Aeroporti Calabria: FILT-CGIL presenta esposto alle Procure

Riceviamo da FILT-CGIL e pubblichiamo:

PRESENTATO ALLE PROCURE DELLA REPUBBLICA DI ROMA, CATANZARO, LAMEZIA TERME, REGGIO CALABRIA E CROTONE UN ESPOSTO DELLA FILT-CGIL CALABRIA SULLA GRAVE SITUAZIONE DEL SISTEMA AEROPORTUALE REGIONALE E DEGLI SCALI DI REGGIO E CROTONE. NON CI FERMIAMO QUI. CONTINUEREMO CON ALTRE INIZIATIVE DI CARATTERE LEGALE OLTRE CHE CON QUELLE SINDACALI.

L’esposto presentato dalla Filt-CGIL Calabria chiede alle cinque Procure della Repubblica di disporre gli opportuni accertamenti in ordine ai fatti esposti, valutando gli eventuali profili di illeicità penale degli stessi e, nel caso, individuare i possibili responsabili al fine di procedere nei loro confronti.

La Filt-CGIL, dopo avere premesso una serie di fatti e circostanze, pone alle Procure adite tre questioni di fondo.

Dopo aver ottenuto con ordinanza emessa dal giudice del lavoro di Lamezia Terme lo scorso 10 gennaio il Piano industriale di Sacal, per effetto del quale la società aveva ottenuto la concessione trentennale degli scali di Reggio e Crotone,  la Filt-CGIL ha verificato che la gestione degli scali stava avvenendo in modo completamente difforme da quanto espressamente dichiarato in sede di partecipazione al bando di gara, al punto che le attestazioni presentate all’atto della gara da parte della Sacal risultano chiaramente, alla luce dei fatti, non veritiere falsando in maniera rilevante la stessa gara per la gestione dei due scali. La Filt-CGIL ha presentato idonea documentazione allegata comprovante la difformità delle attestazioni prodotte al momento della gara rispetto a quanto poi Sacal, nella qualità di società aggiudicataria, era obbligata a fare: relativamente all’occupazione, agli investimenti, alla struttura organizzativa degli scali, all’applicazione delle stringenti normative nazionale e europee sulla sicurezza dei voli e degli scali. La Filt-CGIL ha sottolineato, inoltre, che dal disciplinare di gara emerge che “sono ammessi a partecipare gli operatori economici che alla scadenza del termine per la presentazione delle offerte siano in possesso dei seguenti requisiti: a) di idoneità professionale […]; b) di capacità economico finanziaria. Ai fini della partecipazione della gara, gli operatori economici devono possedere adeguata capacità economica e finanziaria. La sussistenza di tale requisito dovrà essere provata attraverso idonee dichiarazioni bancarie, prodotte in originale o copia autenticata ai sensi dell’art. 18 del d.P.R. n. 445/2000, di almeno due istituti bancari o intermediari autorizzati ai sensi del d. lgs. N. 385/93”.

Poiché tale requisito era presupposto essenziale all’ammissione e partecipazione alla gara non si comprende come mai Sacal S.p.A., in occasione dell’ultimo incontro avuto con i Sindaci di Crotone e il Presidente della Regione Mario Oliverio, chieda ai Comuni di intervenire economicamente al fine di garantire la gestione dello scalo di Crotone.

Considerato che la valutazione del predetto criterio, oltre che degli altri, ha determinato da parte della Commissione l’attribuzione di un punteggio certamente utile ai fini dell’aggiudicazione della gara, appariva evidente che l’ENAC verificasse la corrispondenza con ciò che è stato presentato agli atti di gara e ciò che è stato fattivamente realizzato sugli scali aeroportuali di Reggio Calabria e di Crotone dopo l’aggiudicazione.

Inoltre, al punto 8.2 del disciplinare di gara viene ulteriormente specificato che “l’offerta tecnica dovrà contenere, a pena di esclusione dalla gara, i documenti di seguito specificati, da redigere in base alle prescrizioni contenute nel presente paragrafo:

Relazione A) – Progetto della struttura organizzativa che il concorrente renderà disponibile ai fini della gestione dello scalo aeroportuale. Documento nel quale il concorrente descrive analiticamente l’organizzazione che lo stesso si impegna a rendere disponibile ai fini della gestione dello/gli scalo/i. Nel documento deve essere anche data puntuale indicazione, in termini numerici, del personale minimo da acquisire secondo la specifica normativa di settore, tenuto conto del Regolamento UE n. 139/2014. La relazione deve essere completata con l’indicazione del progetto di dotazione strumentale da acquisire”.

La Filt-CGIL Calabria ha sottolineato alle Procure adite che, ottenuto il piano industriale presentato dalla Sacal (si ribadisce solo grazie all’ordinanza del Giudice del Lavoro del Tribunale di Lamezia Terme), ha ulteriormente riscontrato l’inosservanza, per l’aeroporto di Reggio Calabria, del progetto sulla dotazione organica garantita in fase di gara compromettendo, altresì, la sicurezza aeroportuale che non è certamente determinata dal numero dei voli presenti sullo scalo.

Considerata quindi l’aggiudicazione a Sacal, la Filt.CGIL ha chiesto a ENAC di contestare alla società di non aver posto in essere quanto attestato in fase di gara, facendo rispettare il progetto di dotazione organica presentato e provvedendo immediatamente all’assunzione delle risorse necessarie ai fini della gestione dello scalo aeroportuale di Reggio Calabria e a rendere operativo quello di Crotone.

Enac non ha inteso rispondere a nessuno dei nostri interrogativi. Inoltre, Enac è certamente a conoscenza che la Sacal, senza applicare il piano industriale con il quale ha partecipato e vinto la gara per la concessione trentennale degli scali di Reggio e Crotone, ha predisposto un nuovo e diverso piano industriale per i due aeroporti.

I fatti esposti alle Procure, delineano, ad avviso della Filt-CGIL, una condotta di mancato controllo da parte di Enac relativamente agli attestati prodotti da Sacal e richiesti perentoriamente dal bando di gara che riflettono una inosservanza dei livelli occupazionali tali da garantire gli standard minimi di qualità e soprattutto sicurezza ai passeggeri nei due scali, oltre ad un rischio evidente sulla sicurezza dei voli e degli scali stessi attraverso una poco attenta osservanza delle circolari che l’ENAC stessa impone ai gestori italiani e delle normative europee vigenti.

LA Filt-CGIL ha segnalato, inoltre, alle Procure adite la circostanza che non solo l’Enac non controlla ma addirittura rilascia attestazioni e certificazioni sulla base delle dichiarazioni dei singoli richiedenti. Nello specifico, si è verificato il caso che un lavoratore dello scalo di Reggio Calabria che voleva partecipare alla selezione che la Sacal aveva predisposto, ha richiesto ad Enac un certificato che accertasse lo svolgimento di una certa mansione in un dato periodo di tempo. Riportiamo integralmente l’attestato di Enac: “Come da richiesta del 24.07.2017 SI ATTESTA che il sign. XXXXXXXXXXXXXXXXX, così come dichiarato dallo stesso, dal mese di ottobre 2008 ha collaborato nelle attività del Security Manager della So.G.A.S. SpA sostituendolo all’occorrenza ed assicurando l’applicazione delle procedure inerenti la security aeroportuale, mantenendo i contatti e relazionandosi con l’ENAC sia a livello territoriale che centrale”. Premesso che l’ENAC, ente controllore dei gestori aeroportuali e certificatore delle figure di certificazione aeroportuale, non potrebbe e non dovrebbe rilasciare attestati di servizio per conto di operatori di altre società, il documento prodotto dall’Enac attesta mansioni che il sig. XXXXXXXXXXX non poteva svolgere in quanto lo stesso in quel periodo era impegnato a svolgere altra e diversa mansione all’interno dell’aeroporto dello Stretto.

Lo stesso lavoratore, addirittura, allega tra i documenti il possesso della certificazione attestante la categoria A12bis conseguita il 19/05/2015, ben 7 anni dopo quella certificazione dell’Enac. Peraltro, nei periodi dichiarati dal lavoratore, la figura di Security Manager era svolto da altri lavoratori, cosa a conoscenza dell’Enac locale. Come ha potuto l’Enac attestare che il soggetto nel 2008 avrebbe sostituito il Security Manager e mantenuto i rapporti con l’Ente sia a livello locale che centrale quando il sig. XXXXXXXXXXX ha prodotto l’attestazione di certificazione conseguita in materia di security solo nel 2015? Inoltre, questo attestato dell’Enac, sulla base delle dichiarazioni del lavoratore, ha consentito allo stesso di superare la selezione per l’assunzione di personale avvenuta alla Sacal SpA in data 17/09/2017.

L’altra questione che la Filt-CGIL ha posto alla valutazione delle Procure è relativa al ruolo della Regione Calabria in merito alla nomina del proprio rappresentante nel Consiglio di amministrazione della Sacal. Il dottor De Felice si è trovato componente del CdA della Sacal senza che la Regione compisse gli atti dovuti previsti dalla legge. Quindi, a parere della Filt-CGIL, la Regione ha compiuto la nomina illegittimamente.

Infatti, la legge regionale 4 agosto 1995, n.39 disciplina la proroga degli organi amministrativi e le nomine di competenza regionale ed è stata pubblicata sul BUR n.85 dell’11 agosto 1995.  Le disposizioni della suddetta  legge “si applicano agli organi di amministrazione attiva, consultiva e di controllo della Regione nonché degli enti anche economici, e delle aziende da essa dipendenti. Le disposizioni stesse si applicano, in quanto compatibili, anche alle nomine o alle designazioni di componenti degli organi di enti pubblici quando alla loro nomina concorrono la Regione o gli enti da essa dipendenti. Si applicano, altresì, alle nomine dei componenti degli organi di persone giuridiche e società a partecipazione regionale, nonché alle nomine di organi monocratici di amministrazione straordinaria per le quali è previsto il termine della durata in carica”. Inoltre, è evidente che la legge mette in evidenza il fatto di dare pubblicità ad una nomina che non è fiduciaria da parte di un organo della Regione ma che, al contrario, non solo deve essere consultabile da parte di tutti i cittadini ma per la quale possono concorrere, a seguito di Avviso Pubblico, tutti coloro in possesso dei requisiti richiesti. E alla Sacal, prima di quest’ultima nomina, la Regione ha applicato questa legge. Non solo, ma come avvenuto nel caso di una precedente nomina da parte della Regione del proprio componente nel Consiglio di amministrazione della Sacal SpA, la Giunta regionale ha deliberato la suddetta nomina con un proprio atto richiamando, giustamente, la deliberazione 162 del 13 maggio 2013 che non è altro che il Regolamento regionale recante la disciplina delle “Procedure e criteri per le nomine e le designazioni di competenza della Giunta regionale nelle società e fondazioni a partecipazione regionale con esclusione di quelle afferenti il Sistema Sanitario”. Il suddetto Regolamento è stato emanato dal Presidente della Giunta regionale in data 16 maggio 2013 e pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria Suppl. Straord. n. 2 del 24 maggio 2013. Addirittura, alcuni mesi prima della nomina del dottor De Felice, la Regione Calabria ha aggiornato il predetto Regolamento con atto del 21 marzo 2017 n. 3 pubblicato sul BURC del 5 aprile 2017. Il Regolamento aggiornato reca la disciplina delle “Procedure per le nomine e le designazioni di competenza del Presidente della Giunta Regionale e della Giunta nelle società a partecipazione regionale e nelle fondazioni regionali”. Si riporta integralmente l’art. 1 del predetto regolamento: “Art. 1 Oggetto – 1. Il presente regolamento di organizzazione disciplina le procedure per le nomine e le designazioni di componenti in organi amministrativi e di controllo delle società a partecipazione, anche indiretta, regionale e delle fondazioni regionali, di competenza del Presidente della Giunta regionale e della Giunta. 2. Restano escluse dall’ambito di applicazione del presente regolamento: a) le nomine da effettuare in ragione dell’ufficio ricoperto; b) le nomine di commissari; c) fino alla durata del piano di rientro dal disavanzo nel settore sanitario della Regione Calabria, le nomine afferenti al settore predetto”. Poi lo stesso regolamento all’art. 4 specifica: “Avviso pubblico relativo alle nomine o alle designazioni – 1) Le nomine e le designazioni di cui all’articolo 1 sono effettuate previa pubblicazione di un avviso sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria e sul sito istituzionale della Regione […]”.

Si sottolinea, inoltre, che la nomina del dottor Arturo De Felice nel Consiglio di Amministrazione della Sacal non risulta, fino a oggi, da alcun atto pubblico del Presidente della Regione o della Giunta, né tanto meno del Consiglio regionale o dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale. Nè ancora risulta agli atti del BUR Calabria. O comunque non risulta da atti consultabili pubblicamente.

Ovviamente, la Filt-CGIL ha arricchito l’esposto con una serie di allegati e documentazione comprovante le proprie affermazioni circa le responsabilità che possono trovarsi in capo a soggetti istituzionali e di controllo. Resta, invece, tutta aperta la responsabilità politica della Giunta regionale e del Presidente Oliverio che continua a fare orecchie da mercante sulla necessità di affrontare una discussione con le organizzazioni regionali dei lavoratori come più volte richiesto dagli stessi, assumendosi la responsabilità di un colpo mortale al sistema aeroportuale calabrese. Si stanno annunciando altri esposti da parte di associazioni di cittadini e di consumatori: è la strada giusta per accertare se sono state compiute violazioni ed illeciti. Per quanto ci riguarda continueremo questa vertenza con altre iniziative di carattere legale e con l’iniziativa politico-sindacale.

FILT-CGIL CALABRIA


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4 commenti

  1. Farneticazioni e un’accozzaglia di banalità…

  2. Torto o ragione da una parte e dall’altra, credo che di telenovele né vediamo anche troppe tutti i giorni.
    Non sarebbe ora che si smettesse, tutti quanti, di raccontare frottole al popolo
    calabrese ???
    Per quanto tempo ancora si pensa di tirare la corda ????
    Credo che tutta la Calabria aspetta una risposta CHIARA e DEFINITIVA sulla
    “querelle” del settore aeroportuale reggino e crotonese.
    Chi è preposto dia una risposta urgente ed immediata.
    A Crotone e Reggio Calabria si volerà ?????????? oppure NO ??????????

  3. E se a tutto questo schifo vogliamo aggiungere anche che il Comune di Lameezziia principale socio pubblico di maggioranza è stato sciolto per mafia per la terza volta e che sui vertici Sacal pesavano gravi accuse di allegra gestione, mi domando: ma in quale mani è stato affidato l’Aeroporto dello Stretto?

  4. @ Giorgio Bruno:
    devi rivolgere questa domanda alle compagnie aeree. Sono loro che volano, non i politici o le società di gestione.
    @ fr:
    non mi sembra di aver letto questa tua riflessione durante gli anni del commissariamento del comune di reggio, socio della sogas.

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