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Aeroporti Calabria: bozza nuove linee guida UE sugli aiuti di Stato

Nuove regole UE sugli aiuti di Stato al trasporto aereo: cosa cambia per gli aeroporti calabresi?

L’11 maggio 2026 la Commissione Europea ha avviato una consultazione pubblica sulla bozza di revisione delle Linee guida sugli aiuti di Stato al settore del trasporto aereo, destinate a sostituire quelle attualmente in vigore dal 2014. La consultazione si è chiusa l’11 giugno 2026 e l’adozione definitiva è prevista entro il primo trimestre del 2027. Le nuove regole, che si applicheranno agli aiuti notificati dopo il 3 aprile 2027, introducono cambiamenti significativi che potrebbero avere un impatto rilevante sul sistema aeroportuale italiano e, in particolare, sugli scali calabresi.

Le principali novità della bozza

1. Aiuti al funzionamento (operating aid): stretta sulle soglie

La modifica più incisiva riguarda gli aiuti al funzionamento degli aeroporti. La Commissione ritiene che gli aeroporti con oltre 1 milione di passeggeri annui siano, in linea di principio, in grado di coprire autonomamente i propri costi operativi. Di conseguenza:

  • a partire dall’aprile 2027, gli aiuti al funzionamento saranno ammessi solo per gli aeroporti con traffico fino a 1 milione di passeggeri, per un periodo transitorio di cinque anni (fino al 3 aprile 2032);
  • gli aeroporti con fino a 500.000 passeggeri annui saranno probabilmente esentati in blocco (block-exemption) dal nuovo Regolamento generale di esenzione per categoria (GBER) in adozione nel 2026;
  • dopo il 2032, gli aiuti al funzionamento potranno essere concessi solo agli aeroporti sotto i 500.000 passeggeri, salvo l’applicazione di misure orizzontali come i servizi di interesse economico generale (SIEG).

La bozza riduce quindi drasticamente la soglia precedente (3 milioni di passeggeri) e pone un termine certo al sostegno pubblico per gli scali medio-piccoli.

2. Aiuti agli investimenti: tetto abbassato e condizioni “verdi”

Per gli aiuti agli investimenti, la bozza limita la possibilità di concederli agli aeroporti con un massimo di 3 milioni di passeggeri annui, rispetto agli attuali 5 milioni. Inoltre, quando l’investimento comporta la creazione di nuova capacità, vengono introdotte condizioni ambientali più stringenti: il gestore deve presentare un piano di decarbonizzazione delle proprie operazioni (ambiti 1 e 2) entro un massimo di 5 anni, e l’aiuto è condizionato all’uso di tecnologie a zero o basse emissioni per le apparecchiature energivore. Per gli aeroporti sopra i 3 milioni, gli aiuti agli investimenti sono ammessi solo in “circostanze estremamente eccezionali”.

3. Addio agli aiuti all’avviamento per le nuove rotte

La bozza elimina completamente la categoria degli “aiuti all’avviamento” per le compagnie aeree che aprono nuove rotte da aeroporti regionali. La Commissione ritiene che, in un mercato ormai completamente liberalizzato, i vettori debbano farsi carico dei costi e dei rischi commerciali delle nuove rotte. Il sostegno pubblico alle rotte non redditizie ma vitali per lo sviluppo economico e sociale di una regione potrà avvenire solo tramite Oneri di Servizio Pubblico (OSP) o aiuti di carattere sociale diretti ai singoli cittadini.

4. Catchment area allargata e maggiore rigore

La definizione di “bacino di utenza” (catchment area) viene estesa dagli attuali 100 km / 60 minuti a 150 km / 90 minuti di percorrenza (strada, mare, ferrovia). Questo allargamento comporta che un numero maggiore di aeroporti venga considerato “concorrente” ai fini della valutazione degli effetti distorsivi degli aiuti, rendendo più complesse le notifiche e i relativi oneri amministrativi.

Le reazioni delle parti interessate

La bozza ha suscitato numerose preoccupazioni tra gli operatori e le istituzioni, in particolare per le ricadute sugli aeroporti regionali e insulari.

Assaeroporti (Associazione Italiana Gestori Aeroporti) ha chiesto di:

  • innalzare la soglia per gli aiuti al funzionamento almeno a 750.000 passeggeri anche dopo il 2032;
  • mantenere la categoria degli aiuti all’avviamento per le nuove rotte, giudicati uno strumento complementare e più flessibile rispetto agli OSP, soprattutto per le isole e le aree remote;
  • aumentare da 3 a 5 milioni la soglia per gli aiuti agli investimenti;
  • estendere il periodo transitorio per gli aiuti al funzionamento almeno fino al 2037;
  • mantenere l’attuale definizione di catchment area (100 km / 60 minuti) per evitare di penalizzare gli aeroporti in territori complessi come quelli insulari e montuosi.

Le Autorità italiane (Presidenza del Consiglio e Autorità di Regolazione dei Trasporti) hanno espresso posizioni analoghe, sottolineando il contrasto tra la logica puramente concorrenziale dell’art. 107 TFUE e le esigenze di coesione territoriale dell’art. 174 TFUE. Hanno chiesto:

  • un innalzamento della soglia per gli aiuti al funzionamento almeno a 750.000 passeggeri;
  • una maggiore flessibilità per gli aiuti all’avviamento, con durata fino a 5-7 anni e intensità fino al 100% per le regioni insulari e remote;
  • cautela nell’applicazione della catchment area nei contesti insulari, dove il trasporto aereo è spesso l’unica modalità effettiva di accesso;
  • una revisione delle soglie basata non solo sul traffico passeggeri, ma anche su altri fattori (stagionalità, costi energetici, assenza di alternative).

Ryanair ha invece sostenuto l’abolizione degli aiuti all’avviamento, giudicandoli “inutilizzabili” per l’industria, ma ha chiesto di mantenere la soglia di 3 milioni per gli aiuti al funzionamento fino al 2031 e di non ridurre la soglia per gli investimenti da 5 a 3 milioni.

Il nodo strategico: come attrarre i voli senza Start-up Aid?

La cancellazione degli aiuti all’avviamento rappresenta la vera sfida per la Calabria. Senza la possibilità di erogare contributi diretti di start-up per l’apertura di nuovi voli, la strategia regionale dovrà muoversi su due binari obbligati:

1. Massimizzazione degli accordi Commerciali MEOP:
SACAL dovrà sviluppare contratti di incentivo e marketing con le compagnie aeree (Ryanair, ITA Airways, EasyJet, Wizz Air, ecc.) basati rigorosamente sul principio dell’investitore in economia di mercato. Sarà necessario dimostrare, tramite business plan analitici, che gli incentivi erogati dal gestore sono ampiamente ripagati dai ricavi aeronautici e non-aeronautici (commerciali, parcheggi, servizi) generati dai passeggeri.

2. Revisione e rilancio delle Continuità Territoriali (OSP):
L’esperienza passata sui voli da Reggio Calabria e Crotone ha mostrato i limiti di bandi rigidi andati spesso deserti. Come lucidamente argomentato da Assaeroporti, la Regione Calabria dovrà premere a livello ministeriale ed europeo per ottenere procedure OSP più flessibili, capaci di coinvolgere i vettori low-cost e di adattarsi alle dinamiche di mercato.

Conclusioni

La bozza di revisione delle Linee guida sugli aiuti di Stato al trasporto aereo rappresenta un punto di svolta per il settore. Da un lato, risponde all’esigenza di adeguare il quadro normativo a un mercato ormai maturo e agli obiettivi di decarbonizzazione del Green Deal. Dall’altro, rischia di penalizzare gli aeroporti regionali e insulari, che spesso non possono contare su economie di scala, soffrono la stagionalità e la concorrenza degli hub più grandi, e necessitano di tempi più lunghi per raggiungere la redditività.

Per la Calabria, gli effetti potrebbero essere significativi: Lamezia dovrà fare a meno degli aiuti al funzionamento e affrontare maggiore rigidità per gli investimenti; Reggio Calabria rischia di perdere il sostegno pubblico dopo il 2032, proprio mentre sta consolidando la sua crescita; tutti gli scali perderanno uno strumento flessibile come gli aiuti all’avviamento per attrarre nuove rotte, con possibili ripercussioni su turismo, mobilità e sviluppo economico.

La partita però non è chiusa. La consultazione pubblica ha raccolto le osservazioni di associazioni, autorità e operatori, e il testo finale potrebbe ancora essere modificato. Resta da vedere se Bruxelles terrà conto delle richieste di maggiore flessibilità per le regioni insulari e periferiche, o se prevarrà la logica rigorosa della concorrenza. Gli aeroporti calabresi, e più in generale quelli del Mezzogiorno, seguono con attenzione l’evoluzione della normativa, consapevoli che il loro futuro dipende anche da queste scelte.

Lo Staff di AeroportiCalabria.com


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