Aeroporti Calabria: SACAL sull’attuale emergenza COVID-19 e sul rilancio

MEMORIA DI S.A.CAL. S.p.A. SULL’IMPATTO DELL’ATTUALE EMERGENZA SANITARIA SUL SISTEMA AEROPORTUALE E SULLE MISURE NECESSARIE PER IL RILANCIO DEL SETTORE

L’anno 2020 è stato contrassegnato dall’emergenza pandemica denominata COVID-19.
Per il contenimento dei contagi sono state adottate, su base sovranazionale, nazionale e regionale, misure restrittive alla libera circolazione di persone e mezzi.
Il sistema aeroportuale calabrese, gestito nella sua totalità da SACAL SpA, ha subito un impatto devastante dalla situazione emergenziale con un decremento di traffico di circa il 70% rispetto ai valori registrati nel 2019. È stata imposta la chiusura per diversi mesi degli scali di Reggio Calabria e Crotone (pur con obblighi di gestione degli stessi in assenza di traffico commerciale) e il traffico è tuttora molto ridotto anche su Lamezia Terme, con prospettive di ritorno ai valori del 2019 solo al 2024 (fonte IATA).
Al fine di garantire la continuità aziendale ed i lavoratori, si è reso necessario attivare degli ammortizzatori sociali (CIGS) che dovranno essere prorogati per il protrarsi della crisi del settore.
Relativamente ai danni economici derivanti dall’attuale situazione, si sono espresse le più autorevoli organizzazioni internazionali del trasporto aereo. Il Air Transport Action Group (ATAG) stima che, a causa della perdita di connettività derivante da un approccio non coordinato tra i diversi stati, siano a rischio oltre 46 milioni di posti di lavoro, principalmente nel settore turistico e del trasporto. Solo per il settore del trasporto aereo, la perdita di posti di lavoro potrebbe raggiungere i 4,6 milioni.
Airport Council International (ACI) stima che il settore aeroportuale potrà registrare una contrazione dei ricavi del 60%, equivalente a circa -104.5 mld/$. A giugno, la International Air Transport Association (IATA) aveva stimato una riduzione per il comparto delle compagnie aeree di almeno il 50%, pari a -419 mld/$ nel 2020.
All’attuale situazione di crisi determinata dall’emergenza sanitaria, si deve aggiungere lo stato delle infrastrutture di mobilità del territorio calabrese, che vede l’assenza dell’alta velocità ferroviaria, l’arretratezza delle infrastrutture stradali, con particolare riferimento alla dorsale ionica (SS106), e l’evidente gap infrastrutturale del sistema aeroportuale regionale. Con riferimento a quest’ultimo:

  • a Lamezia Terme, a fronte di infrastrutture di volo con buone caratteristiche, l’aerostazione è oramai totalmente inadeguata ai volumi di traffico registrati e prevedibili, soprattutto in riferimento alla qualità dei servizi ed al comfort offerto ai passeggeri ed occorre riqualificare, ampliare ed ammodernare tutte le infrastrutture di terra attraverso il nuovo piano infrastrutturale;
  • a Reggio Calabria occorre urgentemente superare le limitazioni operative imposte negli anni che ne hanno pesantemente frenato lo sviluppo ed aggiornare tutte le infrastrutture esistenti alle attuali necessità dei passeggeri e dei vettori, utilizzando adeguatamente i finanziamenti statali già stanziati;
  • a Crotone occorre procedere rapidamente all’utilizzo delle risorse regionali, già stanziate, al fine di migliorare la sicurezza del sedime e del traffico aereo, potendo anche svolgere un ruolo determinante, anche in termini di protezione civile e soccorso, in un’area vasta e attualmente
    isolata da tutte le direttrici principali della mobilità europea.

Il rilancio del sistema aeroportuale calabrese, che era già reso complicato dalle carenze infrastrutturali esistenti, viene ora reso ancora più difficoltoso dal crollo del traffico aereo, con prospettive negative nel periodo. È quindi necessario che l’auspicato rilancio sia corroborato da
robuste e tempestive misure di sostegno a favore degli operatori di settore, tra cui:

  • la compensazione dei danni da minor fatturato e conseguente minor EBITDA (-12 mln/€ solo per l’anno in corso) valutabili a fronte dei risultati conseguiti negli anni passati ed il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali;
  • la messa a disposizione di forme di garanzia e agevolazioni per l’accesso al credito, anche in termini di sostegno al cash–flow, da subito e per tutta la durata della crisi;
  • il sostegno pubblico, con accesso ai fondi Recovery Fund, che dovrebbe estrinsecarsi in investimenti nel sistema aeroportuale regionale:
    • investimenti a fondo perduto su progetti aeroportuali di digitalizzazione e green economy;
    • sblocco immediato degli investimenti per i quali sono già state definite misure di finanziamento pubblico;
    • impegno alla sospensione (ovvero all’applicazione meno restrittiva) delle normative sugli Aiuti di Stato agli investimenti.

Si rileva infatti come, nel perdurare dell’attuale contingenza pandemica, vengano persi anni dalla data di assegnazione dei finanziamenti alla data di effettiva erogazione degli stessi, spesso stanziati dagli stakeholder pubblici proprio per superare il gap di sviluppo e mobilità di territori periferici e gravati da evidenti carenze infrastrutturali, adducendo fantomatiche distorsioni del mercato.


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