo al volo da fine mese…sono state fatte tutte le verifiche su impianti, pista, torre, vvff..tutto idoneo e conforme…@ Roberto Sartiano (Fondatore di AeroportiCalabria.com):

  19. Dal sito bluexpress i voli risultano in vendita fino ad ottobre 2017 e saranno operati 7xw già da fine mese..

  20. @ marco:
    ma cosa stai dicendo…ma quali addetti ai lavori…ma sai cosa è il reg 139/14?

  21. @ Pilota75:vedrai…fine.

  22. Ottima mossa di blu express !!

  23. @ marco:
    vedremo…tanto mancano 20 giorni…vedremo se avrai il coraggio di tornare su questo sito a fare ammenda.

  24. Duello Alitalia-Regioni. “Penalizzati sugli incentivi”

    La posizione di Alitalia «è chiara. Gli incentivi alle compagnie aeree vanno bene purché siano fatti in piena trasparenza e con regole uguali per tutti». L’ex compagnia di bandiera si sente penalizzata dal trattamento riservato ad alcune società low cost, come Ryanair che riceverebbe fino a 80 milioni di euro all’anno da alcuni aeroporti italiani. Soprattutto nei giorni successivi al caso di Reggio Calabria, dove Alitalia ha chiuso le rotte che perdono 6 milioni di euro all’anno dopo tentativi di intesa andati a vuoto e mancati incentivi da parte degli enti locali. Il presidente della Calabria, Mario Oliverio, si dice ora pronto a riaprire un tavolo per discutere la situazione. I tempi però sono stretti e si cercherà una possibile soluzione mercoledì al ministero dei Trasporti.

    La conquista dei cieli

    È in corso una battaglia per la conquista dei cieli italiani. Le armi usate sono i prezzi dei biglietti aerei sempre più bassi e l’uso di incentivi spesso pubblici che gli aeroporti periferici controllati dagli enti locali sono disposti a dare alle compagnie a basso costo per farle volare. A vincere finora in questo scontro sono le low cost. Ryanair è ormai la prima compagnia d’Italia. Da tempo Alitalia ha dovuto cedergli lo scettro e si trova ancora una volta in difficoltà economiche, tanto che ora è impegnata in un’importante opera di riassetto con un nuovo piano industriale che punta anche a competere con le low cost.

    Impresa in cui credono a Fiumicino, ma che è comunque difficile, soprattutto quando il vettore irlandese continua ad aumentare le rotte nel Paese, 44 quelle nuove nel 2017. Il merito di questo successo va anche ad una parola: «co-marketing», grazie a cui Ryanair si è garantita il “controllo” di alcuni scali periferici che senza la compagnia scomparirebbero dalle cartine. In pratica gli aeroporti finanziano con accordi di marketing il vettore per l’apertura di nuove tratte – fino a 80 milioni di euro annui secondo alcune fonti – per avere in cambio voli quotidiani e milioni di passeggeri. Diverso invece il business della seconda low cost, Easyjet, che punta di più sugli aeroporti principali ottenendo sconti per operare. Questi accordi non sono stati considerati aiuti di Stato da Bruxelles. Molti altri vettori però lavorano in modo esattamente contrario, sono cioè loro a dover pagare per volare. E Alitalia non nasconde il disappunto, mentre Ryanair continua a stipulare accordi. Dal ministero dei Trasporti fanno sapere che «non si fanno differenze di politiche e le condizioni sono uguali per tutti».

    Contratti segreti

    Questo sistema a volte funziona, altre no. Casi di successo sono quelli di Bergamo e Pisa, dove i dettagli dei contratti vengono tenuti riservati. Secondo le stime di Andrea Giuricin, dell’Università Milano Bicocca, si parla di 20 milioni annui di finanziamenti da Orio al Serio e circa 10 dall’aeroporto toscano. «Sono investimenti profittevoli perché è cresciuto il traffico e le società hanno chiuso bilanci in utile», spiega. La formula a volte può essere invece fallimentare: stipulato il contratto tra lo scalo e la compagnia, arriva il boom iniziale, con buone ripercussioni economiche sul territorio, poi il sistema non regge più. Il traffico si stabilizza, arrivano le perdite e i piccoli aeroporti si affannano per rinnovare gli accordi e tenersi il vettore. Gli esiti possibili sono l’addio della compagnia e il fallimento dello scalo oppure si trovano altri fondi e si fanno altri debiti, coi soldi del contribuente.

    Il contratto in Sicilia

    Un esempio in questo senso è quello dell’aeroporto di Trapani, gestito da una società controllata dalla Regione Sicilia che ha rinnovato il contratto di co-marketing da sei milioni di euro in tre anni grazie all’impegno finanziario degli enti locali, dopo la minaccia di Ryanair di lasciare la città. L’aeroporto è gravato da debiti che derivano in gran parte da questi accordi e gli enti locali si sono impegnati ancora una volta per trovare risorse pubbliche e tenere la compagnia sullo scalo, che altrimenti chiuderebbe.

    Un altro accordo è quello tra la Puglia e Ryanair da 12,6 milioni di euro all’anno per gli aeroporti di Bari e Brindisi, e qui il sistema funziona. Stesso schema a Pescara, il cui aeroporto è in mano alla Regione: Ryanair ha vinto un bando e incasserà oltre 7 milioni per cinque anni. Per Nino Cortorillo, della Filt-Cgil, «alcuni aeroporti periferici sono legati a doppio filo a Ryanair che li vincola e in sua assenza è a rischio la stabilità economica. E’ un’arma di ricatto». Da tempo la compagnia irlandese è finita sotto la lente dei sindacati anche per le condizioni di lavoro dei dipendenti, molti dei quali hanno contratti con una società interinale a Dublino, quindi le tasse non vengono pagate in Italia né viene applicato un contratto nazionale. E per i piloti le condizioni economiche sarebbero diverse da quelle in altre compagnie tradizionali, con stipendi inferiori di circa 4000 euro e senza benefit: i piloti devono pagarsi il training per il brevetto, uniformi, telefono aziendale e il parcheggio.

    da La Stampa
    http://www.lastampa.it/2017/03/12/economia/duello-alitaliaregioni-penalizzati-sugli-incentivi-vGoJ0aM1sC0l2WXpdBJFMI/pagina.html

  25. @ Pilota75:
    Riguardo i dipendenti Alitalia, in Italia è difficile licenziare, specie per un’azienda con partecipazioni statali. Pensaci un po’, dove li manderebbero? Ammesso che a Lamezia ci possa essere posto per un paio di posizioni (non è che abbiano aumentato i voli su Lamezia per compensare Reggio…), Napoli sarà quasi sicuramente saturo, Catania non è esattamente un feudo Alitalia … molti saranno destinati a Roma o meglio (peggio) a Milano. Ora quanti di questi credi che accetteranno senza presentare dimissioni? In pratica, dei 50 dipendenti, 40 si autoelimineranno da soli, gli altri magari gli vengono pure comodo per coprire posizioni veramente vacanti altrove.

  26. @ Demetrio:
    L’azienda li sta trasferendo; sta a loro decidere se accettare o licenziarsi.
    Io credo che quasi tutti accetterano; d’altronde non si capisce perchè un carabiniere possa lavorare lontano da casa e un dipendente alitalia no.
    In ogni caso, entro fine mese si saprà quanti sono gli esuberi, quindi ci sarà la selezione naturale.
    Alitalia non è partecipata dallo stato.

  27. @ Jack:
    quindi?
    Alitalia sta morendo, è incapace di attuare un modello di business e si vuole paragonare a FR?
    Ci vuole coraggio…

  28. @ Pilota75:
    Permettimi di dissentire (in parte), nel senso che formalmente hai ragione, però…
    Un carabiniere va dove viene comandato, sa fin dall’assunzione che probabilmente non lavorerà dove è nato e cresciuto.
    Chi è stato assunto a Reggio tramite influenze di qualsiasi tipo invece è pronto a fare carte false per rimanere dov’è. Molti nostri concittadini davanti alla prospettiva di farsi una vita fuori, ti guardano con orrore, e se lo fanno il loro stile di vita “fuori” è improntato alla ricerca di un sistema per “tornare a casa”.
    Date queste premesse, immagino che più di metà dei lavoratori Alitalia preferirà dare le dimissioni e sperare di essere assunti dalla “pippofly arilines, che mi ha detto mio cuggino che apre tra poco, gliel’ha detto uno che è amico del sindaco”. Qualcuno tirerà avanti tra malattia, permessi, ferie e varie, prima di dare le dimissioni. Qualcuno si farà qualche mese fuori e poi darà le dimissioni quando capirà che non potrà tornare a Reggio quantomeno come dipendente Alitalia. Pochi avranno il coraggio di farsi una vita altrove.
    Lo dico con l’amarezza di chi la vita fuori se l’è fatta da diverso tempo, e motivi per rimanere a Reggio ne avevo diversi.

  29. PS: Alitalia è partecipata da Etihad, Air France e Poste Italiane. In quanto “compagnia di bamdiera” o ex-tale, non può licenziare con la stessa (relativa) facilità di altre compagnie private.

  30. @ Demetrio:
    alitalia è di cai ed etihad, punto.
    Poi cai è partecipata da poste, air france ed altri.
    alitalia può licenziare come e quando vuole.

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