Lettera aperta ai politici Calabresi sulla prima azione da intraprendere per permettere lo sviluppo degli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria

Riceviamo da Alessandro Riolo e pubblichiamo:

Se i nostri politici vogliono veramente sviluppare gli aeroporti di Crotone e di Reggio Calabria, devono per forza iniziare da una azione: togliere le imposte aeroportuali di imbarco. Se non vengono tolte queste imposte, e per chiarire mi riferisco alla “addizionale comunale sui diritti d’imbarco di passeggeri sulle aeromobili” introdotta dall’articolo 2, comma 11, della finanziaria del 2004 e successive modifiche, sarà impossibile far crescere i collegamenti non solo da questi due aeroporti, ma da tutti i piccoli aeroporti italiani che si trovano nelle stesse identiche condizioni.
Questa azione di per se non é una condizione sufficiente a garantire il successo futuro di questi due aeroporti, ma é certamente una condizione necessaria. E vanno tolte non solo da tutti i voli in partenza, ma anche, nell’aeroporto di provenienza, dai voli in arrivo, se provenienti da aeroporti italiani.
Queste imposte di imbarco ammontano attualmente a €6,50 a passeggero, che nel caso di voli nazionali diventano €7,15 per via dell’IVA. A chi non conosce a fondo il settore possono sembrare poca cosa, in fondo quanti di noi rinuncerebbero ad un viaggio per 7 euro in più? Il problema é che non é il passeggero a decidere quale rotta possa venire aperta dai vettori in un determinato aeroporto. Chi decide é il route manager del vettore. Ed il route manager ha un numero finito di aeromobili, con le quali apre soltanto le rotte più remunerative per il proprio datore di lavoro. Anche se una determinata rotta portasse ad un profitto, più ridotto é il margine di profitto di una determinata rotta, maggiore é la possibilità che venga scartata dal route manager.
Per chi ha familiarità con il funzionamento dei vettori a basso costo, le imposte aeroportuali di imbarco ai piccoli aeroporti sono di una stupidità scioccante.
Infatti se già i piccoli aeroporti non sono di per se appetibili per i vettori, perfino per quelli a basso costo, dovrebbe essere ovvio che anche se il governo gli mettesse 1 centesimo di imposta di imbarco, non farebbe altro che iniziare ad allontanare quei pochissimi vettori che potrebbero farci un mezzo pensiero.
Le imposte aeroportuali di imbarco servono praticamente a ridurre il traffico aereo, una volta che lo si comprende, dovrebbe essere ovvio che se si riduce il traffico aereo negli aeroporti che ne hanno poco, sostanzialmente li si costringe a chiudere.
Le compagnie aeree hanno un numero finito di aerei. Spesso, soprattutto durante il semestre estivo, i vettori addirittura non aprono rotte da aeroporti su cui farebbero profitto, perché aprendo su un altro aeroporto ne fanno di più. Facciamo un esempio: Ryanair ha un margine netto medio del 23% e passa. Anche se riempono un aereo, e guadagnano il 10%, se da un’altra parte guadagnano l’11%, e non hanno altri aerei disponibili, non sposteranno l’aereo? Ovvio che lo sposteranno.
Togliere le imposte aeroportuali ai piccoli aeroporti come Crotone o Reggio Calabria é assolutamente necessario, perché serve appunto a rendere questi aeroporti maggiormente appetibili per i vettori, incrementando il margine netto che possono ottenere aprendovi rotte.
E le imposte aeroportuali di imbarco le può togliere soltanto il governo nazionale.
Nel mio piccolo, per far togliere le imposte aeroportuali di imbarco, ho inviato il 6 Giugno al ministro dei trasporti, Danilo Toninelli, ed ad altri 25 rappresentanti della maggioranza di governo, tra cui il sottosegretario Dell’Orco, una proposta per rimodulare a gettito invariato le imposte aeroportuali ai piccoli aeroporti. Ho successivamente inoltrato tale proposta, e successive chiarificazioni che mi sono state richieste da un deputato regionale siciliano, a tanti nostri rappresentanti Calabresi, Sardi e Siciliani. Ho creato una pagina Facebook per popolarizzare la proposta (https://www.facebook.com/VolareDiPiu). Tocca ora ai nostri politici comprendere l’assoluta necessità di questa azione, ed agire. 
Resto a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Cordiali saluti,
Alessandro Riolo

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13 commenti

  1. scusa, ma se dal 2014 in poi (14 anni) il traffico aereo in italia è cresciuto in maniera esponenziale, come fai a dire che le addizionali comunali lo limitano?

  2. correggo, dal 2004

  3. Perché la non la finiamo di dare denaro pubblico ai vettori e lo utilizziamo invece per manutenzionare ospedali, scuole strade e altro? Del resto le alternative per spostarsi ci sono

  4. Alessandro Riolo

    @Pilota75 senza le imposte aeroportuali, i collegamenti aerei sarebbero aumentati ancora di piú, soprattutto dai piccoli aeroporti (non solo Crotone e Reggio Calabria, ma anche Lamezia Terme).

    Tieni anche presente che a €6,50 ci si é arrivati in 9 anni:

    1.00 Euro dal comma 11 dell’articolo 2 della Legge 24 dicembre 2003, n. 350;
    1.00 Euro dal comma 2 dell’articolo 6-quater della Legge 31 marzo 2005, n. 43;
    0.50 Euro dal comma 1329 dell’articolo 1 della Legge 27 dicembre 2006, n. 296;
    2.00 Euro dall’allegato della Legge 27 ottobre 2008, n. 166;
    2.00 Euro dal comma 75 dell’articolo 4 della Legge 28 giugno 2012, n. 92.

    Poi dal 1 Gennaio 2016 al 31 Agosto 2016 siamo arrivati addirittura a quota €9,00 (che per i nazionali diventavano €9,90), ma grazie a Abruzzesi e Sardi che si sono ribellati (a quel livello di imposte Pescara e Alghero avrebbero chiuso in breve tempo) siamo tornati a quota €6,50.

  5. Alessandro Riolo

    @AIR togliere le imposte addizionali di imbarco serve proprio all’opposto di dare denaro pubblico ai vettori. Serve a rendere competitivi i piccoli aeroporti, e mitigare il rischio che la politica locale e regionale sia costretta a sborsare denaro dei contribuenti per mitigare gli effetti dannosi dell’eccessiva imposizione fiscale sugli imbarchi.

  6. @ Alessandro Riolo:
    quindi, secondo il tuo ragionamento (che fai da anni e nessuno, giustamente, ascolta) basterebbe togliere questi 7 euro e si risolve il problema.
    Ipotizziamo:
    reggio nel 2017 ha fatto 300.000 pax.
    Semplifichiamo che sono stati 150.000 partenza.
    7*150.000 fa circa 120 mila euro.
    Io comune di Reggio, do questi 120.000 euro ad alitalia e questi mi aprono 2-3 rotte…
    Quindi FR che finora ha preteso non meno di 300.000 euro a tratta ha preso tutti in giro…

  7. @ Alessandro Riolo:
    ma competitivo cosa? i soldi li paga il pax, mica la compagnia. Un reggio milano costa in media 290 euro. Pensi che a 275 (290-15 di tasse) ci sia un piglia piglia?
    ma come le partorisci queste idee?
    Da che mondo e mondo l’incentivazione dell’economia è sulla fiscalità delle aziende; non sulle imposte che pagano i passeggeri.

  8. @ Alessandro Riolo:
    Prendiamo il caso FR che vende biglietti a 10-14 euro…secondo te, dovendo girare i 7 euro di imposta quel volo lo starebbe vendendo tra i 3 ed i 7 euro….e secondo te è possibile?
    E’ chiaro che ricevendo contributi di 700mila euro se ne sbatte di versare 7 euro a pax….

  9. Alessandro Riolo

    @Pilota75 togliere le imposte aeroportuali é una incentivazione ai vettori. I passeggeri pagano queste imposte, ma fanno calare il margine netto delle compegnie aeree. Per gli ultra low cost carrier, che sono quelli che fanno sviluppare gli aeroporti come quelli Calabresi, sono sono impatti mastodontici sugli obiettivi di margine, impatti che determinano certamente la non operabilità di centinaia di rotte dai piccoli aeroporti italiani.
    Prendi un Lamezia Terme-Torino. A Ryanair operarlo costa €36 a posto offerto. Se lo riempisse tutto, i €7,10 equivalgono al 20% del costo per passeggero. Se il governo togliesse l’imposta addizionale di imbarco, aumenterebbe il margine netto dei vettori, e quindi l’appetibilitá delle rotte dai piccoli aeroporti italiani.

  10. Alessandro Riolo

    @Pilota75 non ho mai affermato che togliendo le imposte addizionali di imbarco si risolvono tutti i problemi dell’aviazione civile italiana, ma che togliere le imposte addizionali di imbarco é una condizione necessaria, ma non sufficiente, per permettere lo sviluppo dei piccoli aeroporti italiani.
    Quando come da notizie giornalistiche lette negli anni la SACAL pagava 6 milioni di Euro a Ryanair per farsi portare 1,1 milioni di pax, stava neutralizzando al vettore le addizionali di imbarco.

    Le imposte aeroportuali mandano letteralmente fuori mercato i piccoli aeroporti italiani. Togliere le imposte aeroportuali ai piccoli aeroporti serve appunto a rendere questi aeroporti maggiormente appetibili per i vettori, incrementando il margine netto che possono ottenere aprendo rotte. Togliere le imposte aeroportuali serve a favorire i vettori, ma non solo i vettori, perché nello stesso tempo serve anche ad incentivare i vettori ad aprire rotte dai piccoli aeroporti, e quindi favorisce anche le comunità attorno a questi piccoli aeroporti.

  11. @ Alessandro Riolo:
    Non capisco il senso di fare copia/incolla delle stesse cose.

    ma fammi capire…non ti fanno più scrivere su AC e quindi cerchi sponda qui?
    OK, Roberto è stato anche troppo buono a pubblicare sta cavolata che scrivi da anni, però ora basta.
    addio.

  12. Alessandro Riolo

    @Pilota75 prova ad immaginare quale sarebbe l’effetto di raddoppiare le imposte addizionali di imbarco? O triplicarle? Quale classe di aeroporti verrebbe maggiormente danneggiata? Perderebbe piú collegamenti e pax Milano Linate oppure Lamezia Terme?
    Esattamente come aumentare i costi aeroportuali artificialmente tramite l’incremento di imposte danneggia primariamente gli aeroporti piú piccoli, o comunque dove la domanda é inferiore e piú elastica, diminuire i costi aeroportuali, ad esempio togliendo ai piccoli aeroporti le imposte addizionali, li beneficierebbe, in termini di attrattivitá per le compagnie aeree, e quindi di incremento di collegamenti, rotte e frequenze.

  13. @ Alessandro Riolo:
    quindi tu dici che se io vado da FR e dico: signori, i 600.000 che vi abbiamo promesso per crotone non ve li diamo più, rimborsiamo soltanto i 7 euro a pax. tu dici che FR aumenterà le rotte?
    Per favore, non rispondere con la solita pappardella.

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