Aeroporto Reggio Calabria: non si volerà per Bologna e Pisa da Agosto 2015

Lo avevamo detto in tempi non sospetti!!!

Molti di voi lettori ricorderanno quando quasi 9 mesi fa la Politica locale prometteva, a ridosso delle elezioni, l’avvio dei voli per Bologna e Pisa a partire dal primo Agosto 2015. Solo lo Staff di AeroportoRC.com scriveva in maniera del tutto neutrale il reale stato dei fatti, senza praticare alcuna illusione o abbaglio tipico da propaganda elettorale.

Passate le elezioni, si arriva a Febbraio 2015, quando alla BIT i vari esponenti della Politica locale, per meglio apparire come salvatori della patria, promettevano, oltre a Bologna e Pisa, nuovi voli da Reggio Calabria per Venezia e Genova, ma non solo, anche contatti con rinomate compagnie aeree. E come non ricordare sulla stampa locale, le dichiarazioni della SOGAS, che si sarebbe dovuta impegnare per tentare di anticipare l’avvio dei voli, senza aspettare Agosto a stagione estiva già inoltrata.

Nel decreto pubblicato il 23 Marzo 2015, il Ministero dei Trasporti conferiva ad ENAC il compito di predisporre i bandi per Bologna e Pisa e di pubblicarli sul proprio sito. Dal 23 Marzo ad oggi, ENAC ha tenuto congelato il tutto. Perché? L’Aeroporto di Reggio Calabria non offre forse le dovute garanzie per l’avvio e la continuità dei voli?

Ma il fumo negli occhi continua tirando fuori dal cilindro una visita a Dublino nella sede di Ryanair!

Dio salvi l’Aeroporto dello Stretto…

Lo Staff di AeroportoRC.com


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7 commenti

  1. Però arriva Aviapartner come handler. Sul sito della società adesso appare anche Reggio Calabria. Non ci sono voli se non quelli di Blu panorama che è in concordato preventivo e quelli Alitalia sono autoprodotti. E’ difficile capire questi movimenti… almeno per me… Non ho voli da dare in appalto eppure mi accingo a farlo… Ancora non si vede nulla ma sembrerebbe che novità ci saranno…. tranne i voli ovviamente …

  2. La perla più bella della stagione è stata la foto di Raffa a Dublino.
    Nell’ultimo anno l’aeroporto dello stretto è caduto in un disastro totale. Di questo passo la chiusura non sembra poi tanto lontana… Che aspettano a voler assumere qualcuno che ne capisca realmente di aviazione e sappia gestire quei pochi fondi per generare passeggeri, movimenti e introiti??!

  3. strano…

  4. A casaaa…..ma lo volete capire, o no?

  5. A casa no!!! Magari visto il periodo tutti a mare!!!

  6. U porcu avi tri pila, tri pila avi u porcu…
    Nice fish dish!!

  7. antonio raffaele

    Promesse da marinaio. I dati relativi al movimento passeggeri condannano il management che negli ultimi venti anni ci ha rifilato la classe politica. Non conta la competenza, ma l’appartenenza anche se chi viene designato non fa nemmeno un viaggio aereo all’anno per rendersi conto dei problemi veri. Adesso il disastro è sotto gli occhi di tutti. Purtroppo c’è chi, di fronte alle cifre impietose, si gira dall’altra parte. Vedi l’amministrazione comunale di Reggio che sembra totalmente disinteressata di fronte al destino del “Tito Minniti”. In qualsiasi altra città, il comune sarebbe stato in prima fila per la difesa dello scalo. Qui, forse per fare un dispetto alla Provincia -amministrata da una maggioranza di colore diverso- si scagliano fendenti a destra e a manca, ma nessuno si rimbocca le maniche. Bisognerebbe riflettere sugli errori del passato, creare sinergie comuni e scegliere un management di grande livello professionale. Era chiaro fin dall’inizio che ci sarebbero state difficoltà per l’attivazione dei voli con Pisa e Bologna. Solo i venditori di fumo potevano pensare di far passare come grande notizia quella che era una semplice “bufala”. Nel cuore di questa baraonda si inseriscono saltuariamente i sindacati della Sogas con roboanti prese di posizione su questioni di piccolo cabotaggio (i turni di lavoro, un licenziamento per ritorsione, i ritardi negli stipendi). Sono aspetti importanti, sia chiaro, ma le organizzazioni dei lavoratori non hanno ancora prospettato una strategia di largo respiro che deve partire da una perfetta conoscenza dei problemi del trasporto aereo nazionale ed internazionale. Questa conoscenza manca del tutto. Ho la sensazione che molti stiano affrontando la crisi dello scalo con la stessa approssimazione con cui si discute di una strada da riparare o di un serbatoio idrico che va in tilt. E litigano con la stessa animosità che si vede nelle riunioni di condominio. Di questo passo non si arriverà da nessuna parte. Ci vorrebbe la forza per mettere tutti su un carro bestiame e scaricarli da un’altra parte. Che Dio ce la mandi buona!

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