INTERROGAZIONE n. 152 del 31/07/2026
In merito all’incertezza sul futuro dei collegamenti aerei Ryanair in Calabria alla scadenza dell’accordo quadro (2027), efficacia dei contributi pubblici concessi e tutele per il sistema aeroportuale regionale
Al Presidente della Giunta regionale
Premesso che:
- Il sistema aeroportuale calabrese (Lamezia Terme, Reggio Calabria e Crotone) copre un ruolo vitale per la continuità territoriale, il turismo e lo sviluppo economico della regione;
- Negli ultimi anni la Regione Calabria ha investito ingenti risorse pubbliche per attrarre vettori low cost, in particolare la compagnia Ryanair, azzerando l’addizionale comunale sui diritti d’imbarco e stanziando consistenti fondi per accordi di co-marketing;
- Tali misure hanno temporaneamente incrementato il traffico passeggeri e il numero di rotte attive, specialmente sullo scalo di Reggio Calabria;
Considerato che:
- Gli attuali accordi di incentivazione finanziaria e i relativi contratti in essere con la compagnia aerea irlandese scadranno nel corso dell’anno 2027;
- Le compagnie low cost sono storicamente legate a sussidi e incentivi territoriali, in mancanza dei quali i vettori perdono la principale motivazione di investimento in un territorio e tendono spostare gli aeromobili verso scali più remunerativi;
- L’assenza di una programmazione vincolante a lungo termine rischia di generare un grave vuoto di collegamenti dopo il 2027, isolando nuovamente la Calabria e vanificando gli investimenti finora sostenuti con i soldi dei contribuenti;
- Nonostante i cospicui finanziamenti regionali, i cittadini calabresi continuano a subire il fenomeno del “caro-voli” e speculazioni sulle tariffe soprattutto durante i periodi di picco (festività e stagione estiva) che sono le principali occasioni di rientro dei fuorisede, senza che siano stati istituiti tetti massimi di prezzo a tutela dei residenti;
- La forte concentrazione di rotte affidate a un unico operatore low cost rischia di creare una situazione di monopolio, indebolendo la presenza di vettori di bandiera su tratte strategiche (come la Reggio Calabria – Milano Linate), per cui a lungo termine i vantaggi si affievoliscono;
- Lo scalo reggino è stato già fortemente ridimensionato poiché, già dal prossimo novembre 2026, non è più possibile prenotare verso alcune destinazioni europee e ad oggi, non vi è notizia di rotte sostitutive.
TUTTO CIÒ PREMESSO E CONSIDERATO, SI INTERROGA IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE E L’ASSESSORE COMPETENTE
Per sapere:
- Quali strategie concrete la Giunta Regionale intenda attuare per garantire la permanenza di Ryanair e la stabilità delle attuali rotte aeree sul territorio calabrese oltre la scadenza contrattuale del 2027;
- A quanto ammonti la cifra totale deliberata ed erogata finora dalla Regione Calabria a favore di Ryanair (tra azzeramento delle tasse d’imbarco, fondi di co-marketing e incentivi tramite Sacal);
- Quali politiche si intendano perseguire al fine di cristallizzare anche in prospettive a lungo termine le rotte aeree da e per la Calabria.
- Se siano in corso interlocuzioni con la Commissione Europea e con altri vettori aerei per differenziare l’offerta dei voli, scongiurando il rischio di un monopolio e di un improvviso blocco dei collegamenti in caso di mancato rinnovo dell’accordo nel 2027;
- Se la Giunta intenda, inoltre, inserire nei futuri bandi e contratti di incentivazione delle clausole sociali vincolanti o tetti tariffari per bloccare le speculazioni sui prezzi dei biglietti aerei a carico dei residenti in Calabria.
31/07/2026
G. FALCOMATÀ
AeroportiCalabria.com • Info ed offerte voli da Lamezia, Reggio Calabria e Crotone
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L’unica soluzione per l’aeroporto di Reggio è intervenire a livello politico affinché ENAC elimini la restrizione d’impiego dello scalo ai soli piloti “abilitati” ed elimini la restrizione dí movimentazione di un solo traffico IFR commerciale per volta.
Solo così le altre compagnie possono trovare interesse.
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@ Max “the WILD” Palumbo:
Quando si pensa, o ci si illude, che la politica sia onnipotente al punto di poter eliminare o modificare, con un semplice tratto di penna, i criteri minimi di sicurezza che una compagnia aerea ed i suoi piloti devono possedere per poter operare su un aeroporto.
@ Greg:
Non si tratta di essere illusi sulla onnipotenza di chi che sia, ma di avere degli interlocutori con le amministrazion(vds ENAC e ENAV)e società per normalizzare e stabilizzare un aeroporto internazionale che è stato dapprima penalizzato ed in secondo luogo bistrattato e abbandonato in primis dai politici locali.
A mio avviso non capisco perché, ad esempio, solo per Reggio Calabria i piloti devono fare un addestramento mirato e ciò non accade anche per Firenze o Palermo o Genova o Insbruk o Sion cioè Reggio è l’unico aeroporto che chiede che i piloti facciano un “addestramento” specifico ed a carico delle compagnie per poterci operare
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@ Max “the WILD” Palumbo:
ENAC non si è mai presa la responsabilità di eliminare la richiesta di addestramento per gli equipaggi. La sicurezza prima di tutto. Albenga e Pantelleria sono in categoria C, bisogna essere abilitati per atterrare, e sono Italia. In Europa oltre Madeira c’è Innsbruck e tanti altri. Funziona così.
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@ Max “the WILD” Palumbo:
come no? a firenze solo determinati aerei con il cosidetto florence kit installato, innsbruck non ne parliamo.
Non troverai nessuno che toglierà le limitazioni.