Aeroporti Calabria: De Felice “scelta vincente la gestione unica degli scali”

Riportiamo da corrieredellacalabria.it:

di Roberto De Santo
LAMEZIA TERME È un anno che si chiude con un bilancio più che positivo per tutti e tre gli aeroporti calabresi. Con lo scalo lametino che ormai viaggia su vette altissime: oltre 20mila aerei movimentati e circa 2 milioni e 800mila passeggeri in transito. Segnando in termini percentuali un incremento rispettivamente di 11 punti e 8,43 nei confronti del 2018. Un incremento che ha riguardato sia il traffico di linea che quello charteristico a dimostrazione che l’aeroporto lametino è ormai lanciato tra gli scali più rilevanti dell’intera Penisola. Ma risultati positivi si registrano anche per il Sant’Anna di Crotone che grazie all’accordo siglato nel corso del 2019 con Ryanair ha visto una crescita del numero di passeggeri a doppia cifra. Segnando il raddoppio dei viaggiatori in transito nello scalo pitagorico: da 77.961 del 2018 a 159.026 dell’anno che si sta chiudendo. A influire positivamente sulla performance del Sant’Anna anche l’avvio dei collegamenti con l’aeroporto di Norimberga che ha aperto di fatto le porte dell’aeroporto al traffico internazionale fino allo scorso anno assente.
Una menzione a parte merita la storia dell’aeroporto di Reggio Calabria che fino al settembre scorso è stata caratterizzata da un’importante fase di crescita del numero di passeggeri: +13%. Un trend che però, a partire da ottobre, si è invertito a causa di una concatenazione di fattori avversi: la cancellazione dei voli Blue Panorama – che garantivano nuove rotte su Bologna e Bergamo -, la drastica riduzione dei voli di Alitalia e di quelli Blue Air. Tutti elementi che hanno portato il Tito Minniti a far registrare una perdita di circa il 20% del traffico passeggeri dal mese di ottobre in poi rispetto al 2018.
Però nel complesso anche questo scalo aeroportuale chiuderà in crescita il dato sui viaggiatori in transito dato che fino a novembre scorso ha ottenuto un +6% nel confronto all’anno precedente.
Fattori che hanno consentito all’intero sistema aeroportuale calabrese di ottenere numeri interessantissimi: +13% in termini di movimenti, +11% in termini di passeggeri e +21% cargo (merci e posta). Segnali dunque decisamente incoraggianti per un settore – quello del trasporto aereo – che è fondamentale per una regione come la Calabria a forte vocazione turistica e che proprio su collegamenti rapidi che possono essere garantiti dagli scali presenti sul territorio può puntare a recuperare il gap rispetto ad altre aree del Paese.
Numeri che rendono Arturo De Felice – che dal 2 maggio del 2017 guida la Sacal, la società che gestisce tutti e tre gli aeroporti calabresi – ottimista sul futuro prossimo degli scali calabresi. Al di là di alcuni nodi che restano ancora da affrontare. A partire dal caro prezzi dei biglietti che si registra in determinati periodi dell’anno – precisamente in concomitanza con le festività natalizie, pasquali e soprattutto estive – e che rendono proibitivo l’utilizzo del collegamento aereo da e per la Calabria.
Presidente quale strategia occorrerebbe adottare per calmierare i costi dei collegamenti aerei per la Calabria?
«C’è da fare una premessa: il tema non riguarda solo la Calabria ma tutte le rotte del Sud che, ovviamente, risentono del ben noto problema del rientro dei tanti residenti che vivono fuori dal Mezzogiorno e che durante questo periodo – come nella parte centrale dell’estate – vedono lievitare i costi da parte delle compagnie che però sono le uniche che possono gestire quelli che sono i prezzi di un biglietto aereo. Noi non abbiamo la capacità di fare molto su questo fronte. Sicuramente quello che è possibile fare, e che consiglio agli utenti, è di programmare quando prima i viaggi. In questo modo si riescono ad ottenere tariffe decisamente più basse. Si dovrebbe cercare di evitare cioè di arrivare tutti lo stesso giorno o ripartire nel medesimo giorno. E poi provare a spezzare il tragitto sfruttando una tariffa offerta da un volo low cost. C’è anche la possibilità di utilizzare al meglio i tre scali calabresi. Se infatti Lamezia soffre meno questo problema, per quanto riguarda Reggio e Crotone potrebbe essere una soluzione. Vero è che se su questi due scali – che sono minori per numero di passeggeri – si sente maggiormente questo tema, c’è da dire anche che ci sono molti che cercano di specularci sopra per motivi di piccola visibilità personale. Sottolineo comunque che problemi come questi non si risolvono certo addossandoli solo alla società di gestione, ma facendo rete con gli enti locali, le istituzioni che rappresentano la regione ed i comuni dove sono insediati gli aeroporti. C’è la necessità di fare tavoli con tutti gli attori coinvolti per rendere attrattivo la permanenza in Calabria».
Da luglio 2017 è partito il progetto di unificare la gestione dei tre scali regionali. E da aprile scorso ufficialmente si è concluso quell’iter (con l’affidamento dello scalo di Reggio). Quella scelta la considera una buona soluzione per la Calabria?
«La scelta è indubbiamente positiva non fosse altro che per una questione di razionalizzazione dei costi. Con una sola società che raccoglie l’intera rete aeroportuale regionale – soluzione adottata anche in Puglia e in altre regioni – ovviamente sia ha maggiore possibilità di risparmiare sui costi: c’è un solo consiglio amministrazione e non tre così come c’è un unico collegio dei sindaci revisori dei conti. Insomma si razionalizza molto la spesa di gestione. Ma i vantaggi non si chiudono solo a questo aspetto. Soprattutto si può trattare con più forza con le compagnie aeree nel momento in cui queste decidono – perché sono loro a scegliere di venire o meno in Calabria – di fare scalo nella regione. Rappresentando tutti gli aeroporti del territorio ovviamente si ha maggiore capacità di poter incidere sull’offerta. Ma c’è anche un aspetto delicato da non trascurare ed è legato all’assetto dei tre aeroporti: sono società per azioni. Quindi più è forte la governance della società più è forte la struttura aeroportuale. Questo perché se chi parla lo fa con una voce unica ha un senso, diversamente si indebolisce l’intero sistema. Adesso noi aspettiamo di vedere quali saranno i nuovi equilibri politici ed in base a questo sicuramente ci saranno dei nuovi input dato che noi siamo solo una partecipata che vede al momento una piccola maggioranza pubblica».
Lamezia resta sempre la punta di diamante del sistema, mentre Crotone e Reggio le Cenerentole. Cosa occorrerebbe fare per rendere pienamente operativi questi due scali?
«Il primo limite oggettivo dei due scali è il bacino di utenza. Gli aeroporti di Reggio e Crotone non hanno fisiologicamente e statisticamente una capacità di intercettare un numero di passeggeri paragonabile a quello di Lamezia che è collocato al centro della Calabria e che per questo attinge a ben quattro provincia: Cosenza, Catanzaro, Vibo e la stessa Crotone. Questo è un dato oggettivo. L’aeroporto Sant’Anna sconta la penalità di non essere facilmente raggiungibile perché non c’è né una rete autostradale né una ferroviaria che l’unisce allo scalo. Su questo aspetto è già intervenuto il governo per dare continuità territoriale a Crotone. È un grosso finanziamento e sta per essere bandita la gara d’appalto visto che la conferenza dei servizi si è conclusa positivamente. Questo sicuramente potrebbe portare nuovi voli sul Sant’Anna. L’aeroporto di Reggio – che sicuramente necessita di altri voli per poter implementare l’offerta – deve cercare di recuperare quella che era prima una delle sue componenti importanti: il bacino d’utenza del Messinese. Attualmente risente pesantemente la sofferenza legata allo stato di crisi che vive la compagnia di bandiera. Parlo ovviamente della situazione di Alitalia che, non tocca a me spiegare, quale momento delicato sta attraversando. Ma anche su questo scalo sono ottimista. Subito dopo che verrà superata la fase di stallo della compagnia, sono convinto che si potrà riprendere il discorso teso ad implementare quei pochi voli che al momento sono appena sufficienti a tenere aperto lo scalo».
Lamezia si conferma il principale scalo calabrese e nell’ultimo periodo ha ottenuto numeri record in termini di passeggeri in transito. A cosa è dovuto questo successo?
«Potrei cavarmela con una battuta dicendo: è amministrato molto bene da 3 anni a questa parte. Sembrerebbe però un po’ eccessivo. Posso dire che la struttura era sicuramente votata a crescere per la collocazione geografica, ma sono stati fatti dei grossi passi in avanti con la governance che io presiedo ormai per il terzo anno. E non è solo la crescita del numero di passeggeri. C’è anche e soprattutto un aumento di credibilità per la gestione attuale dello scalo di Lamezia cosi come per quelli di Reggio e Crotone. Sicuramente interverremo anche sullo scalo lametino perché è necessario implementarlo ed aggiornare la struttura. Questo ci consentirà di migliorare la capacità ricettiva dell’aeroporto e dunque anche le performance. Siamo ormai arrivati a quasi 3 milioni di passeggeri e dunque abbiamo la necessità che l’intera infrastruttura venga ammodernata. Per questo siamo già al lavoro da mesi in silenzio. Aspettiamo un’imminente assemblea dei soci che convocherò nei primi giorni di gennaio proprio per assumere quelle determinazioni fondamentali per il futuro dello scalo lametino». ([email protected])

Fonte: https://www.corrieredellacalabria.it/regione/item/218009-economia-2020-de-felice-scelta-vincente-la-gestione-unica-degli-scali/

https://www.youtube.com/watch?v=LK9_5C0U_t0


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11 commenti

  1. Chiedo al Presidente De Felice quando verranno cantierati i lavori di ammodernamento dell’aeroporto Tito Minniti ( con i 25 milioni di euro finanziati dall’unione europea).
    Cordiali saluti

  2. @ Caterina:
    non dipende dalla sacal; fa tutto enac.

  3. Riccardo Domenico Pizzi

    Il Presidente, come tutti i presidenti imposti dai politici( sanità regionale e asp provinciali) hanno solo un obiettivo: ridurre i costi ed aumentare i profitti e gli stipendi dei manager.
    Per riportare l’aeroporto di Reggio allo sviluppo e progressi degli anni scorsi basterebbe aumentare voli e vettori e nel contempo applicare tariffe concorrenziali.
    Invece cosa fa la Sacal ed il suo Presidente? Fanno fuggire le compagnie aeree così da rendere improduttivo lo scalo ed avere la giustificazione per poterlo declassare e successivamente chiudere.
    Sig. Presidente applichi delle linee omogenee a quelle applicate per l’aeroporto di Lamezia.
    Otterrete risultati sorprendenti e i reggini e i messinesi torneranno a volare.

  4. @ Riccardo Domenico Pizzi:
    hai capito che lui è il presidente di una società aeroportuale e non ha alcuna voce in capitolo riguardo le compagne e le loro tariffe?

  5. dunque il signor de felice spera che la multifallita alitalia si possa riprendere economicamente per poi chiedere se perfavore incrementa qualche volo su reggio….hahaha…

  6. Siamo alle comiche ormai…

  7. @ Tony:
    no, sta dicendo: sperate che alitalia non chiude altrimenti da reggio è finita visto che è l’unica compagnia che ci vola.

  8. @ Pilota75:
    certamente,e se cio’ avvenisse, lui presidente degli aeroporti calabresi,ha trovato la soluzione per viaggiare da reggio….. consiglia prendetevi il treno…!

  9. @ Tony:
    guarda che quella dichiarazione non è a caso.
    Chi è il proprietario di Alitalia?
    Trenitalia!
    se stanno incentivando il treno e non l’aereo, forse e dico forse, non è a caso.

  10. @ Pilota75:
    ho capito, ma secondo me poteva evitare questa affermazione che non centra niente con lo sviluppo di questo aeroporto.

  11. @ Pilota75:
    ad oggi nno mi risulta che trenitalia abbia acquisito Alitalia a meno che tu non abbia documenti in mano per dimostrare cio’ ad oggi quello che hai scritto è falso

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