Aeroporto Lamezia: UGL TA, “accordo capestro per i lavoratori e per la loro infinita odissea”

Riceviamo da UGL TA e pubblichiamo:

La speranza di dare una diversa impostazione ai contrattisti a termine della SACAL, è finita in una triste  ballata, in cui la società ha cancellato  le attese di quegli elementi che, da anni, versano sudore e sangue sul sedime aeroportuale, legati  con contratti a scadenza che si ripetono da almeno dieci/dodici  anni, creando  un costante stato di insicurezza. Il  primo tentativo, per uno strano accordo, era  condiviso da CGIL e CISL,  ma censurato e rigettato dalla UIL Trasporti e dalla UGL Trasporto aereo, considerato come un foglio di carta carico di negazioni e di incertezze, dove nessuno poteva sperare  in qualcosa più concreta del nulla,in  un mercato delle illusioni e niente di più. Neppure l’intervento delle segreterie nazionali è servito modificare la situazione, salvo far saltare il primo accordo e riportare,ai tavoli d’incontro, tutte le quattro sigle. Il secondo atto, di questa drammatica  corsa ad ostacoli, si è concluso sulla stessa falsariga del precedente ma ancor più penalizzante.(tre soli passaggi a tempo indeterminato, su cui non esiste neppure una qualunque traccia di concretezza, nel dubbio che realmente la SACAL voglia procedere) Comunque i contrattisti a termine, pur non avendo  nessuna prospettiva, dovranno sottostare ad una selezione e a una serie  visite mediche. Assurdo sistema concepito dall’ente,che platealmente  disconosce queste figure  pur sapendo  del  loro lungo peregrinare in cui hanno fatto  la storia della struttura societaria, per loro non ci sarebbe bisogno ne di selezione, ne, tanto meno di visite mediche. Una dissacrazione morale, un offesa fatta verso il collettivo, la negativa responsabilità aziendale, ha portato soltanto a una ennesima  rottura con  le due sigle (UIL e UGL) che hanno rifiutato di accettare l’accordo castrante, definendolo  un capestro   per i lavoratori e per  la loro infinita odissea. Un ricatto basato sulla disperazione e sulla fame occupazionale, esistente in Calabria, con un esodo continuo dei cervelli  e di elementi alla ricerca di collocazione che riporti dignità d’esistenza. La SACAL  ha gettato al vento un serbatoio di professionalità annullando, platealmente, l’impegno di questa gente. Adesso che il misfatto, ci sia consentito definirlo in questo modo, è stato consumato, cosa intende fare l’ente gestore? Aspettare che si creino dei vuoti per ricomporli? Oppure escogitare scappatoie impensabili fuori dalla realtà? E’ evidente la completa mancanza di conoscenza del settore aereo da parte dei vertici societari.

La UIL e l’UGL hanno fatto una barriera per la difesa del diritto al lavoro e continuano su questa strada fino ad una totale  soluzione valida per tutti  coloro che attendono il proprio momento per guardare il futuro con animo diverso.

Nessuna formula o giustificazione  può essere spesa per i  comportamenti SACAL.

Concludiamo con un proverbio calabrese: “NON SI FANNO LE NOZZE CON I FICHI SECCHI” ma qui non ci sono neppure quelli.

Gianfranco Turino
Presidente Centro Studi, Ricerche e programmazioni
UGL Trasporto aereo Calabria


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